Fuori il 28 novembre l’atteso lavoro della band monferrina Manifesti. Punk? Rock? Scopriamolo …
Chi o cosa è il Monferrato?
Il Monferrato casalese. Un posto sicuramente tranquillo dove vivere. Una meta che potrebbe fare gola al borghesuccio medio milanese che, dopo essersi spaccato la schiena in ufficio per vent’anni con l’unico obiettivo di sostenere l’affitto del suo appartamento di ben 35 metri quadri in zona Navigli – nel quale vive con moglie, due figli e suocera, oltre che con il rider che durante la pandemia ha svolto la funzione di principale fonte di sostentamento dell’allegra famigliola e che da allora ne è diventato parte integrante – ora accarezza l’idea di ristrutturare un casolare in collina per far crescere i piccoli Edmondo e Gladiola in mezzo alla natura incontaminata, facendoli ingozzare di Krumiri e sognando, un giorno, di poter imbottigliare uno splendido Barbera Superiore con il nome di sua moglie sull’etichetta, pigiando personalmente i quattro grappoli d’uva scarsi prodotti annualmente dal paio di filari rinsecchiti che gli sono stati spacciati dall’agente immobiliare come “plus immancabile di questa imperdibile offerta”.
Tutto questo preambolo per dire che quella di Casale Monferrato è una zona pacifica, sonnacchiosa, anche un pochino noiosa per chi ci passa più di due settimane l’anno, se non contiamo il Jazz Re:Found e un altro paio di eventi sparsi. Ma c’è un’anima nascosta, che serpeggia tra le viuzze nascoste delle frazioni, nei vicoli dei paesini sulle colline, dentro alle stanze segrete del Castello: uno spirito anarchico e ribelle, sfoggiato fieramente da un pugno di giovani band che stanno finalmente rinverdendo la scena Rock monferrina, dopo tanti anni di ruggine. E tra queste band, quella che forse più di altre si sta facendo notare per lo stile comunicativo corrosivo e sempre venato di ironia tagliente, nonché per la dirompente qualità della proposta musicale, è quella dei Manifesti, che il 28 novembre debuttano con “BULLUM”, il loro primo EP pubblicato per Rinascimento Collettivo/Altafonte Italia.
Manifesto dei Manifesti
Ma chi sono questi giovanotti indisponenti con le Vespe scoppiettanti che disturbano la mia pubblica quiete? Alessandro Montaldi, Alessio Aliati, Francesco Ottone e Valerio Moisio (meglio conosciuti come Red, Bullum, Otto e Nigel) sono quattro ragazzi cresciuti nella placida provincia alessandrina, che fin da giovanissimi hanno saggiamente scelto di chiudersi in sala prove a consumare corde e bacchette invece di farsi succhiare il sangue dagli sciami di zanzare che infestano l’estate casalese; dopo la scontata serie di esperienze post adolescenziali in ensemble di ogni genere e forma, il vocalist Red e il chitarrista Bullum iniziano a suonare insieme nel progetto Irisband, il cui sgretolamento, però, questa volta darà i suoi frutti: il primo ad essere coinvolto è il batterista Otto, vecchia conoscenza del cantante sin dai banchi di scuola e che ha militato con lui nei Negativo27 e, successivamente, nei Drug of Choice, mentre poco dopo trovano il quarto componente in Nigel, bassista di estrazione Metal la cui aggiunta nel 2022 può ufficialmente far cominciare la storia dei Manifesti.
La musica dei quattro manifestini è un Punk Rock moderno e velenoso, in cui si può percepire chiaramente l’influenza della scena alternativa italiana degli anni ‘90, con i testi di Red che trattano in modo dissacrante temi profondi come la salute mentale, il sesso e l’antifascismo; sono stati di recente finalisti del PeM! Music Contest 2025, oltre che ospiti della rassegna Carne Fresca – Suoni dal Futuro organizzata dal locale milanese Germi, di proprietà di Manuel Agnelli, mentre il loro singolo di esordio “Filastrocca” ha fatto discutere non poco per la scelta inusuale di pubblicare la versione VM18 del video esclusivamente su OnlyFans, per poi successivamente aggiungere quella censurata sul canale YouTube del gruppo. Anche la lore dei Manifesti è degna di nota: sui social della band vengono infatti rilasciati regolarmente dei reels in cui viene spiegato che il finanziatore dell’album è il misterioso Don BULLUM, un losco figuro un po’ Michael Scott, un po’ Zio Paperone e sorprendentemente somigliante (guarda un po’) al chitarrista Alessio, con cui i Manifesti si sarebbero indebitati fino ai capelli mettendosi in guai molto seri.
BULLUM
Il riff furioso di “Ballata in Fa (Sospeso)” apre l’album con la violenza di una bastonata, data sulla zucca dei fanatici nostalgici del fa menzionato nel titolo: forse qui si parla di scarso rispetto verso gli appassionati di fantacalcio, anche se quel “sospeso” tra parentesi fa pensare a tutt’altro, soprattutto se li pensiamo appesi a testa in giù come salami. Il suono della band è compatto, efficace nell’accompagnare la linea vocale, la quale passa con disinvoltura da uno stile canoro aggressivo a parti più beffarde eseguite in falsetto, che sottolineano bene l’assurdità della situazione descritta.
“Piripi, Agente del Caos” è la descrizione ironica ma accurata di un caotico ex componente dei Manifesti nel periodo embrionale della band, descrizione che non può che far affiorare un sorriso compiaciuto sulle labbra di chiunque nella vita abbia militato in un gruppo: tutti i musicisti, nella propria carriera, hanno avuto a che fare almeno con un Piripi. La melodia che caratterizza il liquido pre chorus non può che rimanere per giorni nella testa dell’ascoltatore, prima dell’esplosione del ritornello dove Red dichiara fieramente sono un agente del caos!
L’intro fill della batteria ci introduce alle atmosfere Grunge di “Vannacci Pride”, che ha come protagonista un certo ex generale descritto qui in un momento di grave crisi con sé stesso e le sue convinzioni più profonde, tra citazioni da “Willy il principe di Bel Air” e un chorus melodico che renderebbe fiero Alberto Ferrari; la già citata “Filastrocca” invece è un Punk tiratissimo dal contenuto osceno in maniera rinfrescante, il cui ascolto, con tutta probabilità, a breve sarà possibile solo mediante l’inserimento dello SPID.
“La Sindrome” è una ballad oscura, vero picco emotivo dell’EP: il tono si fa più serio per parlare di un tema, quello del femminicidio, tristemente popolare nelle pagine di cronaca, coadiuvato in questo caso dalla critica dei Manifesti verso lo stigma che la cura della propria salute mentale ancora oggi si porta appresso soprattutto per il maschio medio italiano, quando invece con il giusto approccio psicologico si potrebbero, almeno in parte, prevenire tante situazioni che rischiano di sfociare nel dramma.
Le sfumature Metal di “Estætica” chiudono questo primo lavoro a firma Manifesti, che sul finale elencano con ferocia tutti gli aspetti del mondo moderno che li fanno incazzare, compresi se stessi e il povero, ignaro ascoltatore. C’è però una sorpresa: chi acquisterà una copia fisica dell’album troverà come bonus track “Mercoledì”, una reinterpretazione del classico dei Cure “Close to Me”, rispettosa dello spirito e dell’arrangiamento del brano ma con un testo in italiano, scritto da Red cercando di mantenere lo stesso significato dell’originale, l’esternazione di un’ansia che attanaglia.
Per concludere
“BULLUM” si rivela essere un esordio graffiante, una ventata di sincera strafottenza che nasconde, sotto i groove martellanti e il sarcasmo dei testi, riflessioni profonde sui meccanismi perversi che fanno girare il mondo di oggi: niente male per quattro ragazzi di provincia cresciuti ai piedi delle colline. Non resta che aspettare di vedere se riusciranno a mantenere le promesse fatte con questo primo lavoro, ma per ciò che mi riguarda l’unico consiglio è quello di dar loro una possibilità e farvi trascinare per mezz’ora dal loro Punk Rock scatenato.
Articolo di Alberto Pani
Track list “BULLUM”
- Ballata in Fa (Sospeso)
- Piripi, Agente del Caos
- Vannacci Pride
- Filastrocca
- La Sindrome
- Estætica
- Mercoledì (Cure cover, bonus track solo su cd)
Line up Manifesti: Alessio Aliati chitarra / Alessandro Montaldi voce / Valerio Moisio basso/ Francesco Ottone batteria / Luca Bossi produzione, recording e mix/ Andrea De Bernardi mastering
Manifesti online:
Instagram: https://www.instagram.com/manifesti.amo
Youtube: https://youtube.com/channel/UC6ZEIDf6QjIcvfHD-4HNu9w?si=F1BceP1Lktk0JW0w
