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Sainted Sinner “High on Fire”

La band sa bene come si fa sano Hard Rock, e ce lo sbatte in faccia senza pietà

Ma quale delizia per i miei timpani è questo “High on Fire”? Fuori il 21 novembre per la ROAR Records, ha davvero saputo regalarmi un ventaglio di emozioni a ogni ascolto. I Sainted Sinner – ovvero Jack Meille (Tygers Of Pan Tang) alla voce, Frank Pané (Bonfire) alla chitarra, Ernesto Ghezzi (Gotthard) alle tastiere, Samy Saemann (ex Freedom Call) al basso e Berci Hirleman alla batteria – sanno eccome come si suona del sano Hard Rock, e in questo loro ultimo album, il quinto per essere precisi, ce lo sbattono in faccia senza pietà.

La copertina già promette potenza e cavalcate sonore senza limiti di velocità. E, per una volta, nonostante il proverbiale “mai giudicare dalla copertina”, voi lettori dalle orecchie viziate potete tirare un sospiro di sollievo: qui non ci sono brutte sorprese, solo scariche d’adrenalina. Lasciamoci allora rapire dall’epico intro di “Crown of Thorns” per essere travolti, dopo un minuto scarso, dall’impatto sonoro dei Sainted Sinner. Rimanete seduti: l’intreccio chitarra-Hammond potrebbe farvi sobbalzare come se qualcuno vi avesse tirato una secchiata di ghiaccio sulle spalle. Signori, che pezzo.

Si prosegue con “Out of the Blue”, dove possiamo assaporare tutta la voce di Jack Meille, capace di rendere ogni brano una piccola capsula temporale imbottita di vibrazioni vintage. Sarò schietto: sì, l’innovazione è bellissima, ma le cose fatte alla vecchia maniera difficilmente sbagliano. Dopo qualche brano arriva l’immancabile lento del disco: “Empty Days of Wonder”: per me l’assioma Hard Rock – ballad è sacro, quasi dogmatico, e questo pezzo lo conferma appieno con le sue atmosfere splendide – merito anche dell’ottimo lavoro alla chitarra di Frank Pané – che ci catapultano direttamente negli anni Ottanta.

Si torna poi a volumi più sostenuti con “Down in a Hole”, per poi passare alla sorprendente “Hide in the Dark”, che spezza un po’ il mood dell’album con venature prog davvero piacevoli e coinvolgenti. Vi ritroverete a battere il piede senza accorgervene … e continuerete a farlo fino alla successiva “Sweet Sweet Addiction”. La chiusura dell’album è affidata a un classico immortale dei The Who: “Who Are You” (versione presente solo su cd). I Sainted Sinner ci si approcciano con rispetto, senza scimmiottare l’originale e mantenendo una buona dose di personalità. Lodevole, davvero.

E arriviamo alle conclusioni. Undici tracce che mettono in risalto la bravura dei musicisti, capaci di tenerti incollato alle cuffie senza mai annoiare. Pur avendo un filo conduttore chiaro, l’album è variegato, vivo, e questo lo rende perfetto da riascoltare più e più volte senza perdere un grammo di attenzione. Dentro ci senti mille influenze: è come un buon bicchiere di vino in cui puoi distinguere i vari sentori sorseggiandolo lentamente. L’unico problema? Che quest’album è davvero come un buon vino… e più che un calice finirete per scolare l’intera bottiglia.

Articolo di Daniele Bianchini

Track list “High on Fire”

  1. Crown of Thorns
  2. Out of the Blue
  3. Night After Night
  4. Sunshine
  5. Empty Days of Wonder
  6. World’s on Fire
  7. Down in A Hole
  8. Hide in the Dark
  9. Sweet Sweet Addiction
  10. Lost in A Storm
  11. Who Are You

Line up Sainted Sinner: Jack Meille voce / Frank Pané chitarra/ Ernesto Ghezzi tastiere / Samy Saemann basso / Berci Hirleman batteria

Sainted Sinner online:
Facebook: https://www.facebook.com/SaintedSinners
Instagram: https://www.instagram.com/saintedsinners

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