05/12/2025

Baustelle, Roma

05/12/2025

Rise Of The Northstar, Milano

05/12/2025

Cristiano De André, Varese

05/12/2025

The Zen Circus, Firenze

05/12/2025

Negrita, Grosseto

05/12/2025

Yawning Man, Mezzago (MB)

05/12/2025

Edda, Lido Adriano (RA)

05/12/2025

Desolated, Cusano Milanino (MI)

05/12/2025

Delta V, Grassina (FI)

05/12/2025

Ananda Mida, Fontanafredda (PN)

05/12/2025

Edoardo Bennato, Bassano del Grappa (VI)

05/12/2025

Negrita, Grosseto

Agenda

scopri tutti

Mercanti di Liquore “Non ci troverete mai”

La band milanese torna sulle scene discografiche a vent’anni di distanza dall’ultimo album

“Non ci troverete mai”, uscito il 14 maggio, è il nuovo album di inediti della band milanese I Mercanti di Liquori, che tornano così sulle scene discografiche a vent’anni di distanza dall’ultimo album, “Che/cosa/te/ne/fai/di/un/titolo” del 2005. Cinque lustri nei quali il gruppo, pur suonando più dal vivo che in studio, si è dedicato a progetti di varia natura, non ultimo l’essere al fianco dell’attore Marco Paolini in molti suoi spettacoli.

Dopo una lunga pausa dalle scene, erano tornati nel 2021 con “Lombardia”, un 45 giri in vinile per un progetto speciale legato a Emergency e alla pandemia Covid-19, al quale hanno partecipato quasi trenta artisti tra cui Edda, Giorgio Canali, Omar Pedrini, elementi di Bandabardò, Punkreas, Ministri, Fast Animals and Slow Kids, Pinguini Tattici Nucleari, e molti altri. Con queste nuove 10 tracce, la band, leggermente modificata nella formazione rispetto ai primi album, ribadisce la voglia di essere voce di un momento storico che necessita di essere cantato. Lorenzo Manguzzi, dunque, non si rifugia nelle canzoni d’amore, ma fa sua la tradizione cantautorale italiana, e propone così un disco impegnato che, di quest’epoca, a un primo ascolto stona. Non essendo più abituati a questo genere di testi, fa davvero specie ascoltare un lavoro di questa fattura.

Dai prepotenti personaggi che popolano la scena quotidiana, nascosti però dietro ai guanti del politicamente corretto e cantati nel singolo “Coltivare l’ortica”, fino al lungo elenco di personaggi di “Gli amici dell’odio”, i Mercanti di Liquori ci mettono davanti a una società che, in modo così puntuale e popolare, non veniva cantata dai tempi del primo disco dei Modena City Ramblers. Il problema però è sempre lo stesso: questa musica avrà ancora un pubblico interessato a sentirsi raccontare e cantare queste evidenze?

“Prigioniero poetico”, dunque, è una sorta di manifesto di intenti che detta la linea di questo disco. La consapevolezza è che la poesia, ma l’arte in generale, deve essere atto di resistenza e di denuncia. Però, il pubblico manca, non nel senso che non è abituato a una proposta musicale che, di fatto, non è innovativa né dirompente. Gli arrangiamenti e il mood sono quelli della musica d’autore italiana minoritaria e classica, se non fosse per brani da teatro canzone come “Quadretto”, frutto delle esperienze teatrali dei Nostri. Il pubblico manca nel senso che sono convinto che questi temi oggi non siano più in grado di far breccia. Un peccato, perché I Mercanti di Liquori tornano con un buon disco, che ripropone un mondo musicale di fatto uguale a quello che li ha consacrati vent’anni fa, ma capace comunque di pungere. Vale la pena riprendere in mano “Live in Dada” e riascoltarlo (anche per godere dei begli omaggi a Jannacci e Piero Ciampi) per capire che il tempo non ha segnato la voglia di denunciare propria della band.

La seconda parte del disco è più propositiva rispetto alle prime cinque canzoni, che sono dunque più di denuncia. Rientra in gioco la fisarmonica che, in passato, era uno degli elementi distintivi di una band non di DNA emiliano, ma lombardo. Il trittico “Quel giorno”, “La tortora”, “Nel quartiere” sono dunque tre brani classici, se non per i temi trattati, che sono chiaramente figli di quest’epoca.

“Il topo” e “Questa chitarra” chiudono un buon lavoro con un dito puntato. La band sembra dire: almeno per quanto ci riguarda, noi siamo come i giapponesi nelle isole del Pacifico, quelli cioè che non sapevano della fine della Guerra. Questi mitici personaggi, quando venivano trovati, non credevano alla fine del conflitto, e rispondevano che non l’avrebbero mai data vinta a chi aveva creato tutto quel caos. Così è questo nuovo disco: un grido di resistenza lanciato in una bottiglia nel mare magnum della musica italiana di questi anni superficiali e fluidi. Ben venga il ritorno dei Mercanti di Liquori, anche se fuori tempo, e con un disco che sembra arrivare direttamente dai primi anni Duemila.

Articolo di Luca Cremonesi

Track list “Non ci troverete mai”

  1. Coltivare l’ortica
  2. Quadretto
  3. Balordi
  4. Gli amici dell’odio
  5. Prigioniero poetico
  6. Quel giorno
  7. La tortora
  8. Nel quartiere
  9. Il topo
  10. Questa chitarra

Line up Mercanti di Liquore: Lorenzo Monguzzi voce e chitarre acustiche / Andrea Verga banjo, mandolino, chitarre elettriche e cori / Nadir Giori basso elettrico e contrabbasso / Elio Biffi tastiere, fisarmonica e cori / Lorenzo Bonfanti batteria e cori / Giancarlo Cinelli basso elettrico in “Quel giorno” / Antonio Amadeus Pinnetti voce narrante in “Quel giorno” / Lella Costa e Francesca Botti voci narranti in “Quadretto”

Mercanti di Liquore online:
Instagram: https://www.instagram.com/mercantidiliquore
YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCSSnmjDskS5U-zvPPK-Bf7g

© Riproduzione vietata

Iscriviti alla newsletter

Condividi il post!