Fuori il 10 aprile su Overdub Recordings “Pastorale”, il nuovo lavoro della band psych-stoner fiorentina Le Pietre dei Giganti. Arrivato al banco di prova del terzo album, il quartetto compie un ulteriore passo in avanti in termini di personalità, arricchendo il suono granitico che ne contraddistingue l’operato sin dagli esordi con originali influenze world music e una vena (fanta) scientifica in grado di far decollare verso l’infinito la fantasia dell’ascoltatore.
Il Rock esoterico de Le Pietre dei Giganti
Le Pietre dei Giganti nascono a Firenze nel 2016, dall’incontro tra il vocalist e chitarrista Lorenzo Marsili e l’altro axeman Francesco Utel; la formazione viene a breve completata da Niccolò Pizzamano al basso e da Francesco Nucci a sedersi sullo sgabello del batterista. Verso la fine dell’anno esordiscono con il primo ep autoprodotto, “Fanno male!”, il cui originale miscuglio di chitarre rocciose, ritmiche tambureggianti e testi poetici cantati in italiano attira l’attenzione dell’etichetta Overdub Recordings. Con il contratto in tasca, i quattro hanno così la possibilità di maturare il proprio personale discorso musicale, fatto di Heavy e Stoner Rock, atmosfere psichedeliche e richiami al Progressive, successivamente immortalato nell’album di esordio “Abissi”, uscito nel 2019.
Il secondo lavoro “Veti e Culti” viene pubblicato nel 2022, con la band a spingere ancora di più l’acceleratore su una Psichedelia acida e allo stesso tempo esoterica: il disco guadagna il plauso unanime della critica di settore, la quale incorona il quartetto fiorentino come next big thing del Rock nostrano più cerebrale. Il successo di “Veti e Culti” porterà Le Pietre dei Giganti ad attraversare lo Stivale, in un lungo e impegnativo tour che li vedrà esibirsi sia da headliner che al fianco di nomi storici come Pierpaolo Capovilla, Meganoidi, Pino Scotto e Giorgio Canali, cementandone la reputazione di live band schiacciasassi. Queste esperienze confluiranno a loro volta nel mastodontico lavoro di ricerca sonora che porterà alla nascita di “Pastorale”, che a quattro anni dal precedente capitolo è finalmente pronto per essere ascoltato da noi appassionati, sempre bramosi di buona musica.
“Pastorale”: dall’atomo alle stelle
Sin dal ronzio elettronico che attraversa come una scarica di energia l’opener “Dentro l’atomo…”, l’impressione è quella di camminare tra le navate di una chiesa votata a una incomprensibile divinità deterministica. La voce profonda di Marsili possiede la sicurezza di chi crede ciecamente, mentre rievoca lo scatenarsi di forze elementari, inarrestabili come lo tsunami di suoni sintetici che sommerge la fine del brano, a sancire l’inizio del Tutto in una singolarità dalla massa infinita.
Con la successiva “Santo Fulmine” entriamo nel vivo del disco, per venire aggrediti da un riff di chitarra sbilenco, dal suono corposo e cattivo, che ben si adatta alla fantascientifica odissea di un popolo sottomesso da alieni invasori narrata dal cantato. Quando il blastbeat della batteria mette improvvisamente a ferro e fuoco il groove, l’impressione è quella di trovarsi nel bel mezzo della gara di velocità con cui la stirpe protagonista del racconto celebra il proprio dio.
I due singoli tratti dall’album fotografano entrambi con efficacia il discorso musicale e filosofico proposto dalla band fiorentina. Il primo dei due, “Zinco”, è una riflessione sul senso della vita, caratterizzato da un bell’intreccio tra le due chitarre e il battimani che le accompagna nella parte introduttiva, così come dalla melodia catchy della voce nell’outro, che danza insieme al tema della solista sulla cadenza serrata dettata dalla sezione ritmica. “Sulla Sequoia” analizza invece lo scorrere del tempo e le conseguenze delle proprie scelte, con le percussioni a donare ai primi minuti del brano un’atmosfera da rito sciamanico; il coro centrale ricorda le litanie sommesse dei monaci medievali, prima che un sassofono malinconico rubi la scena cambiando le carte in tavola.
Il breve quanto fulmineo assolo di elettrica che chiude la title track squarcia lo spettro acustico come un bisturi grazie a un fraseggio diminuito straniante, ma sono i quasi dieci minuti di “La Nostra Sanità”, a parere di chi scrive, a rappresentare meglio di ogni altro brano le molteplici sfaccettature dell’album. Il giro di basso serpentino in apertura si rivela essere la colonna portante del pezzo, raggiunto poco dopo dal monolitico riff detuned delle chitarre, costrette al guinzaglio da una batteria che tira il tempo talmente indietro da far precipitare le note dal pentagramma. La dinamica si azzera quasi nella strofa, dove la voce affronta il tema della lotta contro i propri simili, finché gli strumenti non riprendono il timone della nave con una serie di stacchi improvvisi che servono a riportare al centro dell’attenzione le parti velenose delle due seicorde. C’è un costante avvicendarsi di quiete e furia che spiazza, senza dimenticare un’attitudine al suono, in equilibrio tra il retrò e il futuristico, che non può che far leccare i baffi anche all’ascoltatore più esigente. L’influenza del Progressive degli anni Settanta, così come della successiva variante metallara del genere, si fa sentire tutta, qui come nella seguente “Ode al Tiranno”.
“… Fuori dalla stella” chiude il percorso di “Pastorale”, così come il cerchio aperto con “Dentro l’atomo”: si tratta della liquida descrizione in musica dei processi in atto nel cuore delle stelle, un viaggio metafisico nell’infinito al seguito degli elementi fondamentali che rendono possibile la vita, irradiati in tutto l’Universo quando gli astri giungono alla loro fine naturale, esplodendo in supernove accecanti.
Outro
“Pastorale” è un disco che richiede da parte dell’ascoltatore un notevole impegno. Sono necessari ripetuti ascolti per riuscire a grattare almeno un po’ la superficie dei molteplici strati che compongono le undici tracce, ricompensando però chi ha la pazienza di andare sempre più a fondo con piccoli tesori nascosti, dettagli segreti e frammenti di tenebrosa poesia, lasciati sulla strada come le briciole di pane per Pollicino. Un album che non vuole piacere a tutti, e non ne ha nemmeno bisogno, da parte di una band che fa della ricerca sonora senza compromessi il proprio punto di forza. Chapeau.
Articolo di Alberto Pani
Track list “Pastorale”
- Dentro l’atomo…
- Santo Fulmine
- Zinco
- Gamelan
- Sulla Sequoia
- Pastorale
- La Nostra Sanità
- Opale Nero
- Ode al Tiranno
- Il Corvo
- …Fuori dalla stella
Line up Le Pietre dei Giganti: Lorenzo Marsili voce, chitarra/ Francesco Utel chitarra, synth e sample, cori, percussioni/ Niccolò Pizzamano basso/ Francesco Nucci batteria, percussioni/ Angelo Tomaiuolo sassofono/ Marco Bellafiore contrabbasso/ Andrea Re synth, pianoforte
Le Pietre dei Giganti online:
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