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Roger Waters “The Lockdown Sessions”

Brani che l’ex bassista dei Pink Floyd ha pescato principalmente dall’esperienza con la band

Il 2 giugno 2023 uscirà, su tutti i vari tipi di supporto, il nuovo album di Roger Waters, edito da Legacy Recordings, lavoro che però è già disponibile per l’ascolto sulle piattaforme online. Si tratta di brani che Waters, ex bassista dei Pink Floyd, ha pescato principalmente dall’esperienza con la band. In tutto sono sei canzoni: “Mother” e “Vera” arrivano dal 1979, e cioè da “The Wall” dei Pink Floyd; “Two Suns In The Sunset” e “The Gunner’s Dream” dall’ultimo album che il bassista ha suonato con i tre compagni di viaggio: “The Final Cut” del 1981; mentre “The Bravery of Being Out Of Range” è stata presa dal suo acclamato album da solista, “Amused To Death” del 1982. Senza dimenticare, ovviamente, il singolo che circola da alcuni mesi, e cioè la nuova edizione di “Comfortably Numb 2022”.

Partiamo da qui, e cioè da una versione rarefatta, dove il grande solo di David Gilmour è stato non solo tolto, ma reso non più necessario nell’economia del pezzo. Il risultato delude, e parecchio, perché quella parte di chitarra è troppo caratterizzante l’identità di questo brano. La scelta di trasformarla in un’ouverture, buona per una serie di live dove si sottolinea il carattere catastrofico della nostra epoca e, dunque, renderla un brano carico di pesantezza esistenziale, non funziona. Il video, forse, salva il salvabile: mostra, infatti, un mondo in decadenza, e tutto questo può apparire interessante. Se uno non conosce la musica di Waters. Perché di tutta questa tristezza Waters ne canta, e ne fa denuncia, da anni. Di fatto, dunque, è una versione che non aggiunge nulla, semmai toglie. È un vero peccato che si sia arrivati a questi livelli.

Il resto, invece, denota un lavoro che, pur se non appaga del tutto (troppo corto), non delude completamente. Racconta e fotografa un momento intimo di un grande artista che ci ha abituato, solitamente, a platee sold out. Si respira aria di unplugged, di solitudine davanti a un mondo chiuso, e non solo per colpa della Pandemia. Sono atmosfere di chi si dichiara narratore di tempi oscuri. Non stiamo di certo vivendo nel migliore dei mondi possibili, ma neppure nella catastrofe totale che racconta Waters. Tuttavia, lui la vive così quest’epoca, e ce la racconta con suoni non troppo accesi. “Mother”, e in questo caso va dato atto a Waters che l’esperimento ha funzionato, è ancora più incisiva, quanto meno però nella parte cantata dal Nostro. Il coretto, invece, è davvero di pessimo gusto. Usato qui, come in “Comfortably Numb 2022”, per supplire alla seconda voce, crea un effetto di lavoro dozzinale. Una caduta di stile. Peccato, anche in questo caso.

Il resto, invece, funziona bene e ci regala appunto un Waters inedito e a tratti interessante, con chitarra e poco altro. Peccato che siano, alla fine, solo quattro i brani degni di nota. “The Bravery of Being Out of Range” bella era, e bella rimane, con quest’aria da canzone vissuta, densa, che parla direttamente, in questa bella edizione con chitarra e voce, al cuore e all’anima. Stessa cosa accade con “Two Suns in The Sunset”, da “The Final Cut”, brano che dal vivo racconta appunto dell’olocausto nucleare che si rischia(va) di vivere sul nostro pianeta. Anche “The Gunner’s Dream”, sempre dall’ultimo lavoro con i Pink Floyd, è una bella versione. C’è però da dire che quell’album aveva già un sapore intimo, forse troppo, e questa session con sola chitarra, e pochi altri strumenti, rende giustizia a un lavoro, “The Final Cut”, ingiustamente messo ai margini della discografia della band; dimenticato spesso e volentieri anche dallo stesso Waters che, a oggi, non lo ha mai portato in tour. Di fatto, dunque, esistono solo alcune versioni live suonate e proposte dallo stesso Waters, ma la band non lo ha mai eseguito dal vivo. Quindi, queste due perle sono davvero preziose.

Pochi brani, dunque, non tutti buoni, per un Waters che potrebbe impegnarsi di più nel produrre musica, nel registrare e rivedere, con onestà, quanto fatto nel suo passato da solista, al posto di litigare. Questa natura, però, è anche la cifra della sua grandezza. Una cosa però va detta: meglio che metta mano a questo materiale, perché sia mai che gli torni in mente di dedicarsi all’opera … ancora una volta.

Articolo di Luca Cremonesi

Tracklist “The Lockdown Session”
1. Mother
2. Two Suns in The Sunset
3. Vera
4. The Gunner’s Dream
5. The Bravery of Being out of Range
6. Comfortably Numb 2022

Roger Waters online:
Web https://rogerwaters.com
Facebook https://facebook.com/rogerwaters
Instagram https://instagram.com/rogerwaters

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