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Ozric Tentacles – “Harmonic Mind”: il magistero psichedelico di Ed Wynne ritrova l’equilibrio ideale

Dalle storiche cassette degli anni Ottanta a un’energia di gruppo immutata: il ritorno di un’icona della Psichedelia

In arrivo il 18 settembre, per l’etichetta Kscope, il diciassettesimo album registrato in studio degli Ozric Tentacles. Dall’eclettico titolo “Harmonic Mind”, l’ultimo lp del pluriquarantenne gruppo britannico biforca verso un’evoluzione della propria poetica musicale, senza tradire le fondamenta prog e psichedeliche primitive, proponendo un lavoro intenso e immersivo: ritmi convulsi delle percussioni, groove profondi e sintetizzatori trasformano con quell’ingrediente new age una texture musicale malleabile e astrale.

Sperimentali, strumentali, galattici, ipnotici, che hanno fatto del Prog e dello Space Rock il proprio pane quotidiano dal 1984… l’attesa quadriennale dall’ultima prova vale ogni secondo di attesa. Il rientro sulla scena con “Harmonic Mind” firma l’ennesima dimostrazione di un’instancabile Ed Wynne, unico componente ancora attivo dalla nascita del gruppo, e del resto dei musicisti, che creatività ed ecletticismo sono e continueranno ad essere ingredienti inamovibili del loro stile.

Dalla creazione di Erp, personaggio-mascotte del gruppo, nato dai disegni dell’intera band nel secondo album in studio, e immancabile nel corso degli anni in quasi tutte le loro iconografie; alle innumerevoli esibizioni live datate ‘80s, con le leggendarie vendite di nastri autoprodotti; all’ancora sfilza di musicisti che hanno contribuito al nome della band (tra i tanti Harry Waters alle tastiere e synth, figlio di Roger Waters, e l’italiano Marco Lippe dei Twenty Four Hours), i progenitori di Harmonic Mind regalano un ulteriore viaggio strumentale intergalattico, forte di innovazione, costanza e colori musicali. Come nel precedente “Lotus Unfolding” (la nostra recensione), sono sei le tracce costituenti del lavoro; ognuna funzionale all’intero album affinché riesca a scaturire quell’energia naturale che rifletta la chimica delle esibizioni dal vivo della band. Una vitalità che emerge grazie alla formazione completa da tour impiegata nelle varie registrazioni, tra Glastonbury, il Devon e la Scozia, negli studi casalinghi dei componenti.

La ricerca di equilibrio armonico che inizia con “Guardstones”, letteralmente “pietre di guardia”, segna un primo assaggio del leitmotiv New Age caro al polistrumentista e più longevo componente Wynne. Il primo brano introduce in un universo dall’ossigeno psichedelico, da cui il flauto della talentuosa Saskia Maxwell, synth e batteria flirtano con la chitarra del frontman, promettendo un lavoro in grado di restare fedele alla tradizione densa di atmosfere cosmiche, elettronica, fusion e primitivamente Rock, e allo stesso tempo di aprirsi alla miriade di nuovi spunti e influenze sonore.

“Space Platform” è un’escursione cosmica, che per logica si lega alla prima, continuando verso una nuova ricerca d’accordi dai sembianti spaziali: scarnifica il non essenziale per lasciare spazio a un formidabile groove, esoscheletro del brano, accompagnato da un abilissimo Pat Garvey alla batteria e i synth periferici di Silas Neptune. “Harmonic Mind”, la traccia più lunga e indiscutibilmente la più complessa e intricata, fa confluire in uno stile atipico, ma per questo straordinariamente curioso, suoni naturali e corde, concretizzando lo spirito esplorativo in un’armonia perfettamente bilanciata tra sperimentalismo acustico e Prog, farcito di Floating Ambiance e Rock.

“Malachite” omaggia la pietra minerale più apprezzata da Wynne, che infatti si diletta mirabilmente con la sua chitarra acustica: una personalizzazione unica in legno di sandalo, uscita dalla bottega di Kif Wood, con un rosone intarsiato in malachite. Il risultato è un quadro musicale naturalistico per nulla scontato, i cui ritmi e accordi cercano una fuga fiabesca, che i sintetizzatori rendono con pregiata delicatezza e spontaneità. Una statica e meno accattivante fusione di Prog e effetti liquidi la restituisce “Tillamook”, con la sua intro particolarmente rock e i piatti costanti e discreti. I fraseggi di chitarra finali promettono un’ascesa inesauribile di energia, legata alla traccia conclusiva: “Sumipad”. Nella traccia finale giustappunto il lavoro artistico dei Tentacles si avvicina alla catarsi, a un decollo armonico condotto magistralmente da Wynne, poi sostituto dal flauto di Maxwell, che congeda la band dal viaggio facendo del silenzio un nuovo, formidabile attore del progetto.

Nel magistero del Prog gli Ozric Tentacles non ci sono capitati per caso; i loro paesaggi sonori promettono viaggi musicali che negli ultimi quarant’anni non sono mai caduti nel déjà-vu. “Harmonic Mind” non è semplicemente un altro album: è un’omelia alla religione musicale e un dono più che prezioso ai cultori del genere.

Articolo di Nina Altoni

Track list “Harmonic Mind”

  1. Guardstones
  2. Space Platform
  3. Harmonic Mind
  4. Malachite
  5. Tillamook
  6. Sumipad

Line up Ozric Tentacles: Ed Wynne chitarra, sintetizzatori / Silas Neptune sintetizzatori, keyboard / Saskia Maxwell polistrumentista, flauti / Corey Wallace basso / Pat Garvey batteria / Paur Hankin percussioni

Ozric Tentacles online:
Website: https://ozrics.com/
Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCsbWPmIwbmnvM-DykpEfwzA
Instagram: https://www.instagram.com/ozrictentaclesofficial/

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