L’Associazione “Stanzini Collective” annuncia il Metapalooza Festival 2026 nelle giornate di Giovedì 24, Venerdì 25, Sabato 26 e Domenica 27 Settembre in pieno centro a Castel Goffredo (MN), negli spazi in disuso dell’ex supermercato Metà, nell’attigua via Roma, in Piazza Mazzini e, il giovedì e il venerdì sera, presso il Teatro San Luigi. Il Festival ospiterà 18 gruppi musicali locali (come Omini Verdi, Kaery Ann e Low Renger), provenienti da altre parti d’Italia (come Normativ, Loretta, DAGDAD) e del mondo (Brower e Useless Eaters dagli Stati Uniti, Lothario dall’Australia e Flippeur dalla Francia) e tanti altri, oltre a street artist, bancarelle, incontri, mostre e gli allestimenti realizzati con materiali di recupero.
Giovedì 24 alle ore 21 presso il Teatro San Luigi, Ilaria Feole (caporedattrice di FilmTV) e Damiano Cason (musicista e tra gli organizzatori del festival) parleranno del rapporto tra il rock e il cinema, proiettando scene di film e raccontando piccole storie di ordinario underground.
Venerdì 25, sempre alle 21 al Teatro San Luigi, l’underground di Castel Goffredo si racconterà attraverso un viaggio nella scena musicale dell’Alto Mantovano dagli anni ‘90 a oggi. I protagonisti, i luoghi simbolo, le foto e i video prima dell’era social, il racconto nelle parole di artisti e organizzatori. Un tuffo in una Castel Goffredo sotterranea che da anni sforna band che scrivono canzoni, producono dischi e vanno in tour, dall’epoca delle sale prove nei garage e nelle cascine diroccate fino al Metapalooza.
Sabato 26 il Festival sarà diviso su tre palchi e prenderà il via alle ore 16.30 con l’esibizione di Magnifico. Gli ultimi ad esibirsi saranno i Flippeur sul Palco in Piazza Mazzini. Alle ore 18 troverà spazio, presso la Bancarella del Libro, la presentazione Geniali dilettanti di Matteo “Babe” Ferrari, un libro a metà tra la geografia e la sociologia della musica che racconta la relazione storica tra le occupazioni abitative e l’ascesa dei nuovi generi musicali come il post-punk e la techno nella Berlino anni ’80. Saranno presenti i curatori. Si continuerà sui tre palchi fino a mezzanotte. Dopo la mezzanotte, il Metapalooza proseguirà a Zona Sayo, dove Wild Honey Records e DJ Thomas Onorini guideranno la nottata. Per tutta la giornata sarà presente un punto di ristoro curato dalla ProLoco con il famoso Tortello Amaro di Castel Goffredo, fritti e panini, dalla prelibata cucina di Cactus, e dalle birre artigianali locali di Luppolajo e Birrificio Inesistente. La giornata sarà seguita live da Bang Bang Radio. Il programma completo dell’evento si trova qui: https://fb.me/e/3RD48ovI4
Domenica 27 alle ore 11.30, il Festival si chiuderà con l’esibizione del quartetto d’archi Ensemble Concordanze, che indagherà il rapporto tra musica classica e musica popolare, proponendo un repertorio di musiche dell’Est Europa e di Erwin Schulhoff.
Metapalooza è un festival anagraficamente giovane, ma che al suo settimo anno si è costruito una certa identità e ha chiare le proprie linee guida: promuovere gli artisti indipendenti e underground, far esordire i musicisti locali, favorire il DIY e l’autorganizzazione. Quest’anno ha ricevuto il supporto e la donazione di Fondazione Comunità Mantovana a seguito della vittoria del bando “Giovani e Sport 2026” e del Comune di Castel Goffredo.
Il Festival sarà dedicato a Marco Bianchini detto “Bianco”, uno dei primi promotori nel lontano 2018, che ci ha lasciato pochi giorni fa. Sarà un’occasione per stare insieme da parte della comunità cui è sempre appartenuto e cui sempre apparterrà. Qui di seguito il ricordo degli organizzatori:
“Marco Bianchini detto “Bianco”, fermatosi su una strada percorsa milioni di volte, diede la spinta e l’energia iniziale a questo festival nel lontano 2018. Come si dice, con retrogusto amaro: una vita fa. All’epoca si incontravano sogni e aspirazioni diverse che, per trovare uno sbocco comune, necessitavano del sostegno di alcuni facilitatori umani. Cioè persone che, a prescindere dal risultato finale immaginato dalle teste altrui, spingevano quei sogni e quelle aspirazioni un passo più in là verso la realizzazione. Persone come Marco Bianchini, insomma, il quale volle credere alle parole di qualcuno che desiderava ardentemente suonare dentro l’ex supermercato abbandonato Metà, di qualcun altro che vedeva quest’operazione come una riconquista di spazio fisico nel cuore di Castel Goffredo da parte di una scena musicale che vi era per lungo tempo rimasta ai margini, di altri che volevano riemergere dalla segretezza per tornare a mostrare il proprio volto, di altri ancora che volevano recuperare gli spazi in disuso per restiruir loro una dignità perduta, di chi voleva raccontare una storia e di chi voleva costruire castelli di calze e cartone. Non fu mai chiaro se il Bianco volesse qualcuna di queste cose, tutte, nessuna, o solo fare festa una volta di più. Come succede sempre, quel che si è capito bene è il vuoto che rimane quando la festa è finita, le luci si spengono, la musica tace, il canto dei grilli solitari accompagna un’altra aurora di questa campagna, su una strada percorsa milioni di volte. Questo festival è dedicato a lui.”
