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The Lemon Twigs – “Look For Your Mind!”: tra omaggio Sixties e ricerca di una voce propria

Il nuovo album dei fratelli D’Addario tra omaggi Sixties e virtuosismo pop

Fuori l’8 maggio per Captured Tracks “Look For Your Mind!”, il sesto album da studio del duo statunitense The Lemon Twigs. Scopriamo insieme cosa si cela sotto al denso strato zuccheroso fatto di melodie doo wop e atmosfere Sixties che ricopre come una glassa le quattordici tracce del disco.

Affari di famiglia con rametti di limone

Attivi dal 2014, The Lemon Twigs sono un affare di famiglia: infatti, dietro all’agrumato moniker si celano i fratelli originari di Long Island Brian e Michael D’Addario, entrambi cantanti, compositori e performer in grado di suonare una notevole quantità di strumenti. Sin dalla tenera età, infatti, papà Ronnie – a sua volta musicista professionista, militante nella scena power pop in voga tra gli anni ‘70 e gli ‘80 – ha impresso nel loro DNA l’ossessione per la musica, avvicinandoli allo studio di chitarra, basso, batteria e pianoforte, materie a cui i fratellini si approcciano con entusiasmo. Il primo album, “Do Hollywood” del 2016, stupisce da subito la critica per il sound elaborato e teatrale, caratterizzato da una maturità compositiva da fare invidia a tanti autori di decisamente maggiore esperienza. Ricordiamo che si parla dell’esordio di due ragazzi poco più che adolescenti!

Sul palco i neonati Lemon Twigs sono una forza della natura. Agghindati come due rockstar degli anni Settanta, con tanto di pantaloni a zampa e camicie sgargianti,  Brian e Michael si scambiano ruolo di continuo, trovandosi alternativamente a picchiare sulla batteria o a strillare nel microfono con la chitarra a tracolla, dalla quale escono armonie celestiali e riff al vetriolo. Il concept album del 2018 “Go To School” sposta l’asticella se possibile ancora più in alto. Si tratta infatti di una rock opera con protagonista lo scimpanzé Shane, adottato da una coppia umana e cresciuto dai due come un bambino, ora alle prese con le difficoltà dell’adolescenza. L’album vede la partecipazione eccezionale di quel vecchio pirata di Todd Rundgren, oltre che di Susan Hall, la mamma dei D’Addario che canta in un paio di pezzi.

Se i primi lavori sono caratterizzati da un’urgenza espressiva bruciante che li spinge a cercare di affastellare il maggior numero di idee possibili nella singola canzone, da “Everything Harmony” del 2023 in poi tolgono il superfluo per concentrarsi sulla purezza della melodia. Soprattutto dal successivo “A Dream Is All We Know” è chiara la volontà di creare un pastiche sonoro in grado di collegare la Liverpool dei Beatles con la California dei Beach Boys, battezzato scherzosamente “Merseybeach”, gioco di parole tra il Merseybeat inglese dei primi anni Sessanta e l’immaginario da spiaggia di Brian Wilson e soci. Il nuovo “Look For Your Mind!” si pone decisamente sulla stessa scia.

“Look For Your Mind!”

Spetta alla title track “Look For Your Mind” aprire le danze, ed è da subito evidente dove i D’Addario vogliano andare a parare. Dall’intreccio delle chitarre, al suono del basso, fino ad arrivare alle stesse inflessioni della parte vocale – mancano un paio di occhiali tondi e ci siamo – il brano è una gigantesca citazione dei Baronetti del periodo precedente a Sgt. Pepper’s. Se da fan degli Scarafaggi è scontato ritrovarsi con un sorriso da ebete stampato in faccia, è allo stesso tempo impossibile non provare la sensazione di star ascoltando quella che potrebbe essere la tribute band più fedele della storia.

In “I Just Can’t Get Over Losing You”, la voce cristallina dell’ospite Eva Chambers si fonde alla perfezione con quelle di Brian e Michael, rendendo particolarmente riuscita la parte centrale della canzone. Qui, le armonie dei cori fanno pensare a certi episodi dei Queen della primissima ora, a loro volta influenzati indovinate da chi? Indizio: inizia per B e non è Burzum. “Bring You Down” è un bel Rock and Roll tirato, da ascoltare a tutto volume mentre si sfreccia per le strade, capelli al vento, magari dirigendosi all’appuntamento con la propria bella, che manco a dirlo è just seventeen, you know what I mean, cosa che se sei in età da patente non è un problema solo se ti chiami Paul e suoni il basso al Cavern.

Giuro che mi ero ripromesso di non farmi influenzare troppo dagli elementi derivativi dell’album, concentrandomi piuttosto sugli aspetti positivi, che sono comunque tanti. Le canzoni sono belle, orecchiabili senza essere banali, suonate e cantate con gusto e tecnica eccellente, quaranta minuti di musica rock spensierata come una domenica di primavera. La linea vocale di “My Heart Is In Your Hands”, per esempio, possiede una intrinseca malinconia nostalgica capace di far scendere una lacrimuccia di commozione, mentre “Fire and Gold” si fa ricordare per il suono abbagliante delle chitarre, con un breve solo che sembra rilasciare scintille accecanti, come se le corde colassero oro fuso.

Insomma, “Look For Your Mind!” mi piace, e non posso che consigliarne l’ascolto. Ma più il disco risuona nelle mie cuffie, più immagino Brian dire a Michael allora, per il prossimo lavoro io sarò il leader ribelle e sarcastico, tu il genio melodico e perfezionista, per i live piazziamo in fondo al palco due cartonati che chiameremo George e Ringo e d’ora in poi ci faremo chiamare The Beagles, vedrai che facciamo il botto. Sto esagerando, ma dal mio punto di vista il debito contratto per questo album da The Lemon Twigs con gli anni Sessanta  – Beatles in primis, ma ci metterei anche Byrds e Beach Boys in misura minore – è molto più alto di quello che sono riusciti a ripagare con canzoni formalmente perfette ma dalla scarsa personalità.

Outro

La riflessione che propongo a questo punto è la seguente: essere originali al giorno d’oggi è un’impresa titanica, e il rischio di creare delle accozzaglie di note senza senso sforzandosi di ottenere un sound personale è dietro l’angolo. È forse meglio quindi produrre un bel disco, impeccabile dal punto di vista estetico, ma che non va troppo al di là dell’omaggio ai limiti del plagio ai grandi nomi del passato? Vale di più l’intenzione o il risultato? La risposta dovrebbe essere scontata, ma forse non è così semplice come ci si aspetterebbe.

Articolo di Alberto Pani

Track list “Look For Your Mind!”

  1. Look For Your Mind
  2. 2 or 3
  3. Nothin’ But You
  4. Gather Round
  5. I Just Can’t Get Over Losing You
  6. Fire and Gold
  7. Mean To Me
  8. Bring You Down
  9. Yeah I Do
  10. I Hurt You
  11. You’re Still My Girl
  12. Joy
  13. My Heart Is In Your Hands
  14. Your True Enemy

The Lemon Twigs online:
Instagram: https://www.instagram.com/thelemontwigs
Youtube: https://youtube.com/@thelemontwigs

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