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Teardo & Bargeld live Firenze

Una sintesi radicale di musica da camera, elettronica e teatro, incrinata da un finale che spezza l’equilibrio della performance

13 settembre, ultima data del prestigioso cartellone del Firenze Jazz – Jazz ma non solo perché aperto alla contaminazione di altre musiche contemporanee e sperimentali. Quest’anno il festival ha cambiato ancora sede, con il palco principale ospitato nel grande giardino delle Scuderie Reali a Porta Romana; ottima location, ben servita, e con un’offerta di cibo e drink piccola ma ben curata e di buon gusto. In chiusura ci sono due formazioni di altissimo livello musicale – Teho Teardo & Blixa Bargeld + C’Mon Tigre -, e infatti il pubblico è numeroso, oltre 700 persone di cui molte hanno il braccialetto che testimonia la loro presenza in abbonamento a tutto il festival.

L’avanguardia musicale alla portata di tutti

Teho Teardo & Blixa Bargeld sono spesso in concerto senza mai essere veramente in tour. Li puoi trovare a festival prestigiosi, venue e occasioni particolari. E noi cerchiamo di non lasciarci sfuggire l’opportunità di vederli, perché il loro è un set davvero fuori dalla banalità. Nonostante l’inserimento in un ricco cartellone, la durata prevista della performance è piuttosto lunga, un’ora e mezza: ma non sarà davvero così, come vedremo.

L’incontro tra Teho Teardo e Blixa Bargeld è uno dei sodalizi più artistici della musica europea contemporanea. Compositore, musicista e produttore, Teardo è tra le figure più autorevoli della musica italiana degli ultimi trent’anni; autore di oltre cinquanta colonne sonore per cinema e televisione (per “Il Divo” Paolo Sorrentino ha ricevuto il David di Donatello per la Migliore Colonna Sonora), affermandosi anche a livello internazionale. Blixa Bargeld è fondatore e voce degli Einstürzende Neubauten, gruppo che ha rivoluzionato la musica industriale europea, ed è stato lo storico chitarrista dei Nick Cave & The Bad Seeds per oltre vent’anni; è una delle personalità più influenti dell’avanguardia musicale contemporanea, capace di attraversare Rock sperimentale, Elettronica, teatro e spoken word con le sue composizioni e la sua interpretazione vocale. Insieme il duo ha costruito negli anni un percorso artistico unico, capace di attraversare musica da camera, canzone d’autore e avanguardia sonora.

Il loro sodalizio compie quest’anno 16 anni, con tre album in studio all’attivo, tra cui l’ultimo “Christian & Mauro” (la nostra recensione) dove il duo ha proseguito il percorso di ricerca sonora originale e personale, senza mai ripetersi. Sul palco sono, come sempre, accompagnati da un ensemble con archi e clarinetto basso.

La parte bella del set

Blixa Bargeld si concentra sulla componente vocale e sulla presenza scenica, sfruttando tutta l’estensione del suo timbro e muovendosi in modo teatrale. Teho Teardo è non solo pluristrumentista, ma il direttore d’orchestra: stasera oltre a dirigere gli archi con lievi gesti della mano sinistra, si è alterna tra il Fender VI, con il quale cesella il sottofondo ritmico di tutto il concerto con una precisione impressionante, e xilofoni e campane, oltre ovviamente ai dispositivi elettronici del suo classico banco digitale, rendendo la performance quasi ipnotica.

Ho visto Teardo dal vivo varie volte, ma mai alla stessa strumentazione. Impressionante. L’uso compulsivo del Fender VI è davvero perfetto per le loro passacaglie seicentesche personalizzate, e la voce si innesta sull’elettronica e al contempo sugli archi, fondendo liriche in cui si mescolano italiano, tedesco e inglese. Il loro concerto è dunque un’esperienza musicale ibrida, tra avanguardia musicale, pièce teatrale, colonna sonora ed estetica della performance. È difficile da raccontare, perché travalica la forma concerto di musica popolare senza rintanarsi nella bolla del concerto “colto” e di nicchia; è un’esperienza musicale fruibile da molti (non da chi cerca intrattenimento, ovviamente).

La parte triste del set

Ma stasera qualcosa non va, purtroppo, e ci lascia con l’amaro in bocca. Il pubblico presente a Firenze non scorderà facilmente quanto accaduto in quella che doveva essere una situazione di pura piacevolezza. Quello che tecnicamente non va è qualcosa nella spia della voce di Bargeld; lui non si sente bene. Fa cenni al tecnico di palco, che tenta il tentabile, ma pare sia tutto a posto, e allora alza al massimo il volume, risolvendo in vari feedback acustici. Bargeld inizia a inveire in inglese, giustificandosi pubblicamente che per lui la situazione è inaccettabile. Canta ancora una canzone, e poi se ne va. Il resto dei musicisti resta sul palco, in attesa di capire come sarà risolta la problematica. Evidentemente a Bargeld a bordo palco viene spiegato che il pubblico sente benissimo, che lui sta cantando benissimo, e che le difficoltà accadono ma che va tutto comunque bene. Torna, ma ormai è inquieto.

Riprende ad aggredire il tecnico, in tre lingue, italiano, inglese e tedesco, le parole si appesantiscono; il pubblico comincia a rumoreggiare, e in tipico linguaggio forbito della città, qualcuno gli urla canta, cretino!. Il concerto va avanti ancora un pochino, sempre tra l’eleganza comportamentale di Teardo, che continua a dirigere l’ensemble alla perfezione; il tutto non ha una sbavatura musicale, voce inclusa. Questo non basta a placare il frontman, che ora passa a gridare insulti verso la consolle e lo fa con una veemenza inaccettabile; il pubblico reagisce, fischia, e mentre Bargeld lascia definitivamente il palco prima della fine prevista del set – sottolineando che è solo la seconda volta che gli succede in 50 anni -, applaude al giovane tecnico che nel frattempo, abbracciato dai colleghi, si è messo a piangere. Forse a Bargeld è successo appunto solo due volte in 50 anni di non sentirsi dalla spia, ma io di concerti ne ho visti ben più di 500, e non ho mai visto così tanta arroganza, aggressività, boriosità e mancanza di professionalità. A Teardo non resta che aiutare a smontare, e a Firenze speriamo di riascoltarlo presto, questa volta in un altro (diverso) dei suoi meravigliosi progetti.

Articolo e foto di Francesca Cecconi

[foto post-prodotte con Adobe LR/PS che integrano modelli AI]

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