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Michael Monroe “Outerstellar”

12 canzoni che non danno tregua e ti obbligano ad ascoltarle tutto d’un fiato

Ci sono artisti che sembrano davvero aver siglato un patto con il diavolo: Michael Monroe è uno di questi. E non mi soffermo sul fatto che proprio come Dorian Gray, non sembra sia invecchiato negli ultimi 40 anni, ma piuttosto sulla sua capacità di mantenere credibile e fresca la sua ispirazione. “Outerstellar” – fuori il 20 febbraio su etichetta Silver Lining Music – contiene 12 canzoni che non danno tregua e ti obbligano ad ascoltarle tutto d’un fiato. Dimenticatevi una scaletta prevedibile: Michael Monroe sfrutta ogni sfumatura del Rock’n’Roll per confezionare un disco che per prima cosa non vuole annoiare. Canzoni per lo più brevi con la sola eccezione della finale “One More Sunrise”, senza fronzoli a cominciare dal singolo “Rockin’ Horse”: un tornado rock di 3 minuti scarsi, lo stesso che spinse Dorothy nel magico mondo di Oz.

“Shinola” e “Black Cadillac” sono sì più melodiche ma sempre cariche di attitudine e quel tocco stradaiolo che solo pochi sanno trasferire in studio. “When the apocalypse comes I got the perfect spot” canta Michael nella successiva canzone con un’evidente ispirazione Dylaniana nella melodia. La storia del rock scorre nelle sue vene e lo definisce così tanto che le citazioni suonano come verità assolute. Mi piace il contrasto tra “Painless”, ipnotica e ossessiva e la successiva “Newtro Bombs” che spazza via tutto lo pseudo punk dei primi anni 2000 e tutta la discografia dei Green Day, ricordando a tutti quanto siamo debitori consepevoli o inconsapevoli ai Clash. “Pushin’ Me Back” e l’acustica “Glitter Dust” sembrano out-takes degli anni ’80 quasi a ribadire che potranno essere passati gli anni ma l’ispirazione è rimasta intatta.

La lunga “One More Sunrise” è carica di quella spensieratezza che questi anni grigi ci hanno fatto dimenticare. Quel modo tutto americano di raccontare ricordi lontani attraverso immagini rubate a polaroid sbiadite, con tanto di solo di sax centrale, Michael lo ha imparato negli anni, ascolto dopo ascolto prima e concerto dopo concerto dopo, rendendolo proprio e personale. Alla fine dell’album, il primo desiderio è di riascoltarlo ancora una volta sperando di non essere interrotti da nessuno. Credo che questo sia già di per se un buon motivo per fare vostro “Outerstellar”.

Articolo di Iacopo Meille

Track list “Outerstellar”

1. Rockin’ Horse
2. Shinola
3. Black Cadillac
4. When the Apocalypse Comes
5. Painless
6. Newtro Bombs
7. Disconnected
8. Precious
9. Pushin’ Me Back
10. Glitter & Dust
11. Rode To Ruin
12. One More Sunrise

Line up: Michael Monroe voce, armonica e sax / Steve Conte chitarre e cori / Rich Jones chitarre e cori / Karl Rockfist batteria e cori / Sami Yaffa basso e cori

© Riproduzione vietata

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