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Phantom Menace “Phantom Menace”

Album d’esordio per la giovane band metal romana: strutture curate, arrangiamenti pieni, stacchi intelligenti

Dite la verità: quante volte, pensando al Metal, vi vengono in mente solo musicisti ormai incanutiti? Dai, non fate i timidi. Beh, miei cari headbangers, lo scorso 5 aprile ha visto la luce – o le tenebre – il primo album dei Phantom Menace, gruppo romano formato nel 2024 dove il più anziano non arriva nemmeno a vent’anni. Qui si parla di puro NWOTHM (New Wave of Traditional Heavy Metal): zero fronzoli moderni, nessuna contaminazione strana. Metal, nel senso più classico, più testardo e più vero del termine. Ora basta chiacchiere. Tuffiamoci nel disco. Pronti? Play.

Si apre con un’intro strumentale, giusto il tempo di prendere fiato, e poi si parte a tutta con “Genocidal Gaze”: una partenza roboante, solenne, quasi marziale. Le chitarre e la sezione ritmica ti investono in una galoppata mozzafiato. E poi entra la voce di Alessandro Benedetti che sembra nato per fare questo. Segue la title track “Phantom Menace”, un’altra scarica elettrica dritta nello stomaco; è uno di quei pezzi che, con le sue sonorità, ti riporta indietro nel tempo, quando bastavano un paio di cuffie scadenti e un walkman per sentirsi immortali, chiaramente con le orecchie sudate.

Ovviamente, in un album metal che si rispetti, non possono mancare le ballad. E infatti arriva “Until My Heart Beats No More” perché, sì, sotto denim, borchie e pelle batte sempre un cuore. E fidatevi: le ballad metal sono tra le cose più strazianti e romantiche che esistano. Altro che smancerie pop. Se vi è scesa la lacrimuccia, tranquilli: il riff della successiva “Judgement Day” arriva come uno schiaffo e rimette tutto in ordine. Si torna a correre, a spingere, a pestare. Ma attenzione, perché il finale “Annelise”, solo voce e piano, chiude il sipario con una dolcezza inaspettata. Un colpo basso, di quelli che non ti aspetti ma che funzionano. L’album finisce. Volete sapere cosa ne penso?

Li avevo già visti dal vivo tempo fa (il nostro live report), e già allora mi aveva colpito la loro maturità sul palco, cosa che non ti aspetti da ragazzi così giovani. Dopo diversi ascolti, il giudizio resta solido e positivo. Tecnica c’è, e si sente. Ma soprattutto si sente il lavoro dietro: strutture curate, arrangiamenti pieni, stacchi intelligenti.  Chiaro, non inventano nulla di nuovo. Ma sapete una cosa? Non gliene frega niente, e fanno bene. Il loro è un atto d’amore, un omaggio rispettoso a un suono che ha fatto storia. È un modo per tenere viva una tradizione che rischia di restare schiacciata sotto il peso dei soliti nomi di sempre. In breve: se amate il Metal – quello vero, quello suonato con passione – ascoltate i Phantom Menace. E poi fermatevi un attimo a pensare: se suonano così a neanche vent’anni… il bello deve ancora venire.

Articolo di Daniele Bianchini

Track list “Phantom Menace”

  1. Prelude To…
  2. Genocidal Craze
  3. Phantom Menace
  4. Sanity
  5. Maniac
  6. My Everything
  7. Maniacallack
  8. Until My Heart Beats No More
  9. Judgement Day
  10. Annelise

Line up Phantom Menace: Alessandro Benedetti chitarre, voce, tastiere / Lorenzo Strada chitarra / Alessio Nardini basso / Nicholas Olasio batteria

Phantom Menace online:
Instagram: https://www.instagram.com/phantom_menace.official

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