ven 26 settembre – COVO CLUB OPENING PARTY! w/Orchestra Marchetti
live: Hetta, Ekbom, PooPooTalks, Strebla, Five Bucks (POR/ITA – post hc/math grind/egg punk)
aftershow w/*** COVO CLUB ALL STARS DJSET ***
ven 3 ottobre – NATALIE BERGMAN (USA – soul gospel)
aftershow w/P.L.A.Y. vinyl selection
sab 4 ottobre – PUBLIC CIRCUIT (USA – synth punk) + Umarells (UK – psych pop)
mar 7 ottobre – L.A. WITCH (USA – post-punk/garage)
sab 11 ottobre – MCLUSKY (UK – punk rock) x Covo Club 45 festival
+ Komarov Magnificent Backflip (ITA – post punk)
dom 12 ottobre – ΣTELLA (GRE – alternative pop)
gio 16 ottobre – NICK MULVEY (UK – alternative folk) + Harrison Storm (AUS – indie folk)
ven 17 ottobre – LA LUZ (USA – psych-rock) x Covo Club 45 festival
+ Thanya Iyer (CAN – experimental pop/future folk)
sab 18 ottobre – NEW CANDYS (ITA – psych rock) + Oodal
mar 21 ottobre – CURTIS HARDING (USA – soul) @TPO Bologna
ven 24 ottobre – AABU (ITA – alt rock) + Acquadistillata
sab 25 ottobre – THE K’S (UK – indie rock) *data unica italiana*
aftershow w/Cool Britannia
dom 26 ottobre – VLURE (UK – proto techno/rave/hc punk)
mar 28 ottobre – SPIRIT OF THE BEEHIVE (USA – psych rock)
ven 31 ottobre – BELIZE (ITA – electro/trip hop) + Arssalendo
aftershow: Halloween party
Per tutti i concerti, prevendite disponibili su DICE.
Tutti gli eventi e le info aggiornate sul sito ufficiale del Covo Club.
ASSOCIAZIONE CULTURALE HOVOC e INFO TESSERAMENTO
L’ingresso è riservato ai soci tesserati HOVOC 25/26. La tessera ha validità per tutta la stagione 2025/2026 e ha un costo di 5€. Info tesseramento: http://covoclub.it/bo/tesseramento
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BIO ARTISTI e INFO CONCERTI
COVO CLUB OPENING PARTY!
w/Orchestra Marchetti | live: Hetta, Ekbom, PooPooTalks, Strebla, Five Bucks – venerdì 26 settembre
Comincia la stagione numero 45 del nostro club preferito, e sarà ricchissima. Non poteva che non essere immensa anche la festa d’apertura, con tante realtà che riescono ancora a rendere speciale il nostro territorio e importante la musica che si muove nel sottobosco alternativo.
Vi aspettiamo il 26 settembre, dalle 21 a notte inoltrata, con 5 band clamorose: Hetta, Ekbom, Poo Poo Talks, Strebla e Five Bucks. In compagnia delle crew di Orchestra Marchetti, Ceneri DIY e Samuto Booking.
Sarà una grande festa collettiva, chiusa con la selezione musicale della nostra All Stars di djs del Covo Club, fino a tarda notte. Una stagione di musica di qualità, di artisti amatissimi da tutto il mondo, di socialità, condivisione, amore e rock è in arrivo, non vediamo l’ora di rivederci tutti.
In concerto:
HETTA (POR – screamo noise)
+ EKBOM (ITA – math grind)
+ POO POO TALKS (ITA – egg punk)
+ STREBLA (ITA – post hc)
+ FIVE BUCKS (ITA – synth rok)
PREZZI – prevendita: 10€ + d.p., alla porta: 8€ – aftershow (da mezzanotte): FREE
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NATALIE BERGMAN – venerdì 3 ottobre
La cantautrice e produttrice di base a Los Angeles Natalie Bergman, arriva al Covo dopo l’uscita del secondo album solista, My Home Is Not In This World, pubblicato lo scorso 18 luglio per Third Man Records.
Se qualcuno ricostruisse e reinventasse la Motown nel deserto californiano, il suono potrebbe somigliare sicuramente a quello di My Home Is Not In This World. Registrato interamente in analogico su nastro e prodotto dal fratello e collaboratore di lunga data Elliot Bergman, l’album da 12 tracce brilla di soul gospel, malinconia country-western e grinta rock ‘n’ roll, il tutto filtrato attraverso l’inconfondibile voce di Natalie. “Il titolo è un omaggio al mio desiderio di un altrove,” rivela Natalie. “Rappresenta la mia volontà di non far parte di ciò che accade nel mondo digitale e in cui ho cercato di essere l’antitesi di molta musica contemporanea. Ci sono suoni legati alla terra e molte canzoni parlano d’amore. Allo stesso tempo, parla della ricerca del mio posto nel mondo, anche se non ho mai sentito davvero di appartenere a questo in cui viviamo.”
A fare da apripista è il singolo “Gunslinger”, in cui la voce fumosa di Natalie si distende su una linea di chitarra spettrale, archi cinematografici e un groove che cresce lentamente, evocando le colonne sonore dei classici western e il soul d’altri tempi. Il testo parla di desiderio e traccia il ritratto di un amore non corrisposto: o per qualcuno di irraggiungibile, o forse, molto più probabilmente per un luogo che non esiste davvero.
Dopo il suo acclamato debutto solista del 2021, Mercy, intriso di lutto e riflessione spirituale perché scritto in seguito alla tragica perdita del padre e della matrigna, My Home Is Not In This World nasce come celebrazione di una nuova vita e di rinascita. Infatti, Natalie ha dato alla luce suo figlio, Arthur, nel 2024, e l’esperienza della maternità ha inciso talmente tanto nella sua musica trasformandola in qualcosa di tenero e trascendente al tempo stesso.
Il lavoro solista di Bergman e il suo primo album Mercy hanno ricevuto ampi consensi dalla critica, con riconoscimenti importanti da parte di NPR e Rolling Stone. Con My Home Is Not In This World, Natalie entra ancor più nel cuore della sua mitologia personale, che affonda le radici nell’esperienza vissuta ma si eleva grazie a una grazia quasi ultraterrena. In continua evoluzione, Natalie Bergman è pronta a toccare i cuori, scuotere gli spiriti e ricordarci dove si trova davvero la nostra casa, o dove non si trova.
PREZZI – prevendita: 16,50€ + ddp, alla porta: 19€
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PUBLIC CIRCUIT + Umarells – sabato 4 ottobre
PUBLIC CIRCUIT
Se la musica elettronica è una teologia sacra, la band newyorkese Public Circuit è l’eretica pagana che spinge il genere in avanti con un’indomabile voglia di vivere. Dopo essersi trovati all’inizio del 2023, Ethan Biamont, Sean Holloway e Nelson Fisher pubblicheranno il loro secondo album “Modern Church” il 12 settembre tramite l’etichetta à La Carte Records.
In Modern Church, il trio di New York smantella e ricompone il post-punk con precisione chirurgica. Sparisce ogni pretesa di revival rétro, mentre ciò che resta è qualcosa di più tagliente, oscuro e completamente personale. Grazie a un nuovo spirito di collaborazione tra tutti e tre i membri, questo è un disco che danza sia alla luce tremolante delle candele che sotto il bagliore dei neon, canalizzando un impulso austero di strumentazione elettronica angolare e ritmi percussivi grezzi, il tutto avvolto nel dolore lucido del sophisti-pop, per un suono che è in egual misura rituale e rivoluzione.
Dopo l’uscita del loro album di debutto nel 2024, la band ha portato “Lamb” in tour con concerti sold-out in 30 stati, inclusi festival come New Colossus, Hopscotch e MACROCK. Continueranno a diffondere il loro vangelo questo autunno, sia negli Stati Uniti che in Europa.
UMARELLS
Umarells – il cui nome deriva proprio da quella parola bolognese che indica i pensionati che osservano i cantieri! – è una band di Manchester. Assemblano elementi di post-hardcore, shoegaze, Midwest emo e indie-psych anni 2000 per dar vita a riflessioni su lutto, perdita e relazioni finite, attraversate da un’introspezione profonda come l’oceano.
“One More Day”, l’EP di debutto degli Umarells, uscito nel novembre 2024, attraversa picchi, cadute e capovolgimenti per offrire un posto in prima fila sulle montagne russe emotive della vita.
Il loro nuovo singolo “Moment Before The End”, registrato con il produttore Alex Greaves (Working Men’s Club, bdrmm), è uscito il 10 luglio 2025.
PREZZI – prevendita: 12€ + ddp, alla porta: 12€
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L.A. WITCH– martedì 7 ottobre
Le L.A. Witch hanno sempre emanato un’aura di disinvolta raffinatezza, sia che si manifestasse come il rock‘n’roll essenziale e laconico del loro omonimo album di debutto, che come l’avventurosa e bruciante austerità del loro secondo disco “Play With Fire”. La band — composta da Sade Sanchez (chitarra/voce), Irita Pai (basso) ed Ellie English (batteria) — è nata come un progetto informale, ma le canzoni sensuali e ammalianti, avvolte nel riverbero, hanno fatto colpo con il pubblico, portando il progetto oltre il circuito ristretto di amici e colleghi nel sud della California verso una platea più ampia.
Nel loro nuovo album, “DOGGOD”, il trio spinge il proprio lavoro creativo oltre i confini precedenti, sia in termini artistici che geografici, scegliendo di comporre il disco a Parigi e registrare le tracce presso i Motorbass Studio sulla Rue des Martyrs. “DOGGOD” esplora territori sonori più vasti, utilizza un arsenale più ricco di timbri e affronta temi esistenziali e cosmici più ampi, pur mantenendo il tratto distintivo della band: un senso di proibito, abbandonato e inquietante.
“DOGGOD” è un modo per affrontare l’enigma universale intrecciato nella natura spirituale dell’amore e della devozione.
“Mi sento come una sorta di serva o schiava dell’amore,” dice Sanchez. “C’è la volontà di morire per amore, nel processo di servirlo, di soffrirne o di cercarlo… proprio come farebbe un cane fedele e devoto”.
Il titolo dell’album è un palindromo che fonde insieme le parole DOG (cane) e GOD (Dio) — un’esaltazione della sottomissione e una sovversione del divino. È un omaggio alla purezza dei cani e un riconoscimento del loro amore incondizionato e della loro natura protettiva, in contrasto con i significati dispregiativi spesso associati a questa specie.
“Esiste un legame simbolico tra le donne e i cani che esprime la posizione subordinata della donna nella società,” spiega ancora Sanchez. “E qualsiasi cosa incarni caratteristiche divine non ha mai meritato di essere usata come insulto”. Queste esplorazioni contraddittorie tra amore e sottomissione si manifestano nella fusione della tipica alchimia garage della band con un nuovo innesto al profumo di post-punk.
Alla fine, “DOGGOD” rappresenta perfettamente l’approccio delle L.A. Witch. È allo stesso tempo romantico e minaccioso, reverente e profano, una celebrazione e un lamento. Trova il filo che unisce passato e presente, rielaborando suoni familiari per l’era moderna. Ma segna anche l’inizio di una nuova fase per la band, che guarda oltre i ricordi in Kodachrome dell’America di metà secolo per scavare più a fondo nelle energie medievali e gotiche di Parigi e oltre, sondando anche l’interiorità di un cuore contaminato.
PREZZI – prevendita: 13,50€ + ddp, alla porta: 16€
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MCLUSKY x Covo Club 45 festival
+ Komarov Magnificent Backflip– sabato 11 ottobre
COVO CLUB 45 YEARS FESTIVAL | 45 anni di storia del rock. L’alt venue più longeva d’Italia celebra questa ricorrenza con una rassegna di concerti imperdibili, tra punk rock e indie, tra post punk e rock’n’roll: band che hanno fatto la storia della nostra venue e gruppi che la faranno si alterneranno sul palco, in un mese di festeggiamenti fatto di chitarre, balli e soprese. YOU HEARD IT HERE FIRST. SINCE 1980!
I Mclusky sono un ruvidissimo trio gallese, a cavallo tra punk e indie rock, nato nel 1998. Guidati da Andrew Falkous (voce/chitarra), la formazione originale includeva anche Matthew Harding (batteria) e Jonathan Chapple (basso). Il debutto discografico arriva nel 2000 con “My Pain and Sadness Is More Sad and Painful Than Yours”, seguito dall’acclamato “Mclusky Do Dallas” (2002), prodotto da Steve Albini e considerato un grande salto in avanti. Dopo un terzo album nel 2004, la band si scioglie nel 2005. Falkous formerà in seguito i Future of the Left. Dal 2015 i Mclusky iniziano a riunirsi, prima come Mclusky*, poi recuperando il nome originale. Nel 2023 pubblicano “unpopular parts of a pig”, primo inedito in 19 anni e anticipazione del loro quarto album “the world is still here and so are we”.
in apertura: Komarov Magnificent Backflip
Il progetto Komarov Magnificent Backflip nasce in una sporca e umida cantina nel quartiere San Donato di Bologna. Dopo qualche cambio di formazione il quartetto si stabilizza con Riccardo, Daniele, Thom e Roda. Nel 2023 esce il primo disco autoprodotto e autodistribuito dal titolo Fingerblaster, 8 tracce registrate in una sala prove davanti una Lidl di periferia. Nel 2024 vincono la selezione per La Zona D’Ombra indetta dalla Bronson Recordings, nel luglio 2025 registrano quello che sarà il nuovo disco che uscirà a marzo 2026 per l’etichetta.
PREZZI – prevendita: 17€ + ddp, alla porta: 20€
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ΣTELLA – domenica 12 ottobre
Il 4 aprile, l’artista greca Σtella (pronunciato “Stella”) ha pubblicato il suo affascinante nuovo album Adagio in formato CD/LP/DSPs via Sub Pop.
Adagio è un album pop che avvolge l’ascoltatore come una calda coperta, grazie a chitarre con corde in nylon, percussioni leggere come piume, tastiere psichedeliche e batterie Staccato. Scritto e registrato nell’arco di cinque anni con un gruppo di collaboratori internazionali, tra cui Rafael Cohen dei !!! e il cantautore britannico Gabriel Stebbing, Adagio è una meditazione di 27 minuti sull’amore e il desiderio, il riposo e il tempo.
Sebbene la maggior parte delle tracce sia cantata in inglese, come tutti i suoi album precedenti, Σtella presenta anche le sue prime due canzoni in greco: Omorfo Mou e una cover di un classico cult del 1969 della Greek New Wave, Ta Vimata di Litsa Sakellariou.
Adagio segue l’uscita del suo album di debutto con Sub Pop, Up and Away (2022), che ha superato i tre milioni di ascoltatori mensili su Spotify e ha ottenuto importanti sincronizzazioni musicali, tra cui la serie Industry di MAX e una campagna pubblicitaria online per H&M.
PREZZI – prevendita: 17€ + ddp, alla porta: 20€
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NICK MULVEY + Harrison Storm – giovedì 16 ottobre
C’è qualcosa di silenziosamente radicale in Nick Mulvey. Le sue canzoni non gridano per attirare l’attenzione, eppure la esigono. La sua musica è sempre stata un invito sottile e profondo: ad ascoltare più attentamente, a uscire dal frastuono, a sentire—anche quando è difficile. In un mondo pieno di distrazioni, lui riesce a farsi strada offrendo qualcosa di raro: musica che parla all’anima, senza paura di sfidare, senza paura di risvegliare.
Attraverso intricati arpeggi di chitarra che sembrano avvolgersi all’infinito, Mulvey crea un ponte naturale tra il sacro e il quotidiano come pochi altri artisti sanno fare. La sua musica racchiude il peso poetico di Leonard Cohen, la fragilità introspettiva di Nick Drake e il battito ipnotico e poliritmico dei maestri della chitarra dell’Africa occidentale come Ali Farka Touré.
Dai suoi primi anni di studi in etnomusicologia a Londra, al perfezionamento della chitarra a L’Avana, fino alla co-fondazione dei Portico Quartet, nominati ai Mercury Prize, il percorso di Mulvey è stato tutt’altro che convenzionale. Il suo brillante album di debutto da solista, First Mind (2014), lo ha consacrato come una delle voci più uniche della musica contemporanea—valendogli una seconda nomination ai Mercury Prize e il plauso per il suo stile ipnotico alla chitarra e la sua lirica profondamente poetica. Il suo secondo album, Wake Up Now (2017), ha ampliato la sua portata sonora e tematica, intrecciando ritmi globali, coscienza ambientale e un invito collettivo al risveglio in inni di speranza e azione.
Con New Mythology (2022), Mulvey ha approfondito ulteriormente le dimensioni spirituali e mitiche della composizione, creando brani che sembrano allo stesso tempo antichi e urgenti, intimi e universali.
Ora, con la fondazione della sua etichetta Supernatural Records e il lancio dei suoi nuovi album Dark Harvest Part 1 e Dark Harvest Part 2, Mulvey si trova in uno stato di indipendenza artistica e rinnovata forza creativa.
Questi dischi lo vedono collaborare con un cast di produttori di fama mondiale, tra cui il leggendario Jimmy Hogarth (Amy Winehouse, Paolo Nutini), l’innovativo Leo Abrahams (Brian Eno, Jon Hopkins) e i celebri Parisi Brothers (Ed Sheeran, Fred Again).
“Per me, Dark Harvest Part 1 racconta la discesa e il dolore che mi hanno colpito negli ultimi tre anni, tra le perdite e le sfide che ho affrontato. Anni spesso brutali, ma che mi hanno anche reso più sensibile, come credo sia accaduto a molti altri. Creare questa musica mi ha aiutato ad attraversare tutto questo. Dark Harvest Part 2 è il primo raccolto dopo un lungo inverno, canzoni che parlano di una nuova creazione e di una fede più chiara.
Quando ero nel momento più difficile, in ginocchio, un’amica mi ha detto: ‘Ci sarà un raccolto oscuro da tutto questo, Nick, ci sarà un tesoro da queste difficoltà’. E aveva ragione.”
Nella scia degli artisti che riescono a connettere mondi diversi—Paul Simon, Jeff Buckley, José González—Nick Mulvey continua a scolpire un percorso tutto suo. Con Dark Harvest Part 1 e Part 2, ci regala album che si aprono come un orizzonte sconfinato: espansivi, luminosi e vivi di possibilità.
in apertura: Harrison Storm
Harrison ha scoperto i poteri terapeutici della musica in giovane età. Cresciuto in una cultura di mascolinità tossica, ascoltava artisti come City and Colour, Angus Stone e Jeff Buckley e si sentiva meno isolato. Quei musicisti hanno ispirato Harrison a intraprendere la propria carriera musicale e, nel 2015, ha iniziato a fare busking per le strade di Melbourne, dove riuscì a guadagnare abbastanza da finanziare il suo EP di debutto Sense of Home. Poco dopo arrivò un contratto discografico con Nettwerk e, nel corso dei sette anni successivi, Harrison pubblicò quattro EP: Change It All (2017), certificato oro, Falling Down (2019), Be Slow (2020), anch’esso certificato oro, e Under Dusk (2022) – quest’ultimo in collaborazione con Enna Blake. Le canzoni di Harrison hanno da allora superato i 500 milioni di stream, ottenendo passaggi radiofonici su triple j in Australia e sulla BBC Radio 2 nel Regno Unito. Il brano Sense of Home è stato certificato oro in Canada nel 2020.
Ora, con Empty Garden in uscita il 3 ottobre 2025, Harrison si sta aprendo più che mai.
PREZZI – prevendita: 17€ + ddp, alla porta: 20€
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LA LUZ x Covo Club 45 festival – venerdì 17 ottobre
“I was in a dream, but now I can see that change is the only law.”
Con un credo ispirato alla scrittrice di fantascienza Octavia E. Butler, un titolo preso da una raccolta di poesia metafisica e una nuova consapevolezza scaturita da una crisi personale, la chitarrista e cantautrice Shana Cleveland impara ad abbracciare un mondo in cambiamento con amore incondizionato in “News of the Universe”, il nuovo album della rock band californiana La Luz.
“News of the Universe” nasce dalla calamità: è un’opera di psichedelia oscura e affascinante che riflette l’esperienza di Cleveland, il cui mondo è andato in frantumi a causa di una diagnosi di cancro al seno, ricevuta appena due anni dopo la nascita del figlio. È anche il ritratto di una band in trasformazione: è il primo album con la batterista Audrey Johnson, e l’ultimo con due membri storiche, la bassista Lena Simon e la tastierista Alice Sandahl, la cui presenza conferisce un tono dolceamaro a un disco che è insieme elegia di un vecchio mondo e mappa cosmica verso uno nuovo e sconosciuto.
Ma esiste forse una band più adatta di La Luz a catturare il caos del cambiamento nella sua bellezza disordinata? Fondata da Cleveland nel 2012, La Luz è amata per la sua abilità nel bilanciare disordine e armonia, ogni nuovo album è un’ulteriore messa a punto del mix tra riff sicuri e voci angeliche che attingono dal doo-wop e dal folk. Una band così costantemente valida che “News of the Universe”, con la sua nuova sicurezza e la sua musicalità, risulta ancora più impressionante.
Ciò che si cela nell’ombra di News of the Universe è nientemeno che la morte.
«Ci sono momenti in questo album che per me suonano come la confessione frenetica prima che un asteroide distrugga la Terra,» racconta Cleveland.
Dal punto di vista sonoro, il disco è pura urgenza. I brani si inciampano l’uno sull’altro, come se cercassero di sfuggire all’apocalisse. I suoni sintetici dell’ultimo disco La Luz (2021), che imitavano il ronzio estivo della campagna, ora sembrano dispersi nello spazio: code di comete, polvere di stelle, piogge celesti.
Le osservazioni terrene incluse nel disco nascono dalle passeggiate di Cleveland attorno a casa, nei giorni storditi dopo la diagnosi, quando doveva prestare attenzione a ciò che assorbiva.
«Vedere il ciclo della vita, vedere le cose crescere dalla decomposizione — dalla decomposizione di altri esseri viventi — è stato molto rassicurante per me. Dovevo arrivare a un punto in cui mi sentivo più a mio agio con l’idea della morte,» racconta.
Ma a ogni momento di paura corrisponde uno di pura estasi. La profonda apertura che permea News of the Universe è dovuta anche al fatto che è stato realizzato interamente da donne — dalla performance alla scrittura, dalla produzione alla registrazione, fino al mastering. «C’è qualcosa di intrinsecamente dolce e brutale allo stesso tempo nella femminilità,» dice Cleveland. «È qualcosa che sento in questo disco.»
Senza vergogna nella vulnerabilità, senza timore nella femminilità, e decisamente trionfante, News of the Universe è un altro disco eccezionale di una band così brillante che forse è stata sottovalutata nella sua capacità di innovare: donne che nella scena indie tracciano un cammino tutto loro, seguendo la propria stella artistica verso galassie al di là delle mode musicali, guidate da una fede autentica nel potere cosmico dell’amore e di un grande riff. Mai come in questo album, che è forse il più brutale di La Luz — ma anche il più estatico. Dopo tutto questo… come potrebbe non esserlo?
in apertura: Thanya Iyer
Thanya Iyer è una enigmatica cantautrice la cui scintillante musica pop sperimentale abbraccia la consapevolezza, la bellezza estetica e l’interconnessione di tutte le cose. L’album di Iyer del 2025, TIDE/TIED, amplia il future-folk già presente nel suo album KIND del 2020, incluso nella long list del premio Polaris.
Con pennellate di pop influenzato dal jazz e un’atmosfera da ensemble resa possibile dal drumming meditativo di Daniel Gélinas, dal polistrumentismo avventuroso di Pompey e dall’arpa celestiale di Emilie Kahn, Thanya Iyer costruisce un mondo musicale stratificato che Pitchfork ha descritto come “un sogno lucido che si scioglie costantemente ai bordi.”
PREZZI – prevendita: 16€ + ddp, alla porta: 18€
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NEW CANDYS + Oodal – sabato 18 ottobre
I New Candys sono pronti a presentare il loro attesissimo quinto album, The Uncanny Extravaganza, pubblicato da Fuzz Club e Dischi Sotterranei. Questo disco segna una decisa evoluzione nel sound della band, fondendo le sue radici rock con influenze elettroniche e una produzione all’avanguardia, e dando vita a un’esperienza sonora che sfugge alle etichette di genere. L’album rappresenta anche l’inizio di un nuovo capitolo per la band, con una formazione rinnovata: i membri storici Fernando Nuti (voce, chitarra, synth, programmazione) e Dario Lucchesi (basso, synth, programmazione) sono affiancati da Emanuele Zanardo (chitarra, cori) e Francesco Giacomin (batteria, percussioni, campionatore). Il disco segue la pubblicazione di Vyvyd nel 2021, che ha portato il gruppo in tour tra Nord America ed Europa fino alla fine del 2023.
La realizzazione di The Uncanny Extravaganza è iniziata alla fine del 2022, quando la band ha cominciato a lavorare a nuovo materiale. Nuti, principale autore dei brani, racconta:
«È stato un periodo intenso ed emozionante. Avevo molte canzoni e idee che volevo provare con la band, e alla fine abbiamo presentato Crime Wave dal vivo. Non viviamo vicini e non possiamo provare spesso, quindi abbiamo trovato una soluzione nei nostri home studio. Questo nuovo processo ci ha permesso di sperimentare di più e mi ha dato modo di esplorare rapidamente diversi arrangiamenti per trovare quello migliore per ogni brano».
L’interesse crescente di Lucchesi per la musica elettronica ha avuto un ruolo chiave nel definire la direzione dell’album, rendendo il suo passaggio dalla batteria al basso un’evoluzione naturale. Spiega:
«Il cambiamento nella formazione e il mio passaggio al basso hanno creato le condizioni per portare nuove idee al gruppo. Lavorare da solo, con i miei tempi e i miei metodi, mi ha permesso di esplorare ed esprimermi meglio. Ho trovato stimolante lavorare a distanza, scambiandoci i progetti e vedendo i progressi dei brani su cui sia io che Fernando potevamo intervenire, suonando tutti gli strumenti e rompendo con i ruoli stabiliti dal vivo e nei dischi precedenti».
La collaborazione tra Nuti e Lucchesi ha prodotto brani notevoli come Regicide e Night Surfer, arricchiti anche dai contributi di Zanardo e Giacomin, contribuendo all’evoluzione sonora della band e culminando in alcune delle migliori canzoni mai scritte dai New Candys.
La produzione è stata affidata a Maurizio Baggio (The Soft Moon, Boy Harsher), che ha lavorato a stretto contatto con la band per tutto il 2024, suddividendo le sessioni di registrazione lungo l’anno per concentrarsi nei dettagli su ogni traccia.
La varietà sonora dell’album, tratto distintivo dei New Candys, è più marcata che mai. Il titolo stesso unisce termini contrastanti, a riflettere la visione artistica sfaccettata della band. Dai suoni aggressivi e ruvidi di Regicide e Crime Wave, ai toni minimali e malinconici di Aquawish e Final Mission, il disco attraversa un’ampia gamma di stili. Tracce come Night Surfer e Wild Spaghetti West presentano riff influenzati dal western e dal surf, mentre Cagehead e You’ll Never Know Yourself offrono finali psichedelici.
Dal punto di vista lirico, l’album esplora temi surreali e talvolta criptici, con un motivo ricorrente legato all’acqua, ispirato dalla vicinanza della band a Venezia. Nuti riflette su come tutto ciò che è sott’acqua si trasformi: appare onirico, distorto, inaccessibile e spesso privo di vita – immagini che ha usato in senso metaforico, collegandole alla realtà per ispirare testi e artwork. L’album trasmette anche un senso di ribellione, riflettendo su come la pandemia abbia rappresentato un’occasione per rivedere le priorità, una possibilità che la politica mondiale ha mancato.
in apertura: Oodal
“Un mix di elettronica, post-rock e vibrazioni dream pop. Siamo Gaia (voce), Edo (batteria elettronica e campionatori), Fabio (basso e synth) e Antonio (chitarre elettriche). Oodal è il nostro nome, ispirato a una parola tamil che descrive il “gioco delle parti” tra due amanti, un intreccio di tensioni e armonie che si dissolvono in un nuovo equilibrio. È così che nasce anche il nostro suono: dall’incontro e dalla scoperta, da opposti che si attraggono e si fondono”.
PREZZI – prevendita: 12€ + ddp, alla porta: 12€
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CURTIS HARDING @ TPO Bologna – martedì 21 ottobre
Tra gli artisti più visionari del soul contemporaneo, Curtis Harding è la prova vivente della magia che nasce quando talento musicale e immaginazione senza limiti si incontrano. Nel suo quarto album in studio, il cantautore di Atlanta ha dato vita a un ciclo di brani che esplorano il senso di nostalgia e smarrimento che si prova quando ci si trova lontani da casa. Un sentimento autentico, trasformato poi in un concept album ambizioso su un pilota disperso nello spazio. Departures & Arrivals: Adventures of Captain Curt fonde l’epicità di un’opera spaziale con l’intensità emotiva della soul classica, aggiungendo nuova forza alla già eclettica cifra stilistica di Harding.
Prodotto dallo stesso Harding presso gli Electric Deluxe Recorders di Austin (lo studio di Adrian Quesada dei Black Pumas), l’album è il seguito diretto di If Words Were Flowers (2021), acclamato dalla critica e definito da UPROXX come “tra la migliore soul moderna in circolazione”. Per Harding, riprendere in mano la produzione è stato un ritorno alle origini e, allo stesso tempo, un passo avanti. “Ho prodotto il mio primo disco, quindi è stato come tornare a casa, ma stavolta con molta più consapevolezza e libertà sonora,” racconta. “Mi piace creare mondi in studio, seguire l’ispirazione del momento e sperimentare invece di ripetere sempre gli stessi schemi.” Registrato in gran parte dal vivo con una band completa, Departures & Arrivals spazia dal funk spaziale al pop barocco, fino al rock psichedelico, mettendo sempre in primo piano la voce magnetica di Harding e il suo tocco chitarristico acceso e vibrante.
La genesi dell’album è frutto della sua istintiva creatività. “Sono spesso lontano da casa, quindi molti brani nascono da quel senso di disorientamento e dal desiderio di tornare dalle persone che amo,” spiega. “Da lì ho immaginato un personaggio che parte per un viaggio e si perde nello spazio, attraversando galassie e dimensioni diverse alla ricerca della strada di casa.” Harding cita Ridley Scott tra i suoi registi preferiti e rivela che l’impianto cinematografico dell’album ha influenzato molte delle sue scelte produttive – come l’uso massiccio di archi sinfonici firmati da Steve Hackman (compositore che ha collaborato con artisti come Doja Cat e Andrew Bird). “Ho sempre usato archi nei miei dischi, ma mai in questo modo: Steve mi ha portato altrove.”
Nonostante il contesto fantascientifico, Departures & Arrivals rimane ancorato a una profonda verità emotiva, grazie all’intensità dei testi. Ad esempio, il brano “True Love Can’t Be Blind” celebra un amore che resiste alla distanza, tra riff di pianoforte radiosi e armonie avvolgenti. “Time” è uno dei momenti più energici del disco: fiati soul, cori potenti e un messaggio di speranza per chi si sente perso. “Quando ti senti solo è difficile vedere la luce, così ho voluto scrivere qualcosa che aiutasse a guardare avanti,” dice Harding. “Ci vuole tempo, ma se continui a provarci, prima o poi ce la fai.” E in “The Power”, l’album si accende in un inno disco dalle venature politiche: groove incalzanti e archi febbrili per riflettere sul potere, sia interiore che sociale. “Nel contesto del disco, è il potere che può riportarmi a casa. Ma parla anche di ciò che succede nel mondo: chi ha il potere prende sempre, ma non restituisce mai. Con questa canzone voglio dare alla gente un momento di liberazione, un invito a vivere e divertirsi nonostante tutto.”
Dall’apertura romantica e orchestrale di “There She Goes” fino alla maestosità visionaria di “Hard As Stone”, Departures & Arrivals rappresenta la massima espressione dell’universo musicale di Harding. Nato in Michigan ma cresciuto ad Atlanta, ha iniziato a cantare e suonare la batteria in chiesa con la madre, cantante gospel che lo ha introdotto a gruppi storici come i Mighty Clouds of Joy. A casa si ascoltavano i classici della Stax e della Motown, il rap anni ’90 amato dalla sorella e l’alt-rock dei suoi amici. Harding ha iniziato a rappare a nove anni, per poi passare alla chitarra e alla scrittura. Nei primi anni 2000 lavora nel team promozionale della storica etichetta LaFace Records (culla di OutKast) e diventa corista per CeeLo Green. Il suo debutto come solista arriva nel 2014 con Soul Power, seguito dal successo di Face Your Fear (2017), che lo porta a condividere il palco con artisti come Jack White e ad esibirsi nei maggiori festival del mondo come il Lollapalooza.
L’album si chiude con il sogno riverberato di “Running Outta Space”, lasciando un messaggio chiaro: Departures & Arrivals segna l’inizio di una nuova fase artistica per Harding, senza mai tradire la sua visione. “Quando ti senti perso, sapere che qualcun altro ha provato lo stesso può farti sentire meno solo,” dice Harding. “Questo è il senso dell’album: sentirsi smarriti fa parte del viaggio. E il viaggio è la parte più importante. Quando lo capisci, sei già sulla strada giusta. Stai già tornando a casa.”
PREZZI – prevendita: 25€ + ddp, alla porta: 30€
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AABU + Acquadistillata – venerdì 24 ottobre
Aabu | Stammi Vicino release party
Stammi Vicino è il terzo disco degli aabu e arriva a 7 anni di distanza dal precedente (omonimo) uscito nel 2018 per Brutture Moderne.
L’album segna una svolta netta nelle sonorità della band, che abbandona del tutto gli approcci distorti e minimalisti del passato per migrare verso mondi fatti di contaminazioni elettroniche, arrangiamenti stratificati e complessi, ritmiche sintetiche affiancate a strumenti acustici e tradizionali.
La “forma canzone”, da sempre al centro dell’attività creativa degli aabu, resta anche in questo caso alla base della scrittura, ma alle strutture canoniche si affiancano episodi destrutturati che portano l’ascoltatore in territori nuovi e inesplorati, privi di punti di riferimento. In questo senso spicca Ho Paura di Me, brano di chiusura del disco nonché manifesto lirico e strumentale del nuovo corso della band.
I temi trattati, come preannunciano il titolo e la copertina, ruotano attorno al concetto di vicinanza e resistenza all’individualismo, raccontano una anacronistica rinuncia alle sovrastrutture per mostrarsi (nel bene e nel male) per ciò che si è davvero, messi a nudo tanto nei propri pregi quanto nelle proprie zone d’ombra.
Le canzoni del disco nascono dal desiderio di sentirsi parte di qualcosa di più grande, il bisogno sempre più attuale di ritrovare la vera vicinanza umana come antidoto alle relazioni sintetiche, per sentirsi davvero vivi e accettarsi per quello che si è. In questo senso, Stammi Vicino sembra più un percorso di psicanalisi che un semplice album.
MORE INFO COMING SOON
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THE K’S – sabato 25 ottobre *data unica italiana*
Nelle cittadine britanniche dove non succede molto al di là della vita reale, c’è abbastanza tranquillità per elaborare piani e l’energia, lo slancio e l’iniziativa necessari per alimentare ogni desiderio di fuga. I The K’s, un fenomeno indie rock a quattro elementi proveniente dal Merseyside che racconta il mondo reale, sono cresciuti in una città “di mezzo” e hanno sfruttato ogni vantaggio e svantaggio di una giovinezza isolata per creare il loro album di debutto, “I Wonder If The World Knows?”, che ha raggiunto la Top 3 della UK Official Album Chart al primo tentativo.
Un successo nato dalla convinzione. Catalizzato da tournée sold out in tutto il Regno Unito, culminate in un “ritorno a casa” da 3.700 persone all’O2 Victoria Warehouse di Manchester, il premio come Miglior Rivelazione ai Nordoff Robbins Northern Music Awards 2024 (noti come i “Brit del Nord”) e l’approdo sui palchi dei più importanti festival, tra cui il debutto a Glastonbury nel 2024, oltre a Reading, Leeds, Isle of Wight, Camp Bestival, Kendal Calling e altri.
Ma oltre a premi e airplay radio c’è il legame con un vero esercito di fan, molti dei quali li seguono dal 2017. Il cantante e autore Jamie Boyle ha raccontato a NME nell’aprile 2024 che ricevono costantemente messaggi da fan che dicono quanto la loro musica li abbia aiutati nei momenti difficili: “Vale più di qualsiasi riconoscimento”, ha detto. “Abbiamo un impatto enorme sulla vita delle persone.”
I The K’s – Jamie Boyle (voce/chitarra), Ryan Breslin (chitarra/tastiere), Dexter Baker (basso) e Nathan Peers (batteria) – si sono formati a Earlestown nel 2017. Non si tratta di una favola di successo istantaneo. Fin dal primo singolo, “Sarajevo” (2017), che mescola songwriting diretto e riferimenti alla storia politica europea del XX secolo, hanno dimostrato di non essere una band indie qualsiasi.
Dopo aver scalato rapidamente le venue locali (raggiungendo la Manchester Academy 2 da 1.000 posti nel 2019) e con alcune uscite tramite l’etichetta Creation23 di Alan McGee, i The K’s avevano pubblicato un solo album finora. Cosa è successo nei sette anni tra “Sarajevo” e “I Wonder If The World Knows?” Una sola cosa: calma. Come ha detto Breslin a Celeb Mix: “Sono felice che ci siamo presi il nostro tempo e non abbiamo affrettato nulla… quel passo indietro dovuto al COVID è stato in realtà una scelta saggia.”
In un mondo proiettato sempre al domani, i The K’s si sono concentrati sul presente, scrivendo canzoni vere, personali. Singoli come “No Place Like Home” e “Heart On My Sleeve” combinano ambizione e realismo lirico, vulnerabilità e celebrazione. Boyle ha dichiarato: “Le persone capiscono se non sei autentico. Molti brani parlano della mia lotta con la salute mentale. Vivo un sogno, ma ci sono giorni in cui mi sento uno schifo. Se questo aiuta altri, allora ne vale la pena.”
Il loro sound è ispirato a Jimi Hendrix, Chuck Berry, The Clash, The Jam, e altri ancora. Nel 2024 hanno supportato i Blossoms nel loro concerto più grande (30.000 persone) e partecipato al Malta Weekender con Liam Gallagher.
Ora, finalmente, i The K’s stanno vivendo il loro momento di consacrazione definitiva: il secondo album, Pretty On The Internet, ha debuttato direttamente al primo posto della UK Official Album Chart, superando leggende del calibro di Paul Weller, Alice Cooper e persino gli Oasis.
Un risultato clamoroso, costruito sull’entusiasmo dei fan e sulla forza di un disco che ha saputo ampliare l’identità sonora e narrativa della band senza perdere autenticità.
Come ha scritto Rolling Stone UK nella sua recensione:
“Con Pretty On The Internet, The K’s dimostrano di non essere solo la next big thing, ma una delle band più rilevanti e sinceramente potenti del panorama britannico odierno.”
Il loro nuovo tour – il Pretty On The Internet Tour – toccherà le venue più importanti della loro carriera: dalla Roundhouse di Londra (3.000 posti) a una doppia data in una venue da oltre 6.000 posti a Manchester, passando per spazi sold-out da oltre 2.000 persone in tutto il Regno Unito.
PREZZI – prevendita: 15€ + ddp, alla porta: 18€
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VLURE – domenica 26 ottobre
Escalate – Intensificare, aumentare rapidamente, rendere qualcosa più serio o più grande. Una dichiarazione d’intenti, un riflesso di tutto ciò che ci circonda.
Così recita il titolo – e l’energia intrinseca che si porta con sé – del travolgente album di debutto dei VLURE, da Glasgow, la cui uscita è prevista per il 26 settembre.
Ad aprile, il quintetto – Hamish Hutcheson, Alex Pearson, Conor Goldie, Niall Goldie e Carlo Kriekaard – ha pubblicato il primo brano inedito dopo oltre un anno: ‘Better Days’, ora svelato come primo assaggio dell’attesissimo album d’esordio. Coprodotto da Conor Goldie e Manni Dee (già collaboratore di Daniel Avery e HAAi) e con feat. di Bobby Gillespie, PSweatpants e Gaïa, Escalate è una raccolta di 13 tracce che rappresenta con orgoglio e senza mezzi termini il suono del presente della loro città natale, Glasgow.
Le emozioni forti e le contraddizioni di Glasgow – la sua vita quotidiana, la notte e i post-serata – sono la pulsazione e il battito cardiaco di Escalate.
Alimentati dalla loro caratteristica e intensa combinazione di elettronica (ibrida, tra digitale e analogico, con uso di Logic/Ableton) e strumenti live (batteria e chitarre), il membro della band e produttore Conor Goldie, insieme all’acclamato artista techno/club Manni Dee, portano avanti la reputazione della band come uno dei suoni più dinamici della giovane Scozia. O, per dirla con le parole quasi mantra della travolgente traccia di apertura dell’album: “prendere o lasciare, VLURE vuole l’euforia”.
“È per Glasgow. È per te e i tuoi amici. È per ogni notte folle e per ogni momento in cui il tempo si è fermato. Tienilo stretto. Fallo crescere.”
PREZZI – prevendita: 13€ + ddp, alla porta: 16€
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SPIRIT OF THE BEEHIVE – martedì 28 ottobre
Per oltre un decennio, i Spirit Of The Beehive hanno sviluppato uno stile unico nel rock, fatto di frammenti sonori rielaborati con cura. Con quattro album e vari EP, Zack Schwartz, Corey Wichlin e Rivka Ravede hanno preso un posto meritatissimo tra i più affascinanti de-costruttori sonori in circolazione.
L’album Hypnic Jerks (2018) ha segnato la svolta creativa del gruppo, grazie a un mix intenso di noise-punk e sample, al punto che Frank Ocean ha scelto di trasmettere “fell asleep with a vision” su Blonded Radio.
Nel 2021, con ENTERTAINMENT, DEATH, hanno abbracciato un realismo onirico da grande magazzino e zapping televisivo, dando alla luce il loro disco più riconoscibile fino a oggi.
Il nuovo capitolo è YOU’LL HAVE TO LOSE SOMETHING (2024), anticipato dall’EP i’m so lucky (2023), che parlava della rottura fra Schwartz e Ravede. Il nuovo album è una meditazione cristallina sul distacco, la vulnerabilità e l’elaborazione della perdita.
PREZZI – prevendita: 13€ + ddp, alla porta: 16€
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BELIZE – venerdì 31 ottobre
I Belize sono una band di Varese attiva dal 2014. La band si impone inizialmente nella scena indipendente italiana con un sound ricercato ed essenziale, scomponendo e ricomponendo mondi sonori influenzati dall’elettronica e dal trip hop con suoni e stili contemporanei di derivazione pop. Il 2025 vede il ritorno ufficiale della band sul palco del MiAmi Festival di Milano, occasione in cui viene presentato il nuovo album “Phantom Favola”.
in apertura: Arssalendo
Torna sulla scena Arssalendo, produttore e cantautore romano che negli ultimi anni ha conquistato la scena alternative italiana con l’album “Tutti ammassati senza affetto”, emergendo come uno dei talenti più interessanti della nuova generazione di artisti – così ne hanno parlato, tra i tanti, Rumore, Rolling Stone e ICON. Dopo un 2024 di ricerca, personale e artistica, e di sperimentazione, abbiamo ritrovato Arssalendo lo scorso novembre quando ha rotto il silenzio col suo singolo “1Respiro”, primo passo di questo nuovo percorso artistico che ci ha portati fi no ad oggi, al suo nuovo album “Puoi chiamare se hai paura”, uscito a marzo 2025 e distribuito da Artist First.
PREZZI – prevendita: 12€ + ddp, alla porta: 12€
