“Lunedì”, fuori il 23 gennaio per 42 Records/Epic Records Italy, segna il ritorno di Tutti Fenomeni dopo tre anni di assenza. In questo tempo c’è lui, Giorgio Quarzo Guarascio, romano, classe ’96: un artista che da sempre sembra muoversi in una dimensione tutta sua tra epoche musicali disparate. Sin dagli esordi, il percorso di Tutti Fenomeni ha evitato le strade battute. Il debutto del 2020, “Merce Funebre” – prodotto da Niccolò Contessa -, mostrava già una scrittura fuori dagli schemi: tagliente, ironica, un po’ Pop ma attraversata sempre da pensieri trasversali. Con “Privilegio Raro”, uscito due anni dopo, quella scrittura si è fatta ancora più stratificata ma mai ruffiana. In parallelo, il debutto cinematografico come protagonista in “Enea” di Pietro Castellitto ha contribuito a raffinare il suo modo di osservare e raccontare: oggi sicuramente più visivo, concreto e articolato.
Il nuovo album, prodotto da Giorgio Poi, è stato anticipato da tre brani: “Piazzale degli Eroi”, “La ragazza di Vittorio” e “Vanagloria”. In questo lavoro il contributo del produttore è evidente fin dall’inizio, con suoni più “ariosi e pieni di luce” dove le tracce trovano una forma più compiuta, quasi classica, senza però rinunciare a scarti improvvisi. Gli echi degli anni ’70 e ’80 affiorano, certo, ma come memoria sedimentata. Un esempio tra tutti “Morire vista mare” dove l’influenza di Battiato si percepisce in profondità: non solo nelle citazioni evidenti ma anche nelle ritmiche leggere di quel Pop “alto” che sa unire riflessione e immediatezza. Un elemento che merita sottolineare è che il disco nella sua forma ed estetica cambia spesso direzione, ma sa restare sempre coerente. Tutti Fenomeni, infatti, scrive a partire dal presente, lo scruta con una lente che ne rivela il grottesco e lo riporta attraverso il suo linguaggio, che ha il pregio di arrivare a tanti, perché è diretto, ma mai banale: chi ascolta distrattamente coglie comunque qualcosa ma chi approfondisce trova molto di più.
“La ragazza di Vittorio” apre l’album e tocca uno dei nodi centrali: il sesso come abitudine, come gesto automatico, come sintomo collettivo, come una cosa che si trova dappertutto tra corpi e media. In questi casi a emergere è una generazione cresciuta nella sovraesposizione, dove il desiderio si consuma sugli schermi e l’intimità passa dagli algoritmi. L’IA che “trova una ragazza a Vittorio” è una metafora di solitudini contemporanee, affamate di scorciatoie emotive, ma sotto la superficie digitale resta una fessura aperta, una possibilità: l’idea che l’amore, in qualche modo, esista ancora per chi resite nel cercarlo.“La felicità del cane” è forse il pezzo più destabilizzante. Un flusso continuo che attraversa pubblicità, sostanze, estetiche, lavoro, sesso, social e politica vuota. Tutto scorre con una chiarezza disarmante. È un testo politico a mio avviso ma nel senso più ampio, dove uno sguardo racconta lo smarrimento di un’epoca che continua a girare anche quando sembra aver perso il centro, e a guidare il tutto, rimane solo una felicità istintiva, quasi animale, la formula più primordiale ma anche la più sincera. Se vogliamo è forse l’antitesi del “Centro di gravità permanente”, una centrifuga in cui vieni risucchiato, masticato e sputato via, un po’ malconcio senza, forse, esserti reso conto di cosa sia successo.
Con “Mao”, l’album si fa più intimo, e tocca quel momento dove l’infanzia appare come un luogo distante, mentre l’età adulta è terreno instabile. Le relazioni si intrecciano a una malinconia asciutta, mai compiaciuta. I nomi e le persone diventano figure fugaci, che piangono mentre la vita prosegue. Ed è qui che la scrittura di Tutti Fenomeni mostra una delle sue qualità più rare: il significato si trova spesso tra le righe, in ciò che rimane sospeso. Chissà perché anche qui la protagonista malinconica si chiama Silvia, caso o citazione? sarebbe bello saperlo.
Sul piano d’ascolto, l’album accoglie una dolcezza nuova, mai ingenua. C’è l’eco dei cantautori italiani, ma rivisitata con un’ironia tagliente, leggera e spietata come una lama di Hattori Hanzo. “Lunedì” si rivolge a chi si sente intrappolato nella routine, a chi vive in apnea, a chi ogni giorno va avanti anche senza entusiasmo. A chi lavora, a chi dubita, a chi si porta la stanchezza addosso. “Lunedì” non è un ritorno di scena, ma un nuovo inizio: come ogni lunedì, quando si riparte, magari controvoglia. Perché alla fine, andare avanti, è l’unica strada che ci rimane percorrere.
Articolo di Silvia Ravenda
Tracklist “Lunedì”
- La ragazza di Vittorio
- Col tuo nome
- Mao
- Morire vista mare
- Piazzale degli Eroi
- La felicità del cane
- Vanagloria
- Formentera
- 29 febbraio
- Love is not enough
Line up Tutti Fenomeni: scritto e cantato da Giorgio Quarzo Guarascio, prodotto, registrato e suonato da Giorgio Poi, Francesco Consaga sassofono in “Formentera” e “Love is not enough”, Sonia Cellitti cori in “Love is not enough”, Noè Guarascio voce in “La felicità del cane”
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