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WILLOW “Petal Rock Black”

Una delle parabole artistiche più interessanti degli ultimi quindici anni

L’evoluzione di WILLOW è stata una delle parabole artistiche più interessanti degli ultimi quindici anni. Partita a soli 9 anni con la hit “Whip My Hair”, è passata attraverso il teen-pop di “ARDIPITHECUS” e una decisa fase pop-punk tra il 2020 e il 2022, per poi trovare finalmente stabilità nel Jazz – almeno per adesso – con “empathogen”. Il 17 febbraio, a diciotto mesi dal suo ultimo lavoro, Willow Smith torna con “Petal Rock Black” (Three Six Zero Recordings), un manifesto di indipendenza con cui rivendica con forza la propria identità.

Con questo disco WILLOW resta nel perimetro del Jazz, continuando sempre però a cercare un’evoluzione personale, che stavolta concretizza appropriandosi completamente della propria musica: qui Smith assume non solo il ruolo di cantante, ma si fa one-woman band, occupandosi personalmente di batteria, chitarra e pianoforte. La spinta verso la continua sperimentazione sembra quasi un modo per spogliarsi definitivamente dell’etichetta di “nepo baby” che spesso accompagna la sua figura di figlia d’arte, ricercando un’integrità artistica che forse non è ancora al cento per cento delle sue potenzialità, ma che sta sicuramente prendendo forma, costruendo un mattoncino alla volta il suo posto nella musica. Per questo Petal Rock Black si configura come il ritratto di una musicista in continua trasformazione, che dimostra una sete di conoscenza e un costante desiderio di alzare sempre più su l’asticella.

Anche stavolta WILLOW spazia tra Alternative R&B, Fusion, Pop-Jazz e Progressive Soul, con una ricerca che non appare mai scontata. La sezione ritmica rimane preponderante, con il basso che spesso regge l’intera melodia, mentre l’uso di ritmi dispari la eleva di gran lunga. Partendo dalla voce del re del Funk George Clinton, che nella prima traccia si carica di emotività e riflessione e recita una poesia nel silenzio, l’album si muove su costanti saliscendi sperimentali. Questi ultimi trovano i loro picchi in momenti di forte contrasto: dalle chitarre distorte di “vegetation”, che introducono un’energia rock decisa, passando per l’eleganza del sassofono di Kamasi Washington in “play”, fino al ritmo sincopato di “sitting silently” e allo splendido uso stratificato della voce in “ear to the cocoon”.

Non mancano riferimenti alla spiritualità, tema a cui WILLOW è particolarmente legata. In “holy mystery” la cantante spinge l’uso della voce oltre i confini del pop per evocare un rito sciamanico, mentre il mantra buddista in coda a “hear me out” infonde quel senso di urgenza spirituale tipico della narrazione di WILLOW. Tuttavia, nonostante la qualità cristallina, il disco non è privo di ombre. Il limite principale risiede nella struttura: rispetto a “empathogen” — uno dei miei dischi preferiti del 2024 — Petal Rock Black appare meno coeso e quasi incompleto. Molte tracce durano appena un minuto e mezzo, lasciando la sensazione che siano state pubblicate prematuramente o che manchi quel respiro concettuale che rendeva il lavoro precedente così accurato e completo. Anche alcuni passaggi convincono meno, come la cover di “I Would Die 4 You” di Prince o il featuring con Tune-Yards in “omnipotent”, che pur essendo interessante, sembra mancare di quel guizzo per elevarsi rispetto al resto del disco.

L’impressione finale è quella di un album straordinariamente personale, in cui WILLOW ascolta sé stessa e conferma il suo sodalizio verso il Jazz, allontanandosi dal passato. Sebbene manchi una vera dimensione di “album” — con tracce che sembrano a tratti bellissime istantanee disconnesse tra loro — resta un lavoro di alta qualità. Forse WILLOW ha alzato troppo le aspettative con il disco precedente, ma questo nuovo capitolo rimane una prova godibile e necessaria di quanto l’artista sia in grado di fare, anche contando solo sulle proprie forze.

Articolo di Marta Mazzeo

Tracklist “Petal Rock Black”

  1. petal rock black (feat. George Clinton)
  2. vegetation
  3. hear me out
  4. play (feat. Kamasi Washington)
  5. sitting silently
  6. not a fantasy
  7. i would die 4 u
  8. omnipotent (feat. Tune-Yards)
  9. holy mystery
  10. nothing and everything
  11. living in the heart interlude
  12. ear to the cocoon

WILLOW online:
Instagram: https://www.instagram.com/willowsmith/

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