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Himalayas “Bad Star”

10 brani devoti a un Rock moderno ricco di schitarrate distorte d’altri tempi


Nati nel 2015 nella grigia Cardiff, in questi 10 anni di attività gli Himalayas si sono ritagliarsi uno spazio importante nella scena rock mondiale, arrivando a essere apprezzati da band quali Foo Fighters e Stereophonics fino a condividere un singolo con sua maestà Brian Johnson. Con il tempo sono riusciti, in maniera convincente, a evolvere il proprio suono passando da un Indie Rock vecchia scuola degli esordi, fino a un Rock più duro ma melodico del loro secondo disco appena uscito “Bad Star”. Prodotto da Pete Hutching e uscito il 25 aprile per la Nettwerk Music Group, contiene 10 brani devoti a un Rock moderno ricco di schitarrate distorte d’altri tempi. Un vero e proprio scontro tra Royal Blood, Muse d’annata, i già citati Foo Fighters e un pizzico di QOTSA, il tutto condito con la bellissima voce di Joe Williams andando a ricordare a tratti quella di Alex Turner.

“Beneath The Barrel”, brano che apre le danze al disco, parte melodico e cupo in un crescendo ricco di atmosfere fino a esplodere. “Hung Up” sfila poderosa nei suoi due minuti scarsi che ci catapultano dritti nel magma sonoro e ipnotico di “Cave Paintings”, a mio avviso uno dei brani migliori dell’album con le sue poderose chitarre, chitarre, comunque, protagoniste indiscusse di tutto il disco. “What If…?”, impreziosito da una sorprendente melodia, continua sulla falsa riga della precedente iniziando a dare un’idea generale dell’album. “Heavy Weather”, al contrario delle precedenti, ci avvolge con la sua mesta melodia e un ritornello malinconico ma dolce allo stesso tempo. Quasi un piccolo classico

“Surrender” non sarebbe dispiaciuta a un giovane Matthew Bellamy, brano che vedrei benissimo all’interno di “Showbiz”, sulla stessa falsa riga “Nothing Higher” impreziosito da una melodia power pop, dà una ulteriore prova di evoluzione dei nostri. “Afterlife”, uscito come ultimo singolo, si defila poderosa ed energica senza una caduta di tono. Ennesimo pezzo dell’album in cui spontaneamente ti vien da pensare “questo si che è un pezzaccio!”. I tempi più lenti di “Twisted Reflections” travolgono l’ascoltatore, mentre i paesaggi prettamente post-grunge consegnano il testimone alla risoluta “A Brand New God”, che senza respiro ci porta dritti alla fine. Cala il sipario.

“Bad Star” è uno dei dischi più eccitanti di questo 2025, una ventata di freschezza capace di ricordare ai più che il rock e le chitarre sono ancora vive e vegete. Un’ottima prova artistica che merita più di un semplice ascolto. Ogni brano è un mondo a se, capace di far viaggiare, pensare e perché no? Anche pogare come nei beati anni ‘90! Buon ascolto.

Articolo di Giulio Ardau

Track list “Bad Star”

  1. Beneath The Barrel
  2. Hung Up
  3. Cave Paintings
  4. What If…?
  5. Heavy Weather
  6. Surrender
  7. Nothing Higher
  8. Afterlife
  9. Twisted Reflections
  10. A Brand New God

Line up Himalayas: Joe Williams voce, chitarra / Louis Heaps basso / James Goulbourn batteria / Mike Griffiths chitarra

Himalayas online:
Web: https://www.himalayasofficial.com/
Instagram: https://www.instagram.com/himalayasofficial/

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