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Penny Rimbaud & Louise Elliott “Touch Is Hold”

Un album che non concede nulla, ma restituisce moltissimo a chi è disposto ad accettare la sfida

“Touch Is Hold”, uscito il 18 aprile per Caliban Sounds, documenta l’incontro tra due linguaggi distinti la parola performativa di Penny Rimbaud e il fraseggio strumentale di Louise Elliott fondati su un’improvvisazione radicale e non mediata. Registrato nel 2012 e pubblicato solo ora, il lavoro si posiziona all’interno di una linea di sperimentazione che già aveva visto precedenti illustri, come il dialogo voce/sax di Archie Shepp e Amiri Baraka, o i progetti più recenti di Steve Dalachinsky. Tuttavia, Rimbaud ed Elliott elaborano un codice espressivo personale, che supera la semplice sovrapposizione di testo e suono.

Lontano da qualsiasi estetica jazzistica convenzionale, “Touch Is Hold” si muove su un asse narrativo e improvvisativo che predilige la verticalità espressiva piuttosto che la costruzione melodica o armonica. Il flauto e il sax di Elliott non accompagnano, ma interpretano: diventano un’estensione semantica del pensiero verbale, traducendo l’eloquio poetico in un discorso musicale parallelo, capace di mantenere autonomia formale pur rimanendo ancorato al testo.

La struttura dell’album nove tracce, nove quadri narrativi si basa su una concezione anti-emotiva della performance. Non c’è ricerca di empatia immediata né ammiccamento all’ascoltatore: la fruizione viene spostata su un piano intellettuale, imponendo una distanza necessaria per cogliere la stratificazione concettuale dell’opera. In questo senso, l’ascolto si avvicina a un’esperienza teatrale di matrice brechtiana, dove il coinvolgimento nasce dalla tensione e non dalla identificazione. Dal punto di vista tecnico, il disco rifiuta qualsiasi grammatica jazzistica tradizionale: non c’è swing, non c’è interplay ritmico convenzionale. La dinamica è governata esclusivamente dalla relazione istintiva tra parola e respiro strumentale, in un flusso che privilegia la densità espressiva alla forma canzone.

È importante sottolineare che “Touch Is Hold” non è un disco pensato per un pubblico generalista. La sua natura disturbante nella migliore accezione del termine rappresenta una dichiarazione estetica precisa: selezionare l’ascoltatore, provocarlo, costringerlo a una posizione critica. In un panorama spesso omologato, la capacità di generare attrito diventa valore artistico, indice di autenticità e di rigore intellettuale. L’approccio multidisciplinare, che intreccia spoken word, improvvisazione jazzistica e performance art, conferma la vocazione di Rimbaud ed Elliott per una ricerca che non cerca consenso ma qualità espressiva. “Touch Is Hold” è un’opera da ascoltare senza preconcetti, consapevoli di trovarsi di fronte a una sintesi rara tra intellettualismo letterario e radicalità sonora. Un album che non concede nulla, ma restituisce moltissimo a chi è disposto ad accettare la sfida.

Articolo di Silvia Ravenda

Tracklist “Touch is Hold”

  1. In Silence
  2. Not They
  3. Braking Point
  4. Of Flanders Garden
  5. Stepping Out In Red
  6. Song Of Self
  7. Ti Jean (1st Version 2010)
  8. Sax Duet (Louise Elliott & Lol Coxhill)
  9. Us Boys

Line up: Louise Elliott sax and flute, Penny Rimbaud poetry and voice, Lol Coxhill sax

Penny Rimbaud & Louise Elliott online:
Instagram: https://www.instagram.com/pennyrimbaudofficial/

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