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URSSus & Gli Infedeli – “Curami”: rilettura che riporta i CCCP fuori dalla celebrazione e dentro il presente

Nuova rilettura critica della musica e del pensiero dei CCCP a quarant’anni dalla loro costituzione

“Curami” (Kutmusic), uscito il 29 maggio su tutte le piattaforme digitali, è la seconda release di URSSus & Gli Infedeli, nuovo passo del progetto multimediale nato dal racconto breve “Processo a Ferretti” (presentato nel 2023 al BUK di Modena, poi adattato in forma di testo teatrale e pubblicato in libro cartaceo ed ebook) e continuato con “Amandoti”, oltre che con l’attività live.

Noi seguiamo il progetto fin dalla pubblicazione del libro (la nostra recensione), e subito lo abbiamo trovato molto interessante. Gli omaggi ai CCCP sono i più disparati e ricercati. Si va dagli albori, con la hit presa in mano da Gianna Nannini, fino ai Delta V (la splendida versione di “Io sto bene”), passando per Vasco Brondi (ottima la sua “Emilia paranoica”), fino al palco di Sanremo con Manuel Agnelli e i Måneskin. Di sicuro ne dimentico alcuni, ma questi sono comunque i principali e più significativi; nel mondo underground, però, di certo c’è anche di meglio. In questo mare magnum del “di meglio” annovero anche queste due versioni di URSSus & Gli Infedeli che, negli intenti dichiarati, partono da una rilettura critica della musica e del pensiero dei CCCP a quarant’anni dalla loro costituzione.

Ecco, questa cosa ci piace, da fan ossessivi dei CCCP. Perché il processo di santificazione messo in atto dalla reunion non ci aveva molto convinto. Ecco perché abbiamo salutato con grande interesse il volume “Processo a Ferretti”, e anche il testo di Michele Rossi (la nostra recensione) e il recente saggio di Giacomo Bottà (la nostra recensione). In sintesi: non c’è nulla da mettere sul piedistallo, e tanto meno da incensare. C’è invece un repertorio, e tanto materiale, dunque, vivo, vitale, energico che, se ingabbiato nella storicizzazione, è destinato a morire.

Ed ecco che questa versione di “Curami”, come d’altronde già “Amandoti”, mette le mani in questo materiale, in quell’energia contenuta e chiusa per troppo tempo – d’altronde, Ferretti lo aveva detto aprendo l’operazione ritorno: una cellula dormiente che si era riattivata – e che richiede la capacità di andare oltre la celebrazione. Non ci si poteva aspettare molto, da questo punto di vista, dalla stessa band, pur se gli innesti sui testi storici di nuove parole scritte da Ferretti sono la cosa più interessante di tutta l’operazione del ritorno.

Gli URSSus & Gli Infedeli hanno invece saputo cogliere parte di quell’essenza e hanno fatto rivivere i brani, dandone una possibile attualizzazione. Sono riusciti a convergere tutti gli elementi che già all’epoca la band metteva in relazione, e cioè musica, letteratura, teatro, elettronica, costumi cyberpunk e videoinstallazioni, per un mix potente ed emozionante nelle performance dal vivo. “Curami” diventa così un pezzo elettronico, con qua e là richiami alla Dark-Wave, e un ottimo tappeto sonoro che porta questa canzone simbolo di un’epoca in un mondo a lei estraneo, ma non avulso. Dirò di più: “Curami”, rispetto ad “Amandoti”, è riuscita meglio. La canzone si presta, d’altronde, essendo un grido esistenziale in anticipo sui tempi. “Amandoti”, invece, è una preghiera, che risente delle mille e una interpretazioni. L’installazione a Reggio Emilia rendeva l’idea delle troppe riletture, dai cori da stadio fino alla canzone d’amore fluido di Gianna Nannini. Tuttavia, “Amandoti”, come è noto, è una preghiera d’amore verso una nonna – quella di Ferretti – amata in tutta la sua fragilità. Non è facile tornare alle origini di quel brano, e dunque gli URSSus & Gli Infedeli ne danno una buona (ri)lettura, ma senza colpire troppo nel segno.

Diversa la situazione con “Curami”, brano che nella reunion è stato esasperato e saturato dalle tinte punk, e d’altronde per la band quello era. Per gli URSSus & Gli Infedeli, invece, il brano può colpire nel segno, diventando un fendente elettronico che ferisce e colpisce per la sua incisività. Anche in questo caso, il brano è accompagnato da un furibondo antivideo realizzato da Flavio Sciolè. Nella versione rilasciata il 29 maggio in tutti gli store digitali, il brano è introdotto da “Canone del Delirio”: frammenti vocali dell’antirecitazione di Flavio Sciolè si presentano in una versione ulteriormente fratturata ed editata da Dj Batman.

In poche parole: un progetto lento, che rilascia frammenti con tempi dilatati, senza alcuna fretta, ma che cura i dettagli. Da seguire, per capirne gli sviluppi.

Articolo di Luca Cremonesi

Track list “Curami”

  1. Canone del Delirio
  2. Curami

Line up URSSus & Gli Infedeli: Carlo “Urssus” Passamonti, Raffaello Zappalorto, Christian “Chris” D’Eramo: voce ed elettronica / Andrea Roddi: chitarra

URSSus & Gli Infedeli online:
Instagram https://www.instagram.com/urssus.infedeli
YouTube: https://www.youtube.com/@urssus.infedeli/videos

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