Singoli 8 2022

Singoli #8 2022

Singoli selezionati nella settimana dal 28 febbraio al 4 marzo

Voodoo Moonshine “Bring It Down” Dark Star Records

Tratto dal loro nuovo album “Bottom Of The Barrel” il nuovo singolo “Bring It Down” è il classico esempio di quell’Hard Rock anni ’80 che non è qui per svelarti chissà quale segreto ma che pur infarcito di tutti i luoghi comuni del genere riesce sempre a strapparti un sorriso di piacere e a farti muovere a tempo, semplicemente non se ne può fare a meno.

Hammerfall “Brotherhood” Napalm Records

“Brotherhood” è il terzo singolo tratto dal nuovissimo album “Hammer Of Dawn”, è potente, è epico, è melodico, è il Metal al quale ormai ci hanno abituati gli Hammerfall. Uno stile musicale, uno stile di vita, guardi il video e vedi la band suonare in circolo occhi negli occhi e il titolo chiarisce subito il senso dell’esistenza all’interno di una rock band assumendo il giusto significato.

Loop “Fermion” Cooking Vinyl

Il nuovo singolo della band inglese Loop è il terzo che precede il nuovo album in uscita “Sonancy”. Un pezzo carico e martellante, con un ritmo incrollabile sferzato da ondate elettroniche, un cantato alienato che contribuisce a donare alla composizione un tocco dark. Incisivo e sinistro.

Gab De la Vega “Demons Of Tomorrow” Epidemic Records

Il nuovo singolo di Gab De La Vega, stavolta accompagnato dalla sua backing band The Open Cages, è un brano allegro e fresco che mescola chitarre e un ritmo incalzante con un cantato positivo e melodico teso ad esorcizzare qualsiasi momento buio. Un ritornello trascinante che ti trasporta sotto un palco a ballare o che ti invita a cantarlo a squarciagola per la gioia del tuo vicino.

VoK “Lose Control” Nettwerk Music Group

La band islandese dei Vok pubblica il nuovo singolo “Lose Control”, un brano che si fa fatica a etichettare e per il quale non si può che usare il termine pop, tutte le altre accezioni che si potrebbero aggiungere lasciano il tempo che trovano. Sta di fatto che questo è un pezzo come pochi, costruito con una maestria d’altri tempi, dal gusto per gli arrangiamenti elettronici al suono del basso che impera per quasi tutto il pezzo, passando per l’incalzante ritornello che vorresti ripetuto più volte possibile nei quattro minuti scarsi di questo gioiellino. Imprescindibile da qualsiasi playlist del momento.

Bioscrape “Obedience” Ghost Record Label

“Obedience” è il primo dei due singoli previsti in anticipazione del prossimo nuovo album della band, brano di forte impatto che pur richiamando alla mente tutte i riferimenti del genere colpisce per la chirurgica precisione della tessitura strumentale e il fiume di lava incandescente che esce dall’ugola del cantante Jack. Groove Metal di alta scuola tagliente, tuonante e coinvolgente.

Lester Greenowski “They Live”

Lester Greenowski prosegue nel suo cammino lastricato di riferimenti cinematografici mirati e Garage Rock della miglior specie. Con il nuovo singolo “They Live” prende a prestito lo spunto dal famoso film di Carpenter del 1988, e oltre a un video delirante e squisitamente dissacrante, confeziona un pezzo con risvolti decisamente pop che come sempre suona fresco e immediato.

Selflore “Reykjavik” Non Ti Seguo Records

Fra Post Punk e Pop il singolo “Reykjavik” della band milanese Selflore è un chiaro-scuro che danza fra melodia, chitarre strazianti e voci abrasive, il tutto nell’intento di raccontare la dolcezza e la durezza di un rapporto a due, che sia al suo inizio o prossimo alla fine. Bello e disturbante.

KISS “I Was Made For Lovin’ You (live in Virginia Beach 2004)” Universal

Continua la serie di dischi live “Off The Soundboard” che i KISS stanno facendo uscire con cadenza quasi regolare. Assolutamente non interessati a produrre nuova musica, Stanley & Simmons continuano a infarcire il mercato con live d’annata (quelle meno pregiate) e ristampe celebrative, vedi l’ultima per i 45 anni di “Destroyer”. In questo singolo, il super classico “I Was Made For Lovin’ You” nella sua versione live estesa di circa sei minuti, ci offre la formazione attuale della band con un Paul che all’epoca aveva ancora qualche cartuccia da sparare, un Simmons mai troppo coinvolto in questo brano e i due gregari che assolvono al loro compito, ringraziando sempre il loro personale dio per ogni nota prodotta per conto della rinomata ditta.

Articolo di Andrea Bartolini

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