Achtung-Baby-U2

U2 “Achtung Baby”

U2 “Achtung Baby” – Island Records 1991 [#OldiesButGoldies] Esce nel novembre del 1991 “Achtung Baby”, settimo lavoro in studio degli U2 per Island Records, un disco registrato negli Hansa Tonstudio di Berlino anticipato dal singolo

U2 “Achtung Baby” – Island Records 1991

[#OldiesButGoldies]

Esce nel novembre del 1991 “Achtung Baby”, settimo lavoro in studio degli U2 per Island Records, un disco registrato negli Hansa Tonstudio di Berlino anticipato dal singolo “The Fly” nell’ottobre precedente; viene immediatamente definito il capolavoro assoluto della band irlandese, al pari, forse, di “The Joshua Tree” ma che con il precedente lavoro ha in comune ben poco.

Se infatti il “Joshua Tree” è stato il sunto della massima espressione artistica dedicata alla musica americana, “Achtung Baby” rappresenta un cambio epocale per gli U2, in fatto di stile e di genere, ma anche un radicale mutamento nel modo di intendere e proporre la musica e quella dal vivo in special modo, perché il tour che deriverà dalla sua relase, ne trasformerà per sempre l’esperienza; lo Zoo TV Tour viene definito come qualcosa that had never been seen before; maestoso, visionario, avveniristico.

Ho già scritto in un pezzo (Inhaler) che gli U2 hanno sempre avuto quantomeno il merito di esser riusciti a reinventarsi nel corso di tutta la loro carriera, con scelte talvolta difficili, ma che hanno consentito loro, in qualche modo, di rimanere al passo con i tempi senza avere la necessità di portare in tour solo hits scritte trent’anni prima senza poi aver fatto nulla dopo, offrendo un modo nuovo di proporsi, condividendo il loro impegno sociale combattuto in prima linea.

Achtung-Baby-U2

Da cambiare la concezione dei live, al modo di diffondere la loro musica alla propria audience, come nel 2014, quando hanno scelto di distribuire “Song of Innocence” online a tutti gli utenti Itunes. Ma i cambi di genere sono stati, costantemente, la vera innovazione del gruppo. Nascono come band post punk sul finire degli anni Settanta, per vivere, nel 1984, il primo cambiamento con l’ingresso di Brian Eno in cabina di regia assieme a Lanois, il quale porterà il sound U2 su pianeti alternativi contribuendo a composizioni più ricercate. Ma andiamo con ordine.

Per recensire “Achtung Baby”, è necessario fare un ulteriore passo indietro, dal 1991 occorre andare al dicembre 1989. Dublino, Point Depot, concerto di fine anno e ritorno a casa per Bono e colleghi. Si era appena concluso il “LoveTown Tour” che li aveva portati in giro per il mondo per diversi mesi, nel quale venivano proposte le canzoni degli ultimi due album, il “Joshua Tree” e il “Rattle and Hum”, che, come detto, traevano influenza dalla permanenza americana del gruppo. Le registrazioni ai Sun Studios, l’incontro con B.B. King, una virata che se da una parte li aveva portati alla consacrazione, dall’altra li aveva allontanati dai loro fan europei che li accusavano di essersi snaturati, e l’esempio ce lo da lo scarso successo ottenuto dal documentario tratto proprio da questa esperienza, il “Rattle and Hum” versione video, accolto freddamente alla première tenuta nella capitale irlandese.

Ma eccoci tornati a Dublino, appunto, alla notte di capodanno. Ultimo di quattro appuntamenti fortemente voluti, quelli nel loro fortino a due passi dal porto, per dare un segnale di presenza e di ritorno a casa, vicini a chi li aveva visti nascere, crescere e conquistare mezzo pianeta. Ma adesso per gli U2 si apriva un dubbio: quale strada sarebbe stata più giusta da seguire? Quale sarebbe stato il modo più indicato che gli avrebbe permesso di togliersi di dosso quella etichetta di band spocchiosa e arrogante?

Occorreva un cambio di rotta, cambiare aria. Si decise di trasferire tutta la produzione a Berlino in quegli Hansa Studio fautori di ispirazione per la composizione della trilogia berlinese di Bowie, e se da una parte c’erano Bono ed Edge che volevano lasciarsi ispirare dalle nuove tendenze che quella città post caduta del muro stava vedendo fiorire, dall’altra parte si dovevano scontrare con l’atteggiamento sicuramente più conservatore e meno propenso al cambiamento da parte di Larry e Adam, i quali fortemente caldeggiavano un ritorno alle origini rock.

In quel momento in Germania c’erano i Krawfwerk, c’era l’elettronica, i sintetizzatori e tutti quei giochini che piacevano tanto al chitarrista. La conseguenza di questo atteggiamento si tramutò in momenti difficili e di tensione in studio, di poca ispirazione. Le giornate in sala di registrazione scorrono lente e con scarsi risultati. Sale l’angoscia e il pensiero di fare i conti con un possibile scioglimento si concretizza ogni giorno di più. In un momento difficile come questo, ancora una volta come dal giorno della loro formazione alla Mount Temple School, c’è un fattore imprescindibile che dà loro la forza di reagire: la fede e la famiglia. Su questi pilastri nasce l’intuizione che consentirà a Bono di scrivere il pezzo che cambierà le sorti dell’intero album e degli U2. Per sempre. Questa è “One”.

La genesi di “Achtung Baby” potrebbe finire qui se non fosse che questa nuova composizione avrebbe portato nuova linfa e avrebbe riacceso la fiamma, consentendo ai quattro ragazzi di poter stendere e consegnare alla storia 12 gemme, ognuna preziosa, ognuna diversa, ognuna ispirata da un concetto diverso e a sé stessa portante. It’s no secret that the stars are falling from the sky, it’s no secret that our world is in darkness tonight, è “The Fly” che parla, primo singolo estratto dal nuovo album che se da una parte fa storcere il naso agli aficionados, dall’altra spalanca le porte ad un mondo nuovo, tutto da esplorare e dominare. Ma anche in questo caso, è necessario procedere con ordine.

I’m ready for the laughing gas, con queste premesse si apre “Achtung Baby”, con “Zoo Station”, brano ispirato da un racconto sullo zoo berlinese. Il riferimento al synth-pop è ormai chiaro, ma questi nuovi U2 hanno cercato di unire e tenere di conto di tutte le loro peculiarità senza permettere alle nuove influenze di lasciarsi condizionare troppo; c’è la voce di Bono, seppur filtrata, ci sono le chitarre di The Edge, la batteria di Larry rimane umana in un’epoca in cui la drum machine stava prendendo il sopravvento, c’è il basso di Adam, sempre, presente, costante.

I nuovi suoni si amplificano su “Even Better Than the Real Thing”, inizia la critica U2 verso la società contemporanea del tempo, si inizia ad ironizzare su tutte quelle tendenze trash che a breve, avrebbero primeggiato in ogni settore consumistico. “One” ha bisogno di poche presentazioni. Brano onnipresente in ogni futuro live. Un inno all’amore, alla ricerca della comprensione e alla consapevolezza di quanta forza possa scatenare l’unione tra gli individui. Familiari, amici, colleghi. Tutti insieme per la collettività, sia privata che globale. Amori ma anche tradimenti i temi affrontati in “Until the End of the World”.

E quando c’è il tradimento, c’è anche la delusione, da questi sentimenti nasce la trilogia successiva composta da “Who’s Gonna Ride Your Wild Horses”, “So Cruel” e “Mysterious Way”. You’re dangerous ‘cause you’re honest. Donne e relazioni extra coniugali che la leggenda narra ne sia proprio Edge il protagonista. Ci si innamora, si tradisce, si soffre. If you want to kiss the sky, better learn how to kneel (on your knees boy!), se vuoi raggiungere il paradiso (dei sensi?), impara ad inginocchiarti, e a dare piacere. L’ottava traccia è “Tryin’ To Throw Your Arms Around The World”. Nella set list c’è anche spazio, ovviamente, per celebrare i nuovi arrivi. “Ultraviolet (Light My Way)”, illuminami la strada. Forse dedicata alla secondogenita di Bono, Eve.

Dopo tanta forza ritrovata, in “Acrobat” si affrontano le debolezze dell’uomo. “Love is Blindness” chiude il quadro. In apertura il suono di un organo e un lungo assolo di Edge caratterizzano questa preghiera dedicata all’amore, non per una persona ma per una causa, che rende ciechi e che fa compiere gesti inauditi. Un brano scritto dall’ultima fase americana degli U2.

Nonostante anche in questo caso il successo portato da “Achtung Baby” sia stato spropositato, a differenza di molte altre band di quegli anni, gli U2 sono riusciti a fare quadro attorno a loro stessi mantenendosi in vita come gruppo, in primis, trasformandosi in imprenditori poi gestendo il brand U2 come una vera e propria azienda capace di macinare milioni di dollari uno sull’altro. Certo, le ispirazioni in oltre quarant’anni possono essere più o meno intense. Come detto all’inizio, i cambiamenti sono stati tanti e forse questa voglia, e possibilità, di poter sperimentare senza nulla rischiare ha fatto sì che si mantenessero giovani e propositivi.

Bono ripete spesso che il mondo non ha bisogno di un nuovo album degli U2 (posso non essere d’accordo? ndr), in questo modo, senza il peso di grosse responsabilità si sono resi capaci di buone e interessanti produzioni negli anni a venire. Utopistico ricercare sempre quella band che ti ha fatto innamorare i primi tempi della relazione. Le persone e gli amori, la musica cambiano, si evolvono, e conseguentemente a questo dobbiamo imparare ad accettare che quello che è stato difficilmente tornerà, ma che anzi, dobbiamo crescere di pari passo con questo nuovo modo di interpretare noi stessi e il mondo che ci circonda, pretendendo il meglio certo quello sempre. Ma sulle produzioni degli U2 è un punto che non viene – e mai verrà – messo in discussione.

Articolo di Andrea Scarfì

Track list “Achtung Baby”

1. Zoo Station
2. Even Better Than the Real Thing
3. One
4. Until The End of The World
5. Who’s Gonna Ride Your Wild Horses
6. So Cruel
7. The Fly
8. Mysterious Way
9. Tryin’ to Throw Your Arms Around the World
10. Ultra Violet (Light My Way)
11. Acrobat
12. Love is Blindness

Line Up U2
Bono – voce, chitarra
The Edge – chitarre
Larry Mullen Jr. – batteria
Adam Clayton – basso

Iscriviti alla newsletter

Condividi il post!

22/09/2021

Zucchero, Taormina

22/09/2021

Zucchero, Roccella Jonica

22/09/2021

Little Pieces of Marmelade, Firenze

24/09/2021

Zucchero, Verona

24/09/2021

Piero Pelù, Firenze

25/09/2021

Zucchero, Verona

26/09/2021

City of the Sun, Milano

26/09/2021

City of the Sun, Bologna

26/09/2021

Omar Pedrini, Erba

27/09/2021

Sting, Taormina

06/10/2021

Zucchero, Firenze

23/10/2021

Ancillotti, San Marino

Agenda

Scopri tutti