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Marco Tonincelli – “Tuirse”: esordio che fonde Folk acustico ed Elettronica oscura

Un viaggio tra chitarra acustica, beat meccanici e atmosfere spettrali: un debutto solista intenso e profondamente emotivo

Uscito l’8 maggio su tutte le piattaforme, “Tuirse” è l’esordio solista di Marco Tonincelli, che dopo l’esperienza con i Joujoux d’antan propone un lavoro introspettivo dove il suono cristallino della chitarra acustica si fonde con i beat meccanici dell’Elettronica più oscura.

Marco Tonincelli: addii e ritorni

La storia di Marco Tonincelli è strettamente legata a quella della sua band, i Joujoux d’antan, la quale, a un paio d’anni dalla formazione, nel 2005 sforna il primo ep autoprodotto, “Nel mio armadio”. I pianeti dovevano essere in quel momento allineati in modo particolarmente favorevole, perché il caratteristico mix tra Noise e Pop-Rock proposto dal gruppo finisce per essere apprezzato addirittura da Mr. Sean Lennon, il quale nel 2007 contatta Tonincelli e soci via MySpace per proporre loro di aprire i concerti del suo “Friendly Fire World Tour”. Così, presi per mano dal figlio di John & Yoko, i Joujoux d’antan si ritrovano di colpo dal non aver mai suonato al di fuori della natia provincia bresciana al calcare i palchi europei più prestigiosi, esibendosi in veri e propri templi del Pop come La Cigale a Parigi e la londinese Bush Hall.

Questa esperienza getterà in seguito le basi per il primo long playing della formazione nata sulle rive del Lago di Garda, “Mi voglio bene come un figlio” del 2009, che vede seduto dietro al mixer Marco Tagliola – all’epoca già collaboratore, tra gli altri, di nomi quali Vinicio Capossela, John Parish, Afterhours, Baustelle e Scisma – oltre a essere impreziosito da una serie di featuring di lusso, come Yuka Honda delle Cibo Matto, Dougie Bowne e lo stesso Lennon. Poco dopo, però, Marco Tonincelli se ne va: nel 2010 inizia una sorta di “esilio creativo” in Terra di Albione, periodo nel quale scriverà un romanzo mai pubblicato, diverse poesie e una gran quantità di brani, che troveranno la loro forma definitiva solo al suo ritorno in Italia, quando nel 2022 riforma la vecchia band e contemporaneamente inizia a lavorare sul suo progetto solista. L’ep “Drifters” esce nel 2025 su tutte le piattaforme, e segna il ritorno dei Joujoux d’antan dopo un silenzio durato ben sedici anni; per ascoltare finalmente “Tuirse”, invece, possiamo accingerci a indossare i nostri airpod e lasciarci trasportare dalle atmosfere struggenti architettate da Tonincelli insieme al fido Marco Tagliola, qui nuovamente nella veste di sound engineer.

“Tuirse”

Il termine tuirse deriva dalla lingua gaelica, ed è tradotto letteralmente come “stanchezza, affaticamento, spossatezza”. Tuttavia, questa parola nasconde al suo interno un significato emotivo molto più profondo, che va al di là della descrizione del semplice esaurimento fisico. Nella grammatica irlandese, il termine tuirse è infatti associato a quel senso di logoramento dell’anima dovuto alla malinconia, allo sconforto, al dolore profondo dato dal sopportare per troppo tempo situazioni difficili. Sono proprio queste le sensazioni da cui veniamo inghiottiti quando schiacciamo Il tasto play e la voce di Tonincelli inizia il suo canto dolente: fin dalla prima traccia, “The Weigh House”, l’atmosfera è infatti opprimente, claustrofobica, con gli arpeggi dell’acustica a duettare all’unisono con un synth pesantemente distorto, sepolto in fondo al mix ma in grado di comunicare subliminalmente la presenza di qualcosa di alieno e “sbagliato”, come un estraneo nascosto tra i cespugli intento a spiare il tranquillo pomeriggio di svago di una famigliola medio borghese.

Il primo singolo tratto dall’album è “In the hay halls”, una ballad spettrale che paga il debito dell’autore con la musica alternativa inglese degli anni Novanta e Duemila. Dal modo in cui la melodia sofferta della voce cerca di divincolarsi dal pentagramma, possiamo intuire un senso di smarrimento che stringe l’anima come in una morsa, acuito se possibile dal ticchettare della pioggia battente e dal sibilo di un inalatore, suoni questi registrati dall’autore con la tecnica del field recording. “The Caretaker” è guidata dal groove cibernetico della batteria, impassibile nel suo accompagnare lo strumming di Tonincelli in quello che forse è il momento più Rock dell’album – anche se in una versione decostruita e quasi irriconoscibile – mentre “First Sight” si configura, al contrario, come il brano più tradizionalmente Folk tra quelli del lotto, con la voce a galleggiare con grazia sopra al riff di chitarra acustica che scende cromaticamente sulla scala, prima di un outro che non sfigurerebbe su uno degli album più sperimentali del John Frusciante post Peppers.

“Unsolder” chiude la porta con delicatezza: nel movimento lento e inesorabile di una lumaca verso l’ignoto, efficacemente sublimato dal walking bass dell’acustica, c’è tutto lo spaesamento e il distacco di chi, a casa, proprio non riesce a sentirsi. La voce di Marco Tonincelli è qui un lamento quasi etereo, simile a un vento pungente che dalla fredda Inghilterra soffia fino alla provincia bresciana, a fare da ponte tra la sponda lacustre che l’ha visto crescere e la terra d’oltremanica che l’ha adottato.

Outro

“Tuirse” si rivela come un perfetto bignami di contrasti, dove elementi agli antipodi – come il cantautorato nostrano e il guizzo avanguardistico britannico, o ancora il suono caldo, classicamente folk della chitarra acustica e quello algido e fantascientifico dei beat elettronici – convivono in una coesione stridente eppure efficace. Un’opera prima sicuramente spigolosa ma proprio per questo ricca di fascino, che non cerca di compiacere l’ascoltatore, ma lo avvolge in una penombra tanto densa quanto magnetica.

Articolo di Alberto Pani

Track list “Tuirse”

  1. The Weigh House
  2. In the hay halls
  3. Matter
  4. The Caretaker
  5. First Sight
  6. In your dwelled blood
  7. Rooks and dianions
  8. Unsolder

Line up “Tuirse”: Marco Tonincelli voce, chitarra, elettronica, field recordings/ Marco Tagliola pianoforte, mellotron, synth/ Andrea Squassina piano/ Giacomo Papetti Bass VI/ Francesco Scamporrino basso/ Giacomo Baronchelli batteria/ Alberto Marani sintetizzatore Doepfer

Marco Tonincelli online:
Instagram: https://www.instagram.com/marcotonincelli
YouTube: https://youtube.com/@marcotonincelli

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