“Amen”, il quinto album di Igorrr, è arrivato il 19 settembre e ha segnato un punto di svolta nel mio rapporto con il Metal. Dopo anni in cui questo genere è stato la mia colonna sonora, il mio interesse si era affievolito e non mi bastava più la “solita roba”. Avevo bisogno di una scossa. Ed è proprio quando ho ascoltato “Amen” che ho scoperto che tutto ciò che cercavo era racchiuso in questo disco.
Pubblicato da Metal Blade Records, il progetto del produttore e polistrumentista francese Gautier Serre trascende la definizione di Metal: è sperimentazione allo stato puro. Quello che nelle mani sbagliate risulterebbe come un casuale incontro di generi, ritmi, strumenti e voci inconciliabili, nelle sapienti mani di Serre diventa oro. Un interessante, schizofrenico, disturbante, divertente delirio, che può lasciare interdetto chi si interfaccia con Igorrr per la prima volta. Eppure, in questo caos tutto ha perfettamente senso: nulla è davvero lasciato al caso, c’è una ricerca intelligente di ogni singolo strumento utilizzato e della modalità in cui i generi vanno a fondersi tra di loro. È un album che resta coerente, sia con la discografia precedente e quindi con l’essenza stessa di Igorrr, sia internamente, creando un flusso unico e riconoscibile, che racconta una storia, dipinge un immaginario e definisce un sound ben preciso.
Igorrr ci aveva già abituato alle contaminazioni orientali e a brani influenzati dalla musica classica e barocca, forse anche a pezzi più folli di quelli di “Amen”. Ma rispetto alla discografia passata, questo album ha radici più oscure. È il perfezionamento di “Spirituality and Distortion” del 2020: Igorrr ha trasformato quello che prima era un tipo di follia divertente e canzonatoria in un tormento cupo e drammatico, carico di angoscia, tormento e inquietudine. Uno dei brani cardine di questo album è sicuramente “Blastbeat Falafel”, che grazie anche al featuring con Mr. Bungle (il cui tocco si sente parecchio) vola su un livello di sperimentazione unico e molto bizzarro, in un delirio schizofrenico arabeggiante.
Un’altra chicca è “Headbutt”, che fonde blastbeats con arpeggi di pianoforte classico, mentre “ADHD” è l’elemento più nevrotico dell’album, un Breakcore iperattivo in costante cambiamento. “Mustard Mucous” torna sul classico grazie al featuring con gli Anthrax, mentre brani come “Infestis” e “Ancient Sun” offrono brevi tregue: il primo è meno frenetico, con influenze black metal ma più lento; il secondo è calmo, misterioso, elettronico e dissonante. Questo album avanza a ritmi diversi, è nevrotico nel modo in cui ti propone un brano e rallenta su quello successivo, ti sbatte in faccia dei blastbeat e poi ti culla in un’opera lirica. Degna di nota è “Silence”, la vera sorpresa dell’album: un brano intenso e drammatico basato su pianoforte e voce lirica, che si apre a pochi ma accurati elementi elettronici e noise. È un pezzo straziante e spiazzante, tra tutti il più sconcertante del disco, che si conclude con amarezza e preannuncia qualcosa di sinistro.
È difficile pensare che Serre possa essere ripetitivo, ma l’effetto sorpresa legato alla follia delle composizioni è ormai attenuato, il suo tocco stilistico è chiaro e riconoscibile. Oggi, ciò che stupisce non è tanto il caos, quanto la produzione impeccabile, la ricerca del sound, degli strumenti non convenzionali e dell’ambientazione sonora. “Amen” è, a mio avviso, uno degli album migliori di Igorrr, sia per la sua indubbia ineccepibilità produttiva che per la sua capacità di arrivare in modo più profondo—forse perché più cupo e drammatico. È un prodotto molto maturo, più di tutto ciò che è stato concepito da Igorrr in passato. È anarchico, sovversivo, guarda sempre oltre i propri limiti. Ciò che prima poteva apparire come un semplice espediente per stupire l’ascoltatore, è ora evoluto in uno stile sperimentale coeso e compatto. “Amen” è un nuovo Igorrr, ma sempre inconfondibilmente fedele a sé stesso.
Articolo di Marta Mazzeo
Tracklist “Amen”
- Daemoni
- Headbutt
- Limbo
- Blastbeat Falafel
- ADHD
- 2020
- Mustard Mucous
- Infestis
- Ancient Sun
- Pure Disproportionate Black and White Nihilism
- Étude n°120
- Silence
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