Fuori il 29 maggio per Pioggia Rossa Dischi, “C’era una volta” è il più recente lavoro di Tommi Scerd: sei miniature in musica cesellate con cura da amanuense, sospese tra incantate atmosfere fiabesche e paesaggi urbani sfondo di un’esistenza in costante movimento.
In equilibrio: chi è Tommi Scerd
Tommi Scerd, all’anagrafe Tommaso Mortarino, è un cantautore originario di Brescia ma residente a Genova, che nei suoi appena trent’anni di età sembra aver già vissuto due vite. Pur essendo laureato in Scienze Biologiche, vanta un passato che sembra scritto da Jack Kerouac, tra fughe improvvisate in autostop e vagabondaggi zaino in spalla senza una meta precisa, per il solo gusto dell’avventura. Possiede inoltre un forte legame con la Cina, paese dove risiede parte della sua famiglia e di cui è originaria la sua compagna. Ha fatto il cameriere, il fattorino, ha lavorato in vigna, ma è anche un musicista che con “C’era una volta” è arrivato alla sua seconda raccolta di canzoni dopo l’esordio “I mirabolanti racconti di Tommi Scerd” del 2024 e una manciata di singoli, a intervallare l’intenso andirivieni per locali e festival su e giù per lo Stivale insieme al fido coautore e coproduttore Francesco Ciapica.
Questo dualismo tra ordinario e straordinario, tra routine e desiderio di evasione si riflette anche nelle sue canzoni, dove il suono della chitarra acustica, che riporta al Folk e alla tradizione cantautorale della città da cui Tommi è stato adottato, si miscela perfettamente con gli arrangiamenti costruiti con i più moderni software di produzione musicale: tutto ciò dà vita a un linguaggio che fotografa il quotidiano attraverso la lente della fiaba, e sogno e realtà si rincorrono come due bambini che giocano per prati, affamati di futuro ma allo stesso modo con i piedi ben saldi nel tempo presente.
“C’era una volta”
“C’era una volta” è aperto dal saltellante uptempo di “Pengyou – Mela 1(朋友)”, che fin dalle prime battute consolida il legame di Scerd con il Celeste Impero, grazie all’incipit della canzone cantato in cinese mandarino che sfuma poi nell’italiano. L’autore sin da questo primo brano apre uno spiraglio sui suoi sentimenti, nello specifico il senso di colpa verso una persona cara, trascurata a causa del proprio spaesamento rispetto agli eventi della vita. “Piccioni 鸽子” parte invece come un episodio cantautorale di stampo più classico, per sbocciare in un ritornello improvvisamente moderno, la cui melodia orecchiabile scivola leggera sullo strumming dell’acustica. Un giro di pianoforte regalato da un amico all’artista bresciano è il nucleo armonico attorno al quale è stata composta la già edita “Elso”, lastoria di un ragazzo come me, sempre in giro alla ricerca di un’idea, una chimera; il fischiettare del tema principale si intreccia sul reprise con l’unisono degli archi, una sfumatura agrodolce per questo ritratto dipinto con tocco delicato.
“Stella Maris” rappresenta il fulcro dell’ep: un canto marinaresco dall’atmosfera rarefatta, che tratteggia con eloquenza la storia di un popolo di naviganti ed esploratori, ora decaduto per la sua stessa incapacità di portare avanti quello spirito fiero. È il ritratto di un’Italia che ha perso di vista la sua buona stella, la quale non fa altro che attendere nel cielo di apparire, dopo tanto tempo, nel cannocchiale di qualche capitano di vascello dall’occhio fino e il cuore indomito, pronto a portarci tutti a navigare su acque più sicure di quelle tempestose che stiamo solcando oggi. La linea di basso vivace di Francesco Ciapica è la spina dorsale della successiva “Sherdy”, un episodio dal mood esuberante che rielabora con affetto il passato un po’ fuori dai canoni del cantautore, con qua e là sprazzi di candida sfrontatezza in bilico tra Tricarico e Rino Gaetano.
Conclude il lavoro “Hóng Shāo Ròu 红烧肉”, perfetta chiusura del cerchio inaugurato con il brano di apertura, con il quale condivide il legame con le tradizioni e la cultura dell’Estremo Oriente. Scritta a quattro mani con l’autore, musicista e produttore discografico ligure Zibba, la canzone rappresenta l’arrivederci di Tommi Scerd all’ascoltatore, con l’augurio di potersi fermare finalmente a festeggiare insieme seduti a una tavola imbandita, dopo aver vissuto tante avventure e tribolazioni.
Outro
Tommi Scerd con “C’era una volta” riesce a fare qualcosa di raro: aprire una porta sulla propria purezza, scrivendo brani che si illuminano di stupore infantile senza mai, per questo, risultare ingenui. È la dimostrazione che, nelle mani giuste, la forma – canzone può ancora essere uno spazio magico, un microcosmo dove il Folk urbano e le suggestioni fiabesche possono convivere senza sforzo. Un ascolto caldamente consigliato a chi ha ancora voglia di viaggiare, anche solo con la mente.
Articolo di Alberto Pani
Track list “C’era una volta”
- Pengyou – Mela 1(朋友)
- Piccioni 鸽子
- Elso
- Stella Maris
- Sherdy
- Hóng Shāo Ròu 红烧肉
Tommi Scerd online:
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