Il 12 dicembre tornano i Little Pieces of Marmelade con il loro secondo lavoro in uscita nel 2025: a due mesi dal precedente “Mexican Sugar Dance” (la nostra recensione), è giunto infatti il momento di schiacciare play per goderci “404DEI (Errore degli Dei)”, disco stavolta tutto in italiano e pubblicato sempre per l’etichetta Astralmusic.
Due facce della stessa medaglia
Il nuovo lavoro della band originaria di Filottrano potrebbe simbolicamente rappresentare l’altra faccia della medaglia rispetto a “Mexican Sugar Dance”: infatti, dove l’approccio di quest’ultimo è per lo più musicalmente giocoso, colorato a tinte psichedeliche, “404DEI (Errore degli Dei)” rappresenta un momento di introspezione da parte del duo marchigiano, con sonorità cupe e atmosfere malate che prendono spesso il sopravvento sui boom sonici di matrice più rock. Un approccio alla composizione quasi decostruttivista, in cui la forma canzone è piegata alla necessità di comunicare un momento di difficoltà personale, un bisogno di mettere a fuoco chi eravamo dopo aver visto compromessi, promesse, meccanismi, frustrazioni dell’industria, ma aver scelto di stare comunque dentro la musica, in maniera totale, come spiegano i due musicisti.
Lo scopo non è quello di creare una produzione perfetta in maniera meccanica, in cui ogni singola misura è levigata fino a renderla un involucro svuotato di ogni significato, quanto di imbrigliare tra le note un’energia viva, pulsante, in grado di far risuonare la cassa armonica dell’ascoltatore pizzicandone le corde più intime, colpendolo più nelle viscere che nella sua parte razionale; ogni sbavatura, ogni scheggia sonora che ci si conficca nelle dita è lì per ricordarci che quello del musicista è sempre e comunque un lavoro artigianale, che dovrebbe rimanere il più possibile lontano dal freddo approccio da fabbrica di hit che sembra essere, in questo finire di 2025, la norma dell’industria musicale, dove un algoritmo decide chi merita di essere ascoltato e chi invece è condannato a cadere nell’oblio.
404DEI (Errore degli Dei)
“404DEI (Errore degli Dei)” si apre con “Poppy (intro)”, una breve ballad intimista dal sapore beatlesiano dove il vocalist Daniele Ciuffreda – meglio conosciuto come DD – si accompagna al pianoforte in una ruvida performance colma di rimpianto, con il cantato che quasi si spezza in un lamento sul finale quando confessa che le tue spine avrò nel mio cuore, per sempre. La successiva “Daniel J”, dedicata all’artista indie di culto Daniel Johnston, culla delicatamente l’ascoltatore con il feel jazzato della batteria, la quale accompagna il sussurro della voce fino all’esplosione del chorus: qui, a parere di chi scrive, sommerso tra le bordate di feedback e distorsione ad opera della sei corde di Francesco “Frankie Wah” Antinori, è nascosto in piena luce tutto l’amore del duo verso la musica italiana degli anni Sessanta, quel proto-Rock un po’ provinciale al gusto di maccheroni che gli ingenui cronisti dell’epoca associavano al movimento dei cosiddetti urlatori.
“Dimentica” è un invito ad abbandonare nell’oblio ogni peso emotivo, colorato sapientemente dalle chitarre di Frankie che, nella parte finale, urlano su frequenze impossibilmente alte grazie all’utilizzo di un Whammy pedal settato con cura; “La Band”, singolo apripista del lavoro, è invece una struggente ballata Alternative Rock, dove troviamo la voce di DD, assoluta protagonista, impegnata a cesellare raffinate melodie intorno alle note di un pianoforte il cui suono viene gradualmente filtrato dagli effetti, reso caratteristico dalle alterazioni che risaltano tra le note degli accordi, preso per mano da un arrangiamento che lo arricchisce e lo accompagna verso l’outro del brano, dove un violoncello lo abbraccia per la danza finale.
“JFR” è il j’accuse dei Little Pieces of Marmelade verso una società che affronta la vita con il paraocchi, felice di stare comodamente seduta sul divano a guardare la propria serie TV preferita mentre il mondo fuori dalla porta collassa, tra trascinanti groove di basso (in realtà una chitarra resa irriconoscibile dall’octaver), piccoli suoni alieni in sottofondo e il ritornello che urla anni Zero da ogni singola frequenza. Se la successiva “Vertigo” è la velenosa versione elettrificata di una canzone tradizionale irlandese, i riff squadrati di “MTV” accompagnano un testo delirante e sarcastico, con DD che smonta pezzo per pezzo gli idoli della nostra fanciullezza musicale, mentre l’arrangiamento sembra essere un pastiche ben calibrato di tutte le caratteristiche fondamentali per una band che volesse sfondare sulla sopracitata MTV a colpi di fuzz e maglioni di flanella.
Tra passato e futuro
In “Nello spazio respiriamo”, una linea di chitarra pesantemente detuned si unisce in doppio legame covalente con il ritmo saltellante della batteria per sostenere lo spoken word furioso del cantante, una scarica istintiva di pensieri che avrebbe reso fiero André Breton per la solo apparente mancanza di logica; “404DEI (Errore degli Dei)” è invece un potente, velocissimo Hardcore Punk che stilla disperazione da ogni singolo colpo di cassa, fino al finale improvvisamente rallentato, caratterizzato da un riffing pesantissimo in stile Doom Metal.
Il suono cristallino di una chitarra trattata con l’effetto Leslie accompagna dolcemente il cantato nella spettrale “Funeral”, una ballad in 6/8 che nella sezione conclusiva viene percorsa da potenti scariche elettriche, le quali travolgono improvvisamente l’ascoltatore con ondate di disperazione esistenziale; il brano infine sfuma, e un motivetto fischiettante introduce l’Hard Rock di “Amigo Mix”, il cui groove di batteria è senza dubbio debitore del martello degli Dei di un celebre classico della musica Hard&Heavy a tema vichingo, anche se lo sviluppo del pezzo fa approdare i Little Pieces of Marmelade su spiagge molto distanti da quelle cantate dai loro progenitori britannici.
L’armonia a tratti inquietante di “Kurtd” è la tavoletta ouija con la quale il duo evoca il biondo fantasma del Grunge per lasciarlo lamentare di quanto ancora oggi si senta incompreso, ma è solo per un momento: la successiva “Vecchi Jeans” è, forse, il brano più orecchiabile dell’album, un lento dispiegarsi di melodie eteree che sul finale vede protagonista la chitarra di Frankie, qui impegnato in un solo graffiante nel quale suggestioni hendrixiane si mescolano con il rumorismo contemporaneo di nomi come Bellamy o Morello. Spetta a “Poppy (outro)” il compito di salutare l’ascoltatore: una rielaborazione completa del brano di apertura dove armonia e melodia vengono manipolate per ottenere sonorità dissonanti, come se un producer da un altro mondo avesse deciso di remixare un brano terrestre, rendendolo appetibile all’algoritmo del player preferito dagli abitanti della Galassia di Andromeda.
Coda
Con “404DEI (Errore degli Dei)”, i Little Pieces of Marmelade fanno di nuovo centro: un lavoro anche stavolta convincente, grezzo quanto basta per risultare totalmente onesto ma in cui nulla è lasciato veramente al caso, con i due artisti marchigiani che sembrano riuscire a dirigere, come abili direttori d’orchestra, i sentimenti dell’ascoltatore, portandolo dagli abissi più profondi della psiche umana a toccare le stelle a milioni di anni luce da noi, il tutto nel giro di quarantacinque minuti scarsi.
Articolo di Alberto Pani
Track list “404DEI (Errore degli Dei)”
- Poppy (intro)
- Daniel J
- Dimentica
- La Band
- JFR
- Vertigo
- MTV
- Nello spazio respiriamo
- 404DEI (Errore degli Dei)
- Funeral
- Amigo Mix
- Kurtd
- Vecchi Jeans
- Poppy (outro)
Line up Little Pieces of Marmelade: DD (Daniele Ciuffreda) Autore, Voce, Batteria, Piano, Solina, Percussioni /Frankie Wah (Francesco Antinori) Autore, Chitarra, Drum Machine, OP-Z, Mellotron, Rec, Mix / Manuele Marani Violoncello in “La Band” / Tommaso Pettinari coautore testi in “Dimentica” e “Vecchi Jeans” / Antonietta Elia testo in “Kurtd” / Daniele Gatto coautore testo in “MTV” / Davide Amati coautore testo in “Vertigo”
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