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“The spookalicious space sound of Spookyman & his Acousmatic Orchestra”: la retro-fantascienza tra retroazione e synth analogici

Un’esplorazione fuori dal tempo che fonde oscilloscopi fatti in casa, trame blues ed elettronica vintage senza schemi

Le vie della musica sono davvero infinite e ricche di sorprese. Prendete Spookyman, al secolo Giulio Allegretti, e il suo nuovo album “The Spookalicious Space Sound of Spookyman & His Acousmatic Orchestra”, uscito il 31 luglio per Voodoo Rhythm Records, un disco senza età, come se qualcuno avesse aperto un portale fra passato, presente e futuro nel quale muoverci a piacimento. Come guida di questo viaggio spaziotemporale troviamo chiaramente il folle scienziato sonoro Spookyman, capace di deviare le maglie del tempo attraverso i suoi strumenti musicali. Già, perché questo artista romano utilizza molti strumenti da lui stesso autocostruiti, oggetti che sembrano uscire direttamente da un vecchio film di fantascienza: televisori trasformati in oscilloscopi, sintetizzatori che sfruttano vecchi nastri e altre diavolerie partorite dal suo genio visionario. Insomma, un viaggio sonoro non convenzionale, ma in fondo, come potrebbe esserlo un viaggio nel tempo?

Dopo un breve prologo, eccoci partire con “The Ghost’s Lullaby”, un brano che profuma di passato nonostante il crepitare dei suoni elettronici. È il primo esempio di una canzone che viaggia con naturalezza fra passato e futuro, proprio come la successiva “Blood Sweat and Tears”, un Blues suonato con classe e curato nei minimi dettagli negli arrangiamenti, prima di ritornare pesantemente all’Elettronica, di stampo vintage, del brano “Space Cowboy”. Insomma, un viaggio senza fiato che prosegue fra generi che sembrano apparentemente diversi fra loro, passando per composizioni, come “Exotic Mirage”, profondamente cinematografiche. Rimanendo in tema di sonorità vintage, come non citare “Ovunque stai”? Un brano cantato in italiano che sembra provenire direttamente da una fonovaligia degli anni Sessanta, un esempio perfetto del viaggio nel tempo di cui parlavo all’inizio di questa recensione.

I viaggi hanno una fine ed eccoci tornare al presente, anche se, dopo aver attraversato le dimensioni sonore di Spookyman, la sensazione è che da qualche parte quel portale sia rimasto aperto. “The Spookalicious Space Sound of Spookyman & His Acousmatic Orchestra” non è un disco che si lascia semplicemente ascoltare: è una macchina del tempo costruita con nastri, oscilloscopi e intuizioni visionarie in cui, ogni composizione, sembra arrivare da una dimensione diversa. E forse è proprio questa la sua forza: ricordarci che la musica, quando è davvero libera, non ha bisogno di generi, anni o date esatte. Quindi salite a bordo e lasciatevi guidare da Spookyman: il viaggio è appena cominciato e, questa volta, senza sapere esattamente dove andare.

Articolo di Daniele Bianchini

Track list “The spookalicious space sound of Spookyman & his Acousmatic Orchestra”

  1. Prologue
  2. The Ghost’s Lullaby
  3. Blood Sweat and Tears
  4. Space Cowboy
  5. Twelve years
  6. Interlude
  7. Exotic Mirage
  8. The bridge of sighs
  9. No Peace
  10. Epilogue
  11. Ovunque Stai
  12. Havana Mermaid
  13. Where Lights Were Low
  14. Moked Shiver

Spookyman online:
Instagram: https://www.instagram.com/spookyman_music/

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