Pretenders “Hate For Sale” – BMG 2020

Per quanto Crissie Hynde ci provi, anche con successo, a percorrere sempre nuove strade, ciclicamente torna sempre al punto di partenza ed ecco quindi arrivare l’undicesimo album in studio dei Pretenders.

“Hate For Sale” è uscito il 17 luglio, l’uscita ritardata di un paio di mesi a causa dell’emergenza Covid era stata preceduta dal singolo “The Buzz” e da “You Can’t Hurt A Fool”, pubblicato a titolo gratuito in forma digitale. Il batterista Martin Chambers ritorna ad essere certezza e presta quindi i suoi servigi su “Hate For Sale” dopo aver disertato i precedenti due album.

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Rimane certezza, come sempre oramai da 40 anni, la voce incofondibile e il talento di Crissie Hynde la cui attitudine punk unita ad un istinto naturale nel saper incastrare ritornelli contagiosi sui soliti tre accordi, contribuiscono una volta di più a creare una miscela esplosiva di Rock’n’Roll e melodia.

L’album è stato prodotto da Stephen Street che ha lavorato con alcuni fra i maggiori esponenti del  Brit Rock come The Smiths, Blur, Morrissey, The Cranberries, ma considerato il suono che esce da questo album si direbbe che il suo maggior pregio sia stato di lasciar suonare la band da Pretenders. Le dieci tracce contenute sono tutte scritte da Hynde e dal brillante chitarrista James Walbourne.

Crissie Hynde può permettersi di cantare di tutto ed essere sempre credibile ed assolutamente calata nel contesto, così quando “Hate For Sale” apre l’album con la sua armonica a danzare in apertura su un muro di chitarre e Chambers che dirige le danze, suona perfetto fin dall’inizio, compresa la voce di Crissie che canta con disinvoltura un testo al vetriolo.

E quando dalla bellissima melodia di “The Buzz” si passa al reggae pop di “Lightning Man” tutto suona assolutamente Pretenders al cento per cento, così come la seguente “Turf Account Daddy” e il suo incedere da garage band.

Sono dieci canzoni e dieci potenziali singoli, “You Can’t Heart A Fool” più di altri, un pezzo dove i toni si fanno più intimi e sussurrati e la voce di Crissie dà il meglio di sé, accostando il suo famoso vibrato con un falsetto in pieno stile Stax/Motown.

Ancora Rock’n’Roll in “I Didn’t Know When To Stop” e una splendida “Maybe Love Is In NYC” dove Walbourne offre un altra splendida performance chitarristica; a seguire la incalzante “Junkie Walk” e la martellante “Didn’t Want To Be This Lonely”, un altro pezzo rock dal sapore anni Cinquanta ma suonato con l’attitudine di una garage band innamorata di Bo Diddley. Chiude l’album la malinconica “Crying In Public” dove un pianoforte e un arrangiamento di archi fanno da cornice alla suadente voce di Hynde.

I Pretenders sono molto ancorati alle loro radici e al loro sound, non cambiare per rimanere sempre freschi e attuali, questa sembra essere la loro ricetta, insieme ovviamente a un pugno di ottime canzoni e in questo il binomio Hynde/Walbourne non ha certo fallito.

Articolo di Andrea Bartolini

Track list “Hate for sale”

  1. Hate For Sale
  2. The Buzz
  3. Lightning man
  4. Turf Account Daddy
  5. You Can’t Hurt A Fool
  6. I Didn’t Know When To Stop
  7. Maybe Love Is In NYC
  8. Junkie Walk
  9. I Don’t Want To Be This Lonely
  10. Crying In Public

Line up Preteders

Crissie Hynde – lead vocals, guitar

Martin Chambers – Drums

James Walbourne – Guitar

Nick Wilkinson – Bass

Carwyn Ellis – Keyboards