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Suede “Antidepressants”

Ci voleva una colonna sonora in radio che non suonasse caramellosa perché l’animo umano musicale inizia a soffrire di diabete

Fuori il 5 settembre per la BMG il nuovo album dei Suede, “Antidepressants”. È il 2025, e improvvisamente incappo in un lavoro dalle sonorità di fine anni ‘70 e primi anni ‘80. Sì, mi sento di localizzare questi suoni esattamente in questo lasso di tempo; ci sono diversi richiami, diversi echi a differenti band di quegli anni. Se le atmosfere non fossero così scure direi che ascoltarlo la prima volta è stato un fulmine a ciel sereno: sicuramente una sorpresa. Una sorpresa spiazzante.

Un vintage fresco è l’antidepressivo delle classifiche del 2025

“Com’è possibile?”, mi sono chiesto; un disco del genere sarebbe potuto uscire tranquillamente all’epoca su citata ma allo stesso tempo risulta fresco nel futuro – cioè ora. A cosa dobbiamo questa “freschezza” nonostante il sound vintage?  Ad alcuni fattori. Il primo è che mentre il mondo va in una direzione di composizioni agli algoritmi, una band così celebre come i Suede è in una propria bolla personale molto organica e meno tecnologica; così com’è accaduto in precedenza con i Radiohead, non hanno seguito mode commerciali e si sono trovati comunque in classifica.

Parliamoci chiaro: ovviamente non sto dicendo che è il primo disco new wave uscito dagli anni ‘80 ad oggi, ci mancherebbe: c’è una folta fauna di musicisti che ha continuato e continua a battere il chiodo sul genere, mainstream e non, basterebbe farsi un giro nella sola Bologna odierna e notturna e sentire diverse band live per capire cosa bolle in pentola nel popolo. La New Wave non ha mai smesso di presenziare con tutte le sue caratteristiche più riconoscibili, dalle tastiere ai timbri vocali. 

Il secondo fattore è stata l’attenzione mediatica. Quello che ha spiazzato dei Suede è di avere portato tutto questo in classifica, una classifica che per molti di noi ormai era senza speranze: se prima il filone era “Radio kills the radio star” ora credo sia “Television and algorithms kill the radio stars”. L’intrattenimento leggero televisivo ha rimpinguato le hit parade così come gli algoritmi hanno invaso i distributori digitali e questa generazione rischia di trovarsi come colonna sonora della propria vita dei jingle da spiaggia. Ve lo immaginate?

Cosa ricorderai della tua adolescenza, giovane?
Le canzoni depresse con il vocoder sugli amori depressi e le scarpe da tennis.
Sembra di vivere tra una palestra e un otorino. E di sesso, rock’n’roll e ruvidità notturna?
Cosa?

Bisogna salvare questi ragazzi. I Suede ci hanno consegnato così il loro “Antidepressant”: per chi ha da mesi l’influencer e non sa come curarsi. I Suede si sono distinti e sono stati elogiati dalla stampa di tutto il mondo. Il popolo ha dato un segnale. “Antidepressant” è stato una salvezza e penso abbia fatto pensare a molti di noi questa cosa: ci voleva un disco così, ora, ci voleva una boccata d’aria.  Ci voleva una colonna sonora in radio che non suonasse caramellosa perché l’animo umano inizia a soffrire di diabete e carie. Ci voleva un “Antidepressants” da infilare nelle orecchie.

Analisi organica ed effetti collaterali

Il disco ha tutte le caratteristiche del periodo a cui l’ho associato inizialmente: atmosfere dilatate, “urletti” molto anni ‘80 intervallati da semi parlati, giri di basso importanti, riff di chitarre basati su bicordi o poco più. Tutto scorre bene. Le atmosfere sono molto ispirate. La durata non è eccessiva, riascolto il lavoro ripetutamente (le 11 tracce arrivano raramente ai 3 minuti e mezzo); alla fine ne resto affamato e ne voglio ancora. Finita la track list mi alzo dunque con ancora un po’ di appetito ma non per insoddisfazione; non ho la sensazione che sia fin troppo lungo (cosa che ho pensato invece dell’ottimo “Hypnogogue”,2023, dei The Church, restando sempre sulla New Wave odierna). Molto furbamente quindi, il disco non può annoiare ma affamare. “Antidepressants” può creare dipendenza.

Innovazione? Qui non c’è e non sempre serve. E poi finché Brian Eno cammina sulla terra e ci illustra le sue dimensioni parallele, finché è egli stesso un’unità di misura, meglio non nominare mai la parola “innovazione”. Per tutto il resto ci sono gruppi come i Suede.

Le tracce

Passo in rassegna alcune tracce dopo questa lunga personale sviolinata. La cosa che mi piace molto di questo album sono gli inizi: incisivi, di atmosfera, a modo loro elaborati anche quando risultano secchi. Nelle prime tre canzoni, “Disintegrate”, “Dancing with the Europeans” e “Antidepressants” Brett Anderson attacca con un semi parlato, qualcosa che miscela i Joy Division con un approccio vagamente biascicato alla Sex Pistols per poi esplodere in ritornelli più easy listening (del resto è lo sporco lavoro dei ritornelli restare in testa, non trovate? In questo disco le altre strofe sono però più affascinanti secondo me).

Nella quarta “Sweet kid” e nella sua sorellina sonora “Broken music for broken people” ritroviamo i Suede come molti di noi li conoscono: aperture quasi più solari e anche il timbro del cantato di Anderson più consono; nel resto dell’album lui è più scuro, più cupo, più rabbioso senza perdere quella decadenza romantica. “Sweet kid” credo che sia il brano più leggero dell’album, l’outsider, non la mia sonoramente preferita nel contesto, ammetto.

Attenzione: man mano che ci avviciniamo alla fine c’è odore di capolavoro in crescendo. Se il lato A era il primo appuntamento, il disco ha un gran bel lato B (scusate l’involontario doppio senso malizioso) che omaggia ancora di più la New Wave ‘80. C’è la meravigliosa “The sound of summer” ad esempio che ci richiama i The Sound, o la splendida ed epica “Somewhere Between An Atom And A Star”. “Criminal Sound” richiama gli U2 di “Boy” mentre “Trance State” farà ballare i vecchi e giovani darkettoni. Poi arrivano re e regina: sembra che tutto il disco dovesse portarci alle ultime “June Rain” – da pelle d’oca – e “Life Is Endless, Life Is A Moment”, quest’ultima un omaggio sonoro ai The Cure. Che gran finale.

“Antidepressant” è la parte scura di ognuno di noi, quella che va a ballare ma mantenendosi in disparte, quella che tratta l’amore come un segreto. Quella che pensa che “la vita è senza fine, la vita è un momento” e allora questa oscurità bisogna viverla con la giusta colonna sonora: un antidepressivo, ma non troppo altrimenti si perde il fascino decadente.

La ricetta live

I Suede hanno da poco annunciato le loro date europee per il tour “Dancing with the europeans” (quando hai un titolo così nel disco non puoi che sfruttarlo per i live) e saranno qui in Italia il 27 marzo 2026 a Milano. Pronti per una dose di antidepressivo?

Articolo di Mirko Di Francescantonio

Tracklist “Antidepressant”

  1. Disintegrate
  2. Dancing with the Europeans
  3. Antidepressants
  4. Sweet Kids
  5. The sound and the summer
  6. Somewhere between ad atom and a star
  7. Broken music for broken people
  8. Criminal ways
  9. Trance state
  10. June rain
  11. Life is endless, life is a moment

Line up Suede: Brett Anderson voce / Mat Osman basso /  Simon Gilbert batteria /  Richard Oakes chitarre /  Neil Codling sintetizzatori e piano

Suede online:
Facebook: https://www.facebook.com/pages/Suede/187206057990515
Instagram: https://www.instagram.com/suedehq/

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