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Māyā “Artificio Fantastico” 

Debutto discografico della band cinematic/post-rock/exotica di origini marchigiane

Il 23 maggio è ufficialmente uscito l’album del trio Māyā “Artifício Fantástico” (Bloody Sound) e segna il debutto discografico della band cinematic/post-rock/exotica di origini marchigiane. Un disco con 10 tracce di ottima qualità, che denotano una grande personalità di questo progetto che sa fondere insieme il buono che c’è nei territori sotterranei italiani, e quello che si muove in giro per il globo. Michael Faber, nel suo “Ascolta, la musica, il suono e noi” (la nostra recensione), aveva ricordato come il limite di molti ascoltatori, e anche di certi musicisti aggiungerei, sia di essere fedeli a oltranza ai propri confini. Una sorta di perpetrato padroni a casa nostra, che non ci permette di evolvere. Il genetista Pievani, fra gli altri, lo ricorda: solo nella contaminazione c’è vita e c’è divenire.

I Māyā lo sanno e ne fanno tesoro, arrivando così a mettere in circolo un album che è ancora più di nicchia delle nicchie solite che ruotano attorno a manifestazioni come il Tenco. Tuttavia, “Artifício Fantástico” è un album ottimo, anche come fattura. Consiglio di acquistare la versione cd perché il packaging è davvero interessante, segno della cura con la quale si è messa in circolo questa musica.

In sintesi, il concept dell’album ruota attorno a vari contrasti della nostra società attuale: il desiderio di esplorazione e la staticità imposta dalla modernità digitale, la solitudine e la condivisione, la natura selvaggia e il caos urbano. Con “Artifício Fantástico”, i Māyā invitano il pubblico a un viaggio interiore, a lasciarsi trasportare dalle emozioni e a sognare a occhi aperti. Non solo, la buona mescolanza di sonorità, che vanno da influenze esotiche e urbane, in cui la band fonde con ottima qualità generi non proprio di casa – e cioè cumbia, calypso, dub, indie elettronico, ambient e world music – caratterizzano questo progetto come un unicum nel nostro panorama musicale attuale. Nel momento in cui si ritorna, non a torto però, nel sound del Mediterraneo, ripercorrendo territori e rotte aperte da Pagani e De André, i Māyā decidono per rotte più aperte, e navigano così in un mare ricco di suoni che arrivano dal Mondo intero.

Se la matrice portante del lavoro è il mondo della cumbia, nulla deve far pensare al genere reso commerciale pochi mesi fa dai soliti figli di divinità maggiori. Qui invece i Māyā lavorano sullo stile dei Calibro 35, e cioè una rilettura di sonorità genuine che vengono però contaminate al fine di mostrare come il mondo musicale viaggi ben al di là dei confini stretti delle appartenenze. Ogni traccia, dunque, è un mondo sonoro a sé stante, ma che rimanda a una linea melodica forte e compatta, che è proprio di un universo in formazione – quello voluto dai Māyā – che spero davvero non sia solo una meteora.

Un ottimo album d’esordio, dove risuonano anche espressioni musicali quali quelle dei Khruangbin e Tommy Guerrero, gli Apache e la suggestione dei Calexico e degli Hermanos Gutiérrez. Un viaggio sonoro che non vi deluderà.

Articolo di Luca Cremonesi

Track list “Artificio Fantastico”

  1. Energumeni
  2. Va didi va anjy
  3. Insurrezione ipodermica (Sommossa sottocutanea)
  4. Via Clavature, via Marsili
  5. Virulazo
  6. Astrodrip
  7. The affectionate punch
  8. Forme nascoste della foresta oscura
  9. Un assedio
  10. Aaaa aqaba wava’s

Line up Māyā: Michele Alessandrini batteria, percussioni / Francesco Balducci chitarre, metallofono, shruti box, synth organ / David Cavalloro basso, synth, samples /

Māyā online:
Instagram: https://www.instagram.com/maya_global_groove/

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