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Òvera “Divergenze Condivise”

Ottavo album della band pistoiese e primo omaggio discografico concreto a Paolo Benvegnù

Il 31 ottobre 2025 è uscito “Divergenze Condivise” (Vrec Music Label) degli Òvera, band pistoiese giunta così al suo all’ottavo album. Il nuovo lavoro contiene nove tracce inedite, tra cui “Erbe selvatiche”, con la partecipazione straordinaria di Alessandro Fiori, ex voce dei Mariposa, e due bonus track, presenti esclusivamente nel formato cd, remix dei brani “Polvere” e “Se fosse noi” (da “Dettagli” del 2021) con la voce del compianto Paolo Benvegnù, a cui è dedicato l’intero nuovo lavoro.

Al netto di questo primo omaggio discografico concreto a Benvegnù, scomparso prematuramente poco più di un anno fa, e che da oggi aveva ricevuto – giustamente – tanti tributi live, il nuovo album degli Òvera è un disco decisamente piacevole, capace di guardare ai tempi moderni senza tradire quanto fatto fin qui. Per capirci, Vasco Rossi nel 1996 pubblicava “Nessun pericolo… per te”, e nel 1998 Zucchero usciva con “Bluesugar”, due lavori dove i due autori, non ancora ascesi all’Olimpo, ma che erano già ben messi in carreggiata, provavano a fondere insieme la loro musica e il loro mood, con un elettro/pop che stava diventando la matrice della musica di grande diffusione. Il risultato, all’epoca, stonò non poco, e i due dischi hanno poi ottenuto il giusto successo, ma solo sulla lunga distanza appunto. Tuttavia, ascoltati oggi, non stonano affatto, anzi. “Divergenze Condivise” è un’operazione simile, con la differenza che la scelta di utilizzare innesti di musica elettronica rinnova davvero la musica degli Òvera, band che può di certo vantare maggiore disponibilità di manovra, anche se il proprio sound è comunque ben collocabile all’interno di un percorso cantautorale. E gli arrangiamenti, a differenze dei due dischi citati, e va detto con tranquillità, non stonano affatto già in questo nostro presente.

“Ad un passo da te”, “Contare sulla distanza” e “Pioggia calda” sono i pezzi più tradizionalmente vicini a quanto fin qui proposto dagli Òvera, che proseguono nel solco della loro tradizione musicale. “Contare sulla distanza”, inoltre, è il brano che più ricorda la poetica del Benvegnù solista, in particolar modo gli ultimi due album, e cioè “È inutile parlare d’amore” e “Dell’odio dell’innocenza”. “Metaverso” è uno splendido brano pop, che mescola il mondo tecnologico non solo negli arrangiamenti, ma anche nei testi. Utilizzare il termine metaverso in una canzone, e renderlo orecchiabile, oltre che un motivetto pungente che stuzzica le orecchie e spinge a ripeterlo all’infinito – dopo che un Ministro della Repubblica è stato capace di renderlo del tutto odioso – è stato un gesto molto coraggioso. Vien da commentare come fece Umberto Eco per Guccini con l’inserimento, nelle sue canzoni, di “Schopenhauer” e “Roland Barthes”: ci vuole tanto coraggio. Bravi gli Òvera, dunque, che non solo l’hanno azzeccata, ma sono riusciti a spostare l’attenzione da una parola complessa e non del tutto ancora territorializzata al tema della perdita di identità nel mondo digitale. In fin dei conti, “Metaverso” e “Contare sulla distanza” sono una il completamento dell’altra.

“La luna sopra me” è il contraltare di queste prime tre canzoni, perché si tratta della traccia più contaminata e anomala, che però mantiene una capacità di scrittura che non tradisce lo stile dei Nostri. Tornando alla metafora degli album di Vasco Rossi e Zucchero, “La luna sopra me” non è così spaesante come lo furono, a quei tempi, le tracce “Benvenuto” e “You Make Me Feel Loved”, brani che, a differenza di quelli degli Òvera, misero parecchio in crisi i fan. In “La luna sopra me” il sound quasi anni ’80 è sostenuto da una struttura a ritornello che rende il brano piacevole, cantabile e non ridondante. Effetto ottenuto anche con “Tutto cade”, canzone con un intro elettronico quasi da musica disco/new wave. “Cerco lacrime” rasserena: è un brano di fattura pop (pure troppo, per quanto di bello si è ascoltato prima), che ricorda per certi aspetti il Battisti di “Don Giovanni”, senza però il peso di testi ermetici. Nella versione cd si aggiungono “Polvere” (remix feat. Paolo Benvegnù) e “Se fosse noi” (remix feat. Paolo Benvegnù), due canzoni che è giusto che vivano su supporto, lontane dal mondo liquido, perché certi gioielli vanno anche preservati.

Un buon album, che non solo si ascolta con piacevolezza, e che regala alcune riflessioni sul presente interessanti, acute e attente. Un disco attuale, non lontano dal modo d’essere della buona musica che si colloca a metà strada fra le profondità dell’underground e le pianure piatte e sterminate della musica di flusso.

Articolo di Luca Cremonesi

Track list “Divergenze Condivise”

  1. Ad un passo da te
  2. Metaverso
  3. Contare sulla distanza
  4. Erbe selvatiche (feat. Alessandro Fiori)
  5. La luna sopra me
  6. Spalle coperte
  7. Cerco lacrime
  8. Tutto cade
  9. Pioggia calma
  10. Polvere (remix feat. Paolo Benvegnù)
  11. Se fosse noi (Remix feat. Paolo Benvegnù)

Line up Òvera: Paolo Ferro voce / Stefano Nerozzi chitarra elettrica, chitarra battente, mandolino / Alessandro Pacini batteria / Andrea Signorini basso, cori / Pasquale Scalzi flicorno / Gabriele Gai elettronica e campionamenti / Alessandro Fiori / voce e synth in “Erbe selvatiche”

Òvera online:
Instagram: https://www.instagram.com/overapistoiaofficial/
YouTube: https://www.youtube.com/@overaofficial3871

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