“Free Electricity” dei The Go è un disco registrato oltre vent’anni fa e rimasto a lungo negli archivi. Il 4 settembre vede finalmente la luce per Sub Pop, restituendo agli appassionati un tassello rimasto nascosto nella storia della band di Detroit. Più che una semplice operazione di recupero, questo album rappresenta la fotografia di una fase creativa rimasta congelata nel tempo, ma ancora oggi sorprendentemente vitale.
La storia di questo lavoro è legata alla scena di Detroit della fine degli anni Novanta e dei primi anni Duemila, quando i The Go stavano costruendo la propria identità attraverso un Rock energico e aperto alla sperimentazione. Dopo il debutto “Whatcha Doin’” del 1999, la band tornò in studio con una serie di nuovi brani affidandosi nuovamente alla produzione di Matthew Smith, registrando presso i Ghetto Recorders di Detroit con l’ingegnere del suono Jim Diamond. Le registrazioni furono rapide e intuitive. Molti brani vennero fissati su nastro in uno o due take, mantenendo intatta l’energia delle esecuzioni e lasciando che le idee prendessero forma in maniera spontanea anche durante la fase degli overdub. Il risultato è un lavoro che sfugge alle formule più prevedibili e convenzionali con brani lunghi, atmosfere mutevoli e una forte componente strumentale, dove l’impatto immediato convive con momenti più dilatati. I dieci pezzi seguono un percorso libero, lasciando spazio alle intuizioni dei musicisti e a una dimensione sonora che guarda anche alla sperimentazione e all’esplorazione sonora, dando vita a un ascolto dinamico e mai scontato.
I dieci brani che compongono il disco hanno una durata importante, con composizioni che spesso superano ampiamente la struttura tradizionale del Rock più immediato. Il brano più lungo è “Blood Red Sun”. Raggiunge gli 11 minuti e 18 secondi e contiene una lunga sezione strumentale capace di ampliare ulteriormente il carattere visionario del pezzo, permettendo alla band di esplorare atmosfere più libere e ipnotiche. All’opposto troviamo “Turnin’ On”, il brano più breve dell’album con i suoi 3 minuti e 15 secondi, ma anche uno dei momenti più diretti e più vicini alla dimensione Rock’n’Roll della band.
Il cuore del disco è rappresentato da “Free Electricity”, prima canzone dell’album. È, probabilmente, il brano più iconico dell’intero lavoro, capace di catturare immediatamente l’attenzione e di rappresentare al meglio lo spirito dell’intero album. La sua forza consiste nell’unione tra una grande spinta ritmica e una costruzione sonora meno convenzionale, elemento che ritorna più volte nel corso dell’ascolto. Un pezzo energico e facilmente ricordabile, capace di sintetizzare lo spirito dell’album attraverso una forte personalità sonora. È una traccia che mostra bene l’equilibrio tra immediatezza e ricerca che caratterizza tutto il disco. “Muthers of the Earth” rappresenta invece il lato più lento e sospeso, creando un momento di pausa e contrasto all’interno di un album ricco di variazioni. Questa alternanza tra accelerazioni e dilatazioni è uno degli aspetti più interessanti. Vengono evitate le sequenze uniformi, restituendo l’impressione di un viaggio sonoro in continua evoluzione.
La produzione di Matthew Smith ha avuto un ruolo fondamentale nel definire il suono e il carattere di “Free Electricity”. L’ approccio creativo e aperto ha contribuito alla nascita di un album fuori dagli schemi. Le influenze del free jazz e la presenza di ospiti come Cary Loren e John Olson sono stati perni fondamentali nella costruzione e riuscita di questo lavoro in studio, confermando la volontà della band di muoversi oltre i confini più tradizionali del Rock. “Free Electricity” è la testimonianza di una fase creativa dei The Go in cui la band aveva deciso di seguire la propria strada senza preoccuparsi delle convenzioni, realizzando un album ancora oggi sorprendente per libertà espressiva e intensità. Non è, quindi, soltanto una pubblicazione d’archivio, ma la testimonianza di un momento creativo in cui i The Go hanno seguito una direzione personale e coraggiosa. Un disco che arriva dal passato, ma che conserva una vitalità sorprendente e ancora molto attuale, dimostrando come certe intuizioni non abbiano una vera data di scadenza.
Articolo di Denise Carulli
Track list “Free Electricity”
- Free Electricity
- Secular Century Man
- All Dimensions Are Loose
- Peacock Angel
- Pharaoh’s Tomb
- Into Outer Space
- Turnin’ On
- Blood Red Sun
- Muthers of the Earth
- Golden Dawn
Line up The Go: Bobby Harlow voce / John Krautner voce e chitarra / Marc Fellis batteria
