Dopo 8 anni dall’ultimo lavoro, “Stereolith” del 2017, torna la band di Amaury Cambuzat con un nuovo singolo annunciato a sorpresa da lui stesso di recente sui social, “L’impératrice”, che anticipa l’album “Dark Times”, in uscita il 26 novembre 2025. La canzone sarà su tutti i digital store venerdì 12 settembre ma in anteprima assoluta potete ascoltarlo qui su Rock Nation da oggi.
“L’impératrice” è un assaggio ossessivo, scuro, duro, misterioso; caratteristiche sì della band ma che in questo caso specifico suggeriscono un ritorno più marcato alla radici nel lavoro che verrà – non a caso ritroviamo un altro dei componenti originali, Franck Lantignac, che insieme allo stesso Cambuzat e Olivier Manchion (in seguito fonderà i Permanent Fatal Error) diede vita al progetto nel lontano 1995 a Parigi. Da allora la band ha attraversato tre decenni collaborando con artisti come i Faust, Michael Gira (Swans), James Johnston (PJ Harvey) Robin Guthrie (Cocteau Twins) alla produzione e i nostrani Egle Sommacal ed Emidio Clementi dei Massimo Volume per citarne alcuni.
In Italia furono notati nel 1998 dal Consorzio Suonatori Indipendenti di Gianni Maroccolo per poi aprire diversi live degli stessi CSI. Alcuni di noi ricorderanno l video di “Pensier Massacre” e “La femme cannibale” sulla MTV nostrana. Altra curiosità: la copertina di “Nouvel Air” del 2003 è firmata da Andy dei Bluvertigo; la band è sempre stata visionaria nelle suggestioni visive che ha lanciato nei suoi artwork e nei suoi video. Interessanti poi le produzioni che ha seguito Cambuzat nel corso degli anni: sono emersi diversi progetti degni di nota.
Torniamo quindi al 2025, ora. Il singolo vede come line up Amaury Cambuzat alla voce, chitarra e tastiere, Mario Di Battista (già in “Stereolith”) al basso, il già citato Franck Lantignac (già quindi in “Ulan Bator”, “2 degrés”, “Végétale”) alla batteria e percussioni e come ospite speciale Monia Massa al violoncello.
Sicuramente un ritorno molto atteso.
Sicuramente un ritorno che sa di “Ulan Bator”.
Sono tempi scuri, forse “Dark times” a novembre ci parlerà di questo; qualcuno doveva pur dipingerli, questi anni, qualcuno doveva pur farsi carico di imprimere questa epoca.
Articolo di Mirko Di Francescantonio

