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Planet Opal “Recreate Patterns, Release Energy”

Elettro-Rock psichedelico che evoca certa New Wave anni ‘80, ma con un’anima profondamente contemporanea

Il nuovo album dei Planet Opal, “Recreate Patterns, Release Energy”, fuori il 9 maggio per Dischi Sotterranei, è un affresco sonoro che trasforma fragilità creativa in forza. Giorgio Assi e Leonardo De Franceschi distillano anni di tensioni esistenziali – tra Bergamo e Berlino, tra routine asfissianti e ricerca di autenticità – in un Elettro-Rock psichedelico che evoca senza maschere certa New Wave anni ‘80, ma con un’anima profondamente contemporanea. Le melodie, spesso volutamente staccate dalla base strumentale, creano un dialogo audace tra ordine e caos: come spine sonore che perforano tessuti ritmici ipnotici, rivelando così la bellezza del disequilibrio.

Le atmosfere oniriche, talvolta frammentate in modo quasi pittorico, generano visioni vividissime: nuvole di synth liquide si scontrano con batterie meccaniche, mentre arpeggiatori in sync costruiscono geometrie precise come orologi futuristici. Questo apparente disordine non è un limite, ma il cuore pulsante dell’opera – un rifiuto calcolato della perfezione sterile, dove persino gli squilibri diventano strumenti espressivi.

In alcuni passaggi l’eccesso di stratificazione rischia di confondere l’ascoltatore, seppur questa scelta rifletta fedelmente il caos emotivo della modernità. I testi, simili a messaggi da un domani prossimo, esplorano alienazione digitale e desiderio di connessione, trovando nell’abbondanza di arp-synth un contraltare perfetto: macchine che parlano di umanità forse perduta, forse ritrovata altrove. L’album non racconta semplicemente la liberazione dai modelli ripetitivi; la incarna con rotture ritmiche e dissonanze curative, trasformando ogni traccia in un atto quasi esorcistico.

Quella dei Planet Opal è un’estetica dell’imperfezione gloriosa, dove persino gli strappi narrativi diventano porte verso mondi interiori inesplorati. Un invito a cercare verità nascoste nelle crepe del reale, dimostrando che a volte è proprio la mancanza di controllo a generare la bellezza più inattesa e travolgente.

Articolo di Bruno Giraldo

Tracklist “Recreate Patterns, Release Energy”

1. Visioni Sottovetro
2. Connection Overdrive
3. Georgie boy, Delivery Boy!
4. Montagne a Colori
5. Digital Reflection
6. I’ve heard Brian Eno in the MacDonald’s Fridge
7. Field of Thyme
8. Cilindrata Ritmica
9. Indigo Skies
10. Fine by Default
11. Recreate Patterns, Release Energy

Line up Planet Opal: Leonardo Franceschi batteria, Giorgio Assi synth e voce

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