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Wasted Pido – “Same Shit Everywhere”: il Rock’n’Roll lo-fi della one-man band tra Blues e Punk

Questo terzo lavoro inciso su nastro unisce ritmi arcaici, tastiere ruvide e suggestioni della scena underground

Fuori l’11 settembre per Go Down Records e Tempi Tecnici Soc. Coop. l’edizione lp splatter di “Same Shit Everywhere”, il terzo album della one-man band veneta Wasted Pido. Un lavoro affascinante, che parte dai suoni grezzi del Rock’n’Roll delle origini e del Jump Blues, per arrivare a incorporare elementi di Elettronica lo-fi e un’attitudine decisamente punk.

Hey, Mr Tambourine Man, play a song for me

Il progetto Wasted Pido nasce tra i canali e i ponti di Venezia a metà degli anni Zero dalla creatività di Enrico Stocco, musicista e videomaker innamorato allo stesso modo del Blues primordiale dei primi anni del Novecento così come del Rockabilly oscuro di nomi quali Hasil Adkins e Alan Vega. Wasted Pido si configura fin dagli inizi come una one-man band, con Stocco a occuparsi contemporaneamente delle parti di chitarra, armonica, batteria, oltre alle linee vocali e alla programmazione di rudimentali drum machine. Una scelta controcorrente, ma che rende i tanti spostamenti tipici della vita da musicista sostenibili: l’artista veneto, infatti, in vent’anni di carriera può vantarsi di aver girato il mondo in lungo e in largo, portando la sua musica dall’Europa al Sudamerica, dagli Stati Uniti al Giappone, fino ad arrivare ai più remoti angoli del Vietnam e alla TV nazionale uruguayana!

Dopo diverse pubblicazioni minori, in cassetta e vinile 7”, il primo lp ufficiale “Wasted Pido Ghost Revenge” viene registrato a dicembre 2019, in attesa del tour di cinquanta date che, dalla primavera successiva, vedrà Stocco impegnato a suonare in tutta Europa. O per meglio dire, sarebbe stato così se la pandemia non avesse improvvisamente congelato il tempo, costringendo il musicista, così come tanti altri suoi colleghi e non, a una lunga pausa forzata che si concluderà nel 2023, anno nel quale può finalmente partire per le tanto agognate date europee e in cui autoproduce il secondo album “How? Now!”, pubblicato solo in formato audiocassetta.

A settembre 2025, Wasted Pido si ritira tra gli anfratti delle Prealpi Bellunesi attrezzato di un registratore a cassette Tascam e due microfoni, con l’obiettivo di mettere su nastro le idee abbozzate a Berlino in primavera. Il risultato è proprio il terzo full-length “Same Shit Everywhere”, che dopo la consueta pubblicazione su cassetta nel dicembre scorso, è ormai pronto per l’uscita in vinile.

“Same Shit Everywhere”

C’è uno storico episodio de “I Simpson”, più precisamente “L’appuntamento di Lisa con il teppistello” del 1996, in cui la protagonista, infatuatasi del discolo Nelson, va a trovarlo a casa e gli chiede di suonarle qualcosa con la sua chitarra malconcia. Fin dalla title track che apre il disco, “Same Shit Everywhere” mi dà le stesse vibrazioni del vedere Nelson, in calzoncini e smanicato sbrindellato, fare il verso ad Angus Young mentre canta a squarciagola Gioia al mondo, la maestra è crepata, la sua testa l’abbiam cucinata: sporco, poco incline al compromesso e senza peli sulla lingua.

La successiva “Piss Valley”, oltre ad essere caratterizzata da un riff shuffle coinvolgente, è ispirata al lavoro del poeta partigiano Romano Pascutto, così come “Eggs of Colombo”, le cui ritmiche omaggiano invece il chitarrismo di Django Reinhardt e la scuola del Jazz Manouche. Il sound di Wasted Pido nelle undici tracce che compongono il disco è fangoso, reso distante da un utilizzo degli effetti di ambiente atto a simulare il gracchiare tipico delle stazioni radio degli anni Cinquanta; stessa cosa riguarda la voce, sempre al centro del mix ma pesantemente filtrata, come si può verificare ascoltando il Garage Rock di “The Model” o l’esuberante cover di “Smokestack Lightning”, fedele alla versione di Howlin’ Wolf ma allo stesso tempo percorsa da un’energia punk rock che dimostra quanto fosse già moderno il sound dell’originale nel 1956, anno della sua pubblicazione. Altra cover presente su “Same Shit Everywhere” è quella di “Vietnamese Baby” dei New York Dolls, anche se, al pari dell’inedito “Patriota Idiota”, non è presente nella track list pubblicata originariamente su cassetta, ma solo nella riedizione in vinile dell’album, che ha l’onore di chiudere.

Per concludere, merita una menzione il lungo, ipnotico strumentale “Same Shit Somewhere”: l’armonia rimane fissa su un singolo accordo quasi per l’intera durata del brano, mentre piccole variazioni melodiche e ritmiche si insinuano nella struttura, come a cercare di distrarre la coscienza dell’ascoltatore dallo stato meditativo in cui è sprofondata; l’outro è guidato da un fill percussivo irregolare che attira su di sé tutte le attenzioni, insidiato da una chitarra gelosa che gli ricama attorno arpeggi sgraziati e velenosi.

Outro

“Same Shit Everywhere” non ha la pretesa di reinventare la ruota, ma si impone all’orecchio con la forza della pura attitudine, facendosi notare per la sua anima grezza e incorruttibile. Un lavoro sporco, animato da una verve iconoclasta che non cerca facili conferme, ma piuttosto si fa manifesto di chi continua a fare musica underground per urgenza, mai per posa.

Articolo di Alberto Pani

Track list “Same Shit Everywhere”

  1. Same Shit Everywhere
  2. Piss Valley
  3. The Model
  4. Wolanka
  5. Fake Lips
  6. Patriota Idiota
  7. Eggs of Colombo
  8. Smokestack Lightning (Howlin’ Wolf cover)
  9. Poison Bottle
  10. Same Shit Somewhere
  11. Vietnamese Baby (New York Dolls cover)

Line up Wasted Pido: Wasted Pido voce, chitarra, batteria, armonica, loop, drum machine / Ira voce (su “Wolanka”)

Wasted Pido online:
Instagram: https://www.instagram.com/wasted_pido
YouTube: https://youtube.com/@wastedpido

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