21/06/2024

Marlene Kuntz, Castelvolturno (CE)

21/06/2024

Apolide Festival, Ivrea (To)

21/06/2024

Air, Roma

21/06/2024

Motta, Ivrea (TO)

21/06/2024

La Prima Estate Festival, Lido di Camaiore (LU)

21/06/2024

NewDad, Piacenza

21/06/2024

Tre Allegri Ragazzi Morti, Padova

21/06/2024

Mercanti Di Liquore, Fontanelice (BO)

22/06/2024

Apolide Festival, Ivrea (To)

22/06/2024

Air, Ferrara

22/06/2024

BIG HAPPY FEST!, Forlì

22/06/2024

…A Toys Orchestra, Prato

Agenda

Scopri tutti

Mookids “The Place We Are Living In”

Un introspettivo Indie-Elettropop dalla maturità compositiva fuori dal comune


Che in Italia esistono band interessanti e sottovalutate è un dato di fatto, ma mai mi sarei aspettato un disco simile e, se non avessi letto della provenienza pisana, avrei giurato fossero britannici e questo dice tanto. Si tratta dei Mookids, terzetto under 30 fresco di esordio discografico con “The Place We Are Living In”, uscito il 12 aprile e interamente autoprodotto. Nove brani (più una traccia fantasma) che includono un introspettivo Indie-Elettropop il quale richiama i Radiohead più moderni (Thom Yorke applaudirebbe convinto), tutto l’indie-Pop britannico del primo decennio del nuovo millennio e band come i Klaxons.

In realtà c’è molto di più, come in “Opening”, brano che per l’appunto apre il disco. Un sinfonico e introverso pezzo strumentale che mi riporta alla memoria certi eroi del Post-Rock come This Will Destroy You, ma anche gli italiani Giardini di Mirò di “Dividing Opinions”. La title track “The Place We Are Living In”, uscito come primo singolo, è il vero brano trainante del disco. L’elettronica si sposa alla perfezione con la bellissima voce di Lorenzo Chiaverini, mostrando una maturità compositiva fuori dal comune.

L’audacia spesso paga e le impostazioni vocali di “Please Give Me Water” ne sono una eccezionale prova. “Take Down The Beat”, invece, abbraccia letteralmente la band di Yorke con un struggente brano che sembra provenire dritto dagli inferi di “The King Of Limbs”. A ricordarmi tutto questo anche elementi chitarristici degni di Greenwood. Si prosegue con la funkeggiante “Disco Queen” in cui è possibile apprezzare anche elementi disco-music non differenti da certe sonorità già utilizzate dagli ultimi Muse. “Mother Father” segue quasi la falsariga della precedente, impreziosito da un ritornello che rievoca i Foals. Si prosegue con le introspettive “Sad Song” e “The Spire” che vedono il suono stabilizzarsi progressivamente pur richiamando ambientazioni oniriche, grazie soprattutto ai synth e ai giochi di voce. Ormai un marchio di fabbrica. A chiudere “Wake Up” e la ghost track “Papapapippa”. Mentre la prima consolida in maniera impeccabile lo stile dei nostri, abbellito da amabili sfumature elettroniche, la seconda torna gradevolmente a rievocare la band di “Paranoid Android”. 10:31 minuti senza mai cadere nel banale. Cala il sipario.

Definire il disco – quasi – un capolavoro non è forse un esagerazione: suona moderno e perfettamente internazionale facendo risultare i Mookids una delle band che più mi ha sorpreso in questo 2023. Dalla loro hanno la sfortuna di aver composto un simile album in Italia (certa musica è sempre poco compresa); in Inghilterra avrebbero già scalato le classifiche e “The Place We Are Living In” starebbe sulla bocca di tutti. Meritano ben altri palcoscenici.

Articolo di Giulio Ardau

Track list “The Place We Are Living In

  1. Opening
  2. The Place We Are Living In
  3. Please Give Me Water
  4. Take Down The Beat
  5. Disco Queen
  6. Mother Father
  7. Sad Song
  8. The Spire
  9. Wake Up + Papapapippa

Line Up Mookids: Andrea Vignali batteria / Daniele Pacini tastiere / Lorenzo Chiaverini chitarra, voce

Mookids online:
Facebook https://www.facebook.com/mookidsband
Instagram https://www.instagram.com/mookidsband/
YouTube https://www.youtube.com/@mookids8567/featured

© Riproduzione vietata

Iscriviti alla newsletter

Condividi il post!