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Thunder Bomber tornano con “Boys Alive”, tra Punk, Garage, Blues e Hardcore

Un ritratto autentico della provincia mantovana e della sua inquietudine

I mantovani Thunder Bomber, band nata nel 2009, il 10 aprile 2026 hanno pubblicato “Boys Alive” (Cheat Records / Total 13 Records), disponibile in doppia versione vinile e sulle piattaforme online, quarto disco della loro produzione. Dopo “Black Pepper” ep del 2013 (autoproduzione), “Looking for Trouble” del 2015 (FCE Records / Tornado Ride / Sonatine Produzioni) e “Dangerous Pills” del 2023 (Nasty Brigade), “Boys Alive” è il primo disco suonato, composto e realizzato dall’attuale line up. La band, infatti, nel corso della sua storia, ha cambiato varie volte formazione e si presenta ora con un disco trasversale, che non guarda in faccia a nessun genere e che non nasce per compiacere nessun pubblico di riferimento. Anzi, la forza di questo disco, nove tracce di pura energia, sta proprio nel fatto che ogni traccia spazia in uno spettro che va dal Punk al Garage, dal Blues all’Hardcore, con innesti – ottimi – di chitarre quasi anni ’90 (senza eccedere), sax, synth ed armonica che destabilizzano anche quelle poche certezze che, ad un primo ascolto, portano a dire che sia un disco non del tutto innovativo.

Lo abbiamo più volte ripetuto: noi non cerchiamo l’innovazione fine a se stessa. Semmai si cercano genuinità, sudore, fatica e sentimento in quello che si suona e che si produce. “Boys Alive”, da questo punto di vista, ha tutte le carte in regola e si inserisce a pieno titolo in una non-scena, quella mantovana, dove però, in questi ultimi due anni, ci sono stati dischi importanti, dagli a/lpaca (le nostre recensioni) ai Bee Bee Sea (la nostra recensione) fino allo splendido lavoro di Kaery Ann (la nostra recensione).

Il disco, il cui titolo richiama i “Ragazzi di vita” di Pier Paolo Pasolini, racconta la resistenza di giovani di provincia a una situazione esistenziale che non brilla per felicità. Certo, qui non c’è la potente rabbia della provincia statunitense, e credo che i Thunder Bomber non fossero interessati a scimmiottare quel disagio. Alla band basta e avanza quanto c’è di nostrano, in una terra, quella mantovana che profuma di Emilia, dove la terra si mescola, non troppo, con l’acciaio di un’industria che non ha saputo neppure creare una vera rabbia operaia.

E così la musica dei Thunder Bomber provoca, ma non graffia perché, alla fine dei conti, in questa provincia, prototipo di tutte le province italiane, un poco di umanità c’è ancora. Il risultato produce suoni che arrivano dalle esperienze di rabbia – punk e garage – e che si fondono bene con strumenti che ammorbidiscono e con chitarre ben lontane dall’essere grattugiate. Quella sensazione di déjà vu arriva (forse) da lì, ma io sono convinto che sia un giudizio ingiusto, che non descrive correttamente questo disco che, pur senza innovare, è fresco, perché genuino e onesto.

“Empty Hands” è la traccia per la quale vale la pena investire in questo album (ma non è la sola). Un giro di basso formidabile, che rimanda all’iconico suono di “One Of These Days”, con una voce fredda, quasi da distaccato Krautrock teutonico, con un’atmosfera rock-progressive che domina gran parte del pezzo, fino alla parte centrale con un ottimo muro sonoro che introduce a un ritmo martellante che porta al finale. Grande pezzo, davvero. “A Little Sadness” è il secondo brano che vale l’acquisto del disco, con un’eccellente parte ritmica iniziale sulla quale si innesta una bella voce arrabbiata, senza sbavature eccessive. Il tutto arricchito da una bella chitarra che rasenta il virtuosismo, senza diventare mai stucchevole. “Warmth” completa il podio, pezzo più classico e tradizionale, che ha l’ambizione di essere punk-garage, ma che risulta molto più raffinato e rassicurante grazie, anche qui, a un ottimo suono di chitarra.

A questi brani se ne aggiungono altri sei che presentano ottime parti ritmiche, ed è il caso di “Until the Morning Light” e “Starship 24” (il pezzo più rock dell’intero disco), o buona velocità d’esecuzione come “Bad Intentions” e “(Like a) Cold Blood Man”. Il tutto si completa con due alieni, e cioè “Sniff and Love” con un incipit figlio del miglior Blues, e “Farewell to the Hot Summer Nights” con un giro di chitarra iniziale da vera ballad vecchia maniera.

Rispetto ai lavori precedenti, in “Boys Alive” l’atmosfera è più cupa e malinconica, anche se non mancano momenti più immediati (“Bad Intentions” e “(Like a) Cold Blood Man” per l’appunto). Una tensione che attraversa tutto il disco. Ecco, un lavoro con corpo e anima, pur se magari l’identità non è così ben delineata. Ma questa è senza dubbio la sua forza. Il consiglio è di investire in questo lavoro e, soprattutto, in questa band. Tenetela d’occhio, insomma.

Articolo di Luca Cremonesi

Track list “Boys Alive”

  1. Bad Intentions
  2. A Little Sadness
  3. (Like a) Cold Blood Man
  4. Empty Hands
  5. Warmth
  6. Until the Morning Light
  7. Sniff and Love
  8. Starship 24
  9. Farewell to the Hot Summer Nights

Line up Thunder Bomber: Gianni Thunder batteria, voce e chitarra su ‘Farewell to the Hot Summer Nights’ / Mondo chitarra, voce / Gabrihell AKA Iena chitarra, voce / Avo voce, chitarra su ‘Sniff and Love’ / Enza basso, chitarra, sassofono su ‘Starship X24’ / Andrea “Fantuz” Fantuzzi (A/lpaca) synth su ‘Empty Hands’ / Pane AKA Pavel basso (dal vivo)

Thunder Bomber online:
Istagram: https://www.instagram.com/thunderbomberband
YouTube: https://www.youtube.com/user/TheThunderBomber

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