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Litania “Litania”

Doom evocativo e ipnotico, dove la potenza delle chitarre si intreccia con la spiritualità della musica indiana

Il 10 ottobre 2025 è uscito “Litania” (Heavy Psych Sounds in collaborazione con Subsound Records – cd e tre edizioni in vinile), primo album dell’omonima band che vede alla voce Elli de Mon. Un progetto parallelo ai lavori dell’artista che si è fatta conoscere per la sua poliedricità e capacità di spaziare fra i generi. Dal Blues al Doom Metal, Elli de Mon (al secolo Elisa Munari) ha dato prova di grande maturità artistica e versatilità anche nel recente progetto “Raìse” (la nostra recensione), seguito dall’ep “Grembo de Pria” (la nostra recensione) e, si spera, esca presto un terzo capitolo in lavorazione. Con Elli de Mon alla voce, harmonium, sitar, dilruba, ci sono Marco Degli Esposti (The Great Northern X) alla chitarra elettrica e droni, oltre alla produzione e registrazione, Enrico Baraldi (Collars, Ornaments) al basso elettrico e Vladimir Marikoski (The Black Heart Procession, NBG) alla batteria.

“Litania” è composta da otto tracce di Doom evocativo e ipnotico, dove la potenza delle chitarre si intreccia con la spiritualità della musica indiana. Le canzoni, intense e oscure, sono intervallate da inserti strumentali con sitar, dilruba, harmonium e tanpura. Il canto si ispira agli antichi raga dell’India, evocando un viaggio sonoro sospeso tra abisso e trascendenza. Un mix di strumenti per certi versi inedito che contribuisce, con la pesante lentezza del Doom, a dare corpo a un mondo sonoro che pesca nel Metal, ma che se ne distanzia grazie alle sonorità innestate su chitarre e batteria. Il risultato è un album che ricorda antichi riti, momenti evocativi dove la ricerca dell’abbandono è la dimensione che precede l’estasi.

“Ghunghru” e “Veil Of Illusions” sono brani ipnotici, e nella versione live (Mantova, 3 aprile 2026, Arci Tom) acquistano ancor più la circolarità tipica delle melodie religiose. “Bound” e “Shankara” sono i pezzi migliori, con la seconda che sfrutta un’introduzione rituale sostenuta da una potente chitarra che dialoga con la voce di Elli de Mon, dando vita a un canto ipnotico. “Fading Light” chiude il rito, con un ritmo cadenzato da evocazione magica, con voci da sabba notturno. A conti fatti questo esordio è un buon lavoro che, dal vivo, rende molto meglio di quanto accada in studio. Il disco appare meno interessante di quanto succede invece dal vivo, dove all’esperienza di palco messa in campo da Elli de Moon si aggiungono i suoni curati di Marco Degli Esposti, oltre a un ottimo, cupo e potente basso di Enrico Baraldi. Il risultato è quello di un rito, pagano s’intende, ma che funziona perché crea quel necessario abbandono della realtà che queste esperienze devono produrre. Con le dovute proporzioni, il live dei “Litania” riesce a creare quel coinvolgimento emotivo che è tipico di band quali gli Swans (la nostra recensione).

Il disco non delude, ma è certo meno evocativo della performance live. L’ascolto in vinile ha i suoi pregi, perché la dimensione doom prevale comunque sul mood metal, e il canto evocativo della De Mon è di certo più scandito di quanto accade nella dimensione live. Nell’album, infatti, prevale la parte ritmica, come deve accadere nelle dimensioni rituali. Quindi, in conclusione, il consiglio è di ascoltare il lavoro, per poi completare l’esperienza con un’esibizione live. A quel punto l’esperienza pagana e rituale dei Litania sarà ben chiara.

Articolo di Luca Cremonesi

Track list “Litania”

  1. Manasi Devi
  2. Ghunghru
  3. Veil Of Illusions
  4. Vighnaharta
  5. Jamunia
  6. Bound
  7. Shankara
  8. Fading Light

Line up Litania: Elisa De Munari (Elli De Mon) voce, harmonium, sitar, dilruba / Marco Degli Esposti (The Great Northern X) chitarra elettrica e droni / Enrico Baraldi (Collars, Ornaments) basso elettrico / Vladimir Marikoski (The Black Heart Procession, NBG) batteria

Litania online:
Instagram: https://www.instagram.com/litania_band

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