28/09/2026

Evanescence, Bologna

28/09/2026

Eric Steckel, Milano

29/09/2026

Beartooth, Milano

01/10/2026

Fat Freddy’s Drop, Roma

01/10/2026

Courtney Barnett, Milano

01/10/2026

King Dude, Torino

02/10/2026

Fat Freddy’s Drop, Bologna

02/10/2026

Pooh, Firenze

02/10/2026

The Lemon Twigs, Bologna

02/10/2026

Folkstone, Campiano (RA)

02/10/2026

Ottodix, Venezia

02/10/2026

Pinhdar, Torino

Agenda

scopri tutti

Velveteen Queen – “The Greater Good”: lo Sleaze Rock guarda al presente

Il secondo album alterna ruvidità, melodie e passaggi più scuri, riportando la lezione glam verso un suono attuale

Credo che molti siano convinti che la scena glam e sleaze sia ormai roba da museo, un vecchio abito sgargiante dimenticato in fondo all’armadio insieme a lacca e bandane. Ma siete proprio sicuri che sia finita lì? Gli svedesi Velveteen Queen, con questo secondo album, “The Greater Good”, fuori il 18 settembre per Silver Lining Music, sembrano proprio dimostrare che non sia affatto così. Come al solito, mettete le cuffie e via, si parte.

L’attitudine stradaiola di Göteborg

“Too Far Too Gone” ha il compito di prendervi e portarvi a calci nella loro personalissima Sunset Strip, mettendo subito in chiaro che i Velveteen Queen questa attitudine sporca e ruvida ce l’hanno nel sangue e potete sentirla nota dopo nota. Insomma, una partenza con il botto, e già da qui potete sentire tutti quei richiami alla vecchia scuola che costituiscono il DNA musicale della band. E parlando proprio di riferimenti, il brano successivo, la title track “The Greater Good”, sembra uscire direttamente, per sonorità, da “Use Your Illusion” dei Guns N’ Roses. Non amo molto fare accostamenti diretti nelle recensioni, ma qui è inevitabile. Attenzione, non è una scopiazzatura sterile, piuttosto un’attitudine al suono e alla melodia che, piacevolmente, ti riporta indietro dritto a quell’album, punto a favore dei Velveteen Queen. Si prosegue sul solco dei brani precedenti con “Talk or Walk” e “Adrenaline”, dove tutti i richiami ai fasti della scena losangelina sono evidenti e palpabili. Ma con “Can’t Go Back In Time” le sonorità diventano più cupe, virando verso un taglio anche più attuale in fatto di attitudine musicale.

L’anima sleaze riemerge di prepotenza nelle tracce successive, come “Liar” e “Best of the Best”, per poi addolcirsi improvvisamente nell’immancabile ballad: “Sorry”. Un brano che permette di apprezzare al meglio la versatilità vocale di Samuel Nilsson. Una canzone che non inventa nulla di nuovo, ma che risulta molto orecchiabile e, vi assicuro, vi ritroverete ad ascoltare più volte. Ora basta smancerie. Un disco ha bisogno di un finale più pirotecnico ed eccovi infatti “Try (To Believe Me)”, che vi scuote per bene dopo la dolcezza della ballad precedente, regalandovi anche una dimostrazione dell’ottimo grado compositivo raggiunto da questa band.

Rispetto del passato, ma con l’anima moderna

Non posso che essere positivamente colpito da questo “The Greater Good”. Sicuramente, essendo amante delle band che palesemente hanno ispirato questi musicisti di Göteborg, parto già con qualche punto a favore, ma attenzione: citare musicalmente altri gruppi può avere due effetti. Può far sembrare una band una scialba copia oppure può significare rendere omaggio alle proprie influenze con originalità e freschezza. E questo è proprio il caso dei Velveteen Queen. Insomma, un album che per me è promosso a pieni voti, capace di onorare la vecchia scuola rendendola attuale, con brani che dimostrano capacità compositive e tecnica da vendere. Quindi ora, tirate fuori i pantaloni in spandex, fate partire il volume e lasciate che questi ragazzi di Göteborg vi trascinino in questo album. Perché se questo è il modo in cui la nuova generazione vuole far rivivere lo Sleaze, direi che possiamo tranquillamente rimettere la lacca sullo scaffale.

Articolo di Daniele Bianchini

Track list “The Greater Good”:

  1. Too Far Gone
  2. The Greater Good
  3. Talk Or Walk
  4. Adrenaline
  5. Can’t Go Back In Time
  6. Chains
  7. It Ain’t Over
  8. Liar
  9. Best Of The Best
  10. Sorry
  11. Try (Try To Believe Me)

Line up Velveteen Queen: Samuel Nilsson voce, tastiere / Lukas Axx chitarra / Noah Mårdh Chitarra / Vilmer Fall basso / Isac Borg batteria

Velveteen Queen online:
Instagram: https://www.instagram.com/velveteenqueen_band


FAQ sul nuovo album dei Velveteen Queen

Quando esce e qual è il titolo del nuovo album dei Velveteen Queen?
Il secondo album della band svedese Velveteen Queen si intitola “The Greater Good” ed esce ufficialmente il 18 settembre per l’etichetta Silver Lining Music.

Che genere musicale suonano i Velveteen Queen?
I Velveteen Queen propongono un sound incentrato sui generi Glam, Sleaze Rock e Hard Rock. Originari di Göteborg, uniscono un’attitudine stradaiola e ruvida a richiami della scena anni ’80 e ’90 con un tocco moderno.

A quali band si ispirano i Velveteen Queen in “The Greater Good”?
Il disco mostra forti influenze legate alla scena rock di Los Angeles e ai grandi classici del passato, in particolare ai Guns N’ Roses del periodo di “Use Your Illusion” (evidente nella title track “The Greater Good”).

Quali sono i brani principali dell’album “The Greater Good”?
Tra i brani più significativi dell’album spiccano:
“Too Far Too Gone”: la traccia d’apertura dall’impronta ruvida e stradaiola.
“Sorry”: la ballad che mette in risalto la versatilità vocale del cantante Samuel Nilsson.
“Try (To Believe Me)”: il pezzo finale di forte impatto ritmico e tecnico.

© Riproduzione vietata

Iscriviti alla newsletter

Condividi il post!