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Muse “Will Of The People”

Fra rivoluzioni e pandemia, l’attesissimo ritorno dei Muse

È stata una lunga e impaziente attesa, quella per il nono album in studio dei Muse. Un’attesa che l’infuocato concerto al Firenze Rocks del 17 giugno 2022 (il nostro live report), unico della band in Italia nel corso di un instancabile tour europeo, aveva soltanto in parte attenuato. Finalmente il trio britannico, padrone delle scene musicali da ormai più di 20 anni, ci ha regalato una nuova opera, “Will Of The People”, fuori dal 26 agosto 2022 per l’etichetta Warner Music.

Ho conosciuto questo gruppo soltanto nel 2009, all’indomani dell’uscita del loro album “The Resistance”, disco che costituiva un punto di incontro fra un Rock più classicheggiante e una miscellanea di suoni alternative/hard rock/elettronica. Rimasi immediatamente estasiato dal grande estro e dalla tecnica dei musicisti, un eclettismo e una versatilità di suoni incredibili, tanto da rendere difficoltosa la classificazione esatta del loro stile musicale.

Le sonorità dei Muse colpiscono infatti proprio nella imprevedibilità. La band non presenta una linea musicale univoca e ben demarcata, eppure ogni album è legato da trame sonore avvincenti che creano continuità e affascinano per la loro corposità ed energia, non per niente espressa in molti live memorabili. Difficilmente ascolto dischi in cui i pezzi mi intrigano nella quasi totalità dei loro brani, c’è sempre un momento di debolezza negli album. Con i Muse ciò è successo davvero raramente.

Forse, e sottolineo forse, il tempo trascorso fra l’ottimo lavoro “Drones” del 4 giugno 2015 e il successivo “Simulation Theory” del 9 novembre 2018 avevano fatto pensare a un fisiologico appannamento del gruppo o addirittura che la svolta elettro/pop di quest’ultimo disco non fosse stata completamente accettata dai fan della prima ora. Magari, più semplicemente, la band sentiva solo il bisogno di tempo per focalizzare al meglio i suoi nuovi obbiettivi, anche se ciò è costato quattro anni di attesa.

Ma Bellamy e soci avevano in serbo una sorpresa. Nel voler rinverdire i fasti del passato, incalzati alla realizzazione di una raccolta dei principali successi, i tre hanno risposto di essere intenzionati a realizzare un lavoro che fosse quasi una sorta di “Greatest Hits” della loro carriera, ma composto da nuovi brani, un’alchimia fra reminiscenze e suoni moderni contestualizzati alle vicende dei giorni nostri. Così, con una nuova verve realizzativa è nato il progetto di “Will Of The People”, a mio avviso un esperimento perfettamente riuscito che rispetta in tutti i suoi canoni la forma di album concept.

Il disco è stato autoprodotto dalla band che, oltre ai suoi tre membri storici – ossia Matthew Bellamy, Dominic Howard e Chris Wolstenholme –  si è avvalsa della collaborazione di Dan Lancaster, ormai quarto componente (non ufficiale) del gruppo, che ha curato il missaggio e si è preso cura delle tastiere e sintetizzatori.

La storia si dipana in 10 brani per un totale di 37 minuti. Il filo conduttore è politico: si invitano i popoli alla consapevolezza di un’identità collettiva, una volontà popolare, come suggerito dal titolo dello stesso album, che possa coalizzare le masse contro le oppressioni e le ingiustizie. Si affrontano i temi della paura e instabilità del mondo moderno, le angosce che attanagliano la civiltà attuale segnata dal post-pandemia, dalla guerra, dalla crisi climatica.

Ben quattro singoli avevano anticipato la pubblicazione dell’album. In ordine di tempo erano usciti: “Won’t Stand Down”, brano dal sapore altamente evocativo con le tastiere in bella evidenza a disegnare scenari epici e perfettamente in linea anche con i riff incisivi della chitarra. “Compliance” con il suo splendido ritornello, un’incisiva sezione ritmica e le potenti rullate di Dominic Howard; una canzone che affronta il tema del bisogno umano di accettazione, del desiderio di sentirsi amati e compresi che rende l’umanità vulnerabile.

“Will Of The People”, un po’ l’emblema del ritorno a sonorità rock con i suoi riff aggressivi. Scelto come pezzo di apertura del disco, è un invito all’insurrezione contro ogni forma di autoritarismo. “Kill Or Be Killed”, il più recente fra i singoli pubblicati è forse, per chi scrive, la più bella fra le anticipazioni, ma anche quella un po’ più complessa da assimilare. Parte con una chitarra dai suoni graffianti per poi evolvere in una melodia dai sapori classici su cui la voce di Bellamy si erge superlativa. Splendido l’assolo di chitarra finale. In contemporanea all’uscita dell’album è stato lanciato il quinto singolo, “You Make Me Feel Like It’s Halloween”, un pezzo dalla struttura frizzante e cibernetica che immerge l’ascoltatore in un’atmosfera musicale da casa degli spettri.

L’album prosegue la sua trama con le tracce menzionate a seguire. “Liberation” è un bell’acquarello musicale, perla melodica e romantica, arricchita da cori vigorosi, che ricorda nelle sue partiture alcune sonorità della magica “United States Of Eurasia” (dall’album “The Resistance”).  Altra attraente melodia è “Ghosts”, pezzo che si contraddistingue per la trionfante voce di Bellamy e le incantevoli e romantiche partiture di piano.

Un bel tappeto di tastiere fa da apertura a “Verona” che tratta l’argomento dell’amore in pandemia con un colto parallelismo alla tragedia shakespeariana di Romeo e Giulietta. Ancora un brano dal sapore fortemente evocativo, giocato su una suadente linea melodica che evolve poi verso sonorità più sintetiche, ma rimane pervaso da un romanticismo sublime.

“Euphoria” è un pezzo rock nel quale riappare anche la componente elettronica che si fonde perfettamente con l’assolo chitarristico di Bellamy e fa da preludio alla chiusura del lavoro con “We Are Fucking Fucked”, dove un’incisiva sezione ritmica scandita dalle linee del basso di Wolstenholme, e anticipa l’incandescente finale che riporta alla mente le atmosfere di “Knights Of Cydonia” (da “Blacks Holes And Revelations”).  Dopo aver ascoltato questo coinvolgente lavoro, cresce il desiderio di poterlo apprezzare interamente anche dal vivo in tempi brevi.

Articolo di Carlo Giorgetti

Tracklist “Will Of The People”

  1. Will Of The People
  2. Compliance
  3. Liberation
  4. Won’t Stand Down
  5. Ghosts (How Can I Move On)
  6. You Make Me Feel Like It’s Helloween
  7. Kill Or Be Killed
  8. Verona
  9. Euphoria
  10. We Are Fucking Fucked

Line Up Muse: Matthew Bellamy Voce, Chitarra, Pianoforte / Chris Woolstenholme Basso, Voce, Armonica / Dominic Howard Batteria, Percussioni

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