13/10/2026

Justin Sullivan & Dean White, Bologna

14/10/2026

Europe, Milano

14/10/2026

Wayloz, Brescia

14/10/2026

Glenn Jones, Liam Grant, Gallarate (VA)

15/10/2026

Pooh, Roma

15/10/2026

Jack Savoretti, Milano

15/10/2026

Temic, Paderno Dugnano (MI)

16/10/2026

Pooh, Roma

16/10/2026

Tullio De Piscopo, Torino

16/10/2026

Calibro 35, Mestre (VE)

16/10/2026

Sick Tamburo, Padova

17/10/2026

Bouquet of Madness, Padova

Agenda

scopri tutti

Turin Brakes live Firenze

Un viaggio nella discografia tra melodie memorabili, armonie vocali e una dedizione alla musica che ignora ogni distrazione

4 ottobre, a Firenze c’è la data unica italiana del tour europeo autunnale dei Turin Brakes, dopo le loro tappe del marzo scorso. Un ritorno ricorrente nel nostro paese, dalle prime, lontane date in apertura ai Coldplay. Il bill di stasera del Flock Fest al Teatro Cartiere Carrara è per gusti musicali vari; li precede infatti Giancane e li seguono i Bull Brigade. La promozione è stata locale, non raggiungendo purtroppo i tanti fan della band presenti anche nel nostro paese, e così non siamo in molti a goderci il loro piuttosto lungo set, oltre un’ora e un quarto di pura meraviglia musicale.

Tra i primi a emergere alla fine degli anni Novanta in quello che NME in Gran Bretagna definì il New Acoustic Movement, si distinsero subito per la loro musica singolare e in verità difficile da definire e incasellare davvero. Olly Knights (voce e chitarra) e Gale Paridjanian (chitarra e voce) non si sono mai separati dai tempi della scuola producendo dal quel 1999, anno della fondazione della band, a ora, 9 album in studio, vari ep, due live, insieme ai fidi collaboratori di lungo corso Rob Allum alla batteria e Eddie Myer al basso. Sono tutti virtuosi del proprio strumento, ma non sono qui per metterlo in mostra, la bravura risiede nell’amalgama complessa dei suoni.

Alle 19:30, mentre il pubblico dopo la fine dell’esibizione di Giancane si è diretto in massa ai vari stand di pizza e drink numerosi nel teatro, tanto che il mixer è stato in modo totalmente anomalo spostato in galleria per allestire una grossa birreria al centro, salgono in sordina sul palco per fare di persona il soundcheck; questo è lunghissimo, una mezz’ora abbondante, e si capisce quanto la perfezione dell’output sia basilare per loro.

E infatti i suoni sono meravigliosi per tutta la durata il concerto, tutto è ben equilibrato, e le armonie vocali ci arrivano in tutta la loro unicità, raramente ripetibili con questa eccellenza in condizioni di live affatto perfette. Una volta soddisfatti, iniziano il concerto quasi senza soluzione di continuità. Sono perfettamente consapevoli che solo poche decine di persone si avvicinano e restano davanti al palco, mentre molti se ne sono già andati o stazionano ai ristori. Non fa niente, non importa.

Sono professionisti e regalano a noi pochi fortunati un live di rara bellezza, senza una sbavatura, senza prendere scorciatoie, portando in fondo senza fretta la scaletta prevista. E sorridono spesso, Gale accenna qua e là anche qualche parola in italiano. Sembra quasi che, nonostante il successo, i riconoscimenti, le lunghe e continue tournée, provino lo stesso piacere degli esordi nel suonare insieme, quello che tutti hanno all’inizio e poi quando passa la fame esibirsi resta solo un lavoro e una scala per il successo. Artisti veri, artisti puri, artisti immensi.

La set list accontenterebbe qualsiasi fan. Inizio folgorante: “Mind Over Money”, la penultima traccia dell’album d’esordio, quel “The Optimist lp” che nel lontano 2001 li fece scoprire al mondo. Con “Spacehopper” si fa il grande balzo dal primo all’ultimissimo album, una title-track che racchiude molto bene tutte le caratteristiche della band, compreso il lato giocoso che, di solito, viene mantenuto laterale. Scelta atipica posizionare un singolone come “Long Distance” così, presto. Tratto dal secondo album, “Ether Song” (2004), fu un singolo di enorme successo. Un pezzo che coniuga alla grande la parte intima della band alla forza esplosiva di un ritornello emozionante e catchy. Ancora un’incursione dal primo magico album con “Future Boy”, un vero classico delle loro scalette da sempre. Fa davvero piacere in lista “By Pod”, un brano dolce e profondo tratto dal quarto album, un lavoro colpevolmente sottovalutato: “Dark On Fire” (2007).

Dal quinto album, “Outbursts” (2010) tirano fuori “Apocolips”, un brano che sembra uscito dritto dalla fine dei ’60, e su cui dà grande prova di maestria il chitarrista e co-fondatore Gale Paridjanian. “We Were Here”, title-track dell’omonimo album del 2013, si conferma di anno in anno uno dei momenti più emozionanti della loro discografia. L’appeal di un singolo come “World Like That”, tratto da “Wide-Eyed Nowhere” (2022), si conferma anche in versione live. Nuovo estratto da “Outbursts”, stavolta attraverso il singolo “Sea Change”. La pesca dall’intera discografia non si ferma, perché col singolo “Keep Me Around” i Turin Brakes attingono anche dal loro settimo album, “Lost Property” (2016).

E la coda del concerto è davvero molto potente: “Last Chance”, apripista di “Dark On Fire” è una bomba. “Fishing For A Dream” è il singolo che tante band vorrebbero avere la capacità di comporre, e la canzone che per tutti noi non deve mai mancare in un loro concerto. Il loro secondo singolo di maggior successo, tratto da “Ether Song”. “Underdog (save me)”, ancora dal primo album, è sempre un piacere ascoltarla: il primo singolo che portò in luce la band. “What’s Underneath”, dall’ultimo album, è un vero e proprio viaggio lisergico che sembra tratto dalla discografia dei Pink Floyd.

E il concerto non poteva che concludersi che con “Painkiller”, la loro canzone di maggior successo di sempre, quella che conoscono tutti, anche chi non sa chi siano i Turin Brakes, e che scalò le classifiche di mezzo mondo. Non sappiamo quando torneranno nel nostro paese, ma speriamo che sia nel 2027. Non perdeteli, stavolta.

Articolo di Francesca Cecconi e Simone Ignagni, foto di Francesca Cecconi

Set list Turin Brakes Firenze 4 ottobre 2026

  1. Mind Over Money
  2. Spacehopper
  3. Long Distance
  4. Future Boy
  5. By Pod
  6. Apocolips
  7. We Were Here
  8. World Like That
  9. Sea Change
  10. Keep Me Around
  11. Last Chance
  12. Fishing For A Dream
  13. Underdog (save me)
  14. What’s Underneath
  15. Painkiller
© Riproduzione vietata

Iscriviti alla newsletter

Condividi il post!