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“Dead Poets Club”

Progetto partito dai testi di celebri poesie e dalla creatività dei musicisti, co-arrangiato e cantato con supporto dell’AI

Da un’idea di Fulvio Muzio (compositore, chitarrista e tastierista dei Decibel, già compositore della storica Contessa e Lettera dal Duca, medico con esperienze consolidate e progetti in ambito psico-acustico), Roberto Turatti (batterista, DJ e storico producer con oltre 140 evergreen all’attivo, considerato il padre fondatore dell’Italo disco – di cui si ricordano i grandi successi internazionali di Den Harrow, l’originalissima Siamo donne di Jo Squillo e Sabrina Salerno – e fondatore, insieme a Enrico Ruggeri, della prima formazione dei Decibel) e Giovanni Favero (pioniere dell’ utilizzo dell’intelligenza artificiale applicata alla musica oltre che autore letterario e creativo con originali progetti multimediali tra musica e cultura) è NATO il progetto di ricerca DEAD POETS CLUB che studia l’interazione tra INTELLIGENZA ARTIFICIALE e PRODUZIONE MUSICALE Il progetto ha come obiettivo la valutazione dei principali programmi di intelligenza artificiale disponibili in versione professionale, attraverso la realizzazione concreta di brani musicali inediti.

Dal 26 settembre sarà disponibile in digitale l’EP omonimo “Dead Poets Club” (7srl / Universal) contente sette brani. Questo primo progetto nasce come parte di un laboratorio sperimentale condiviso con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca – Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Comunicazione e lo spin-off Whattadata.

Nella fase di composizione, il fulcro è rimasto sempre e solo la creatività dei musicisti e dei compositori. L’intelligenza artificiale è intervenuta unicamente come supporto alla produzione artistica, soprattutto grazie all’utilizzo di diversi cantanti virtuali. Per ribadire il valore poetico al cuore del progetto, i testi scelti si basano su sette grandi poesie di altissimo livello letterario mondiale. Questo approccio definisce anche un vero e proprio codice etico: mantenere il musicista e l’essere umano al centro del processo creativo.

Come previsto il progetto dopo la pubblicazione dei brani proseguirà con workshop, discussioni e un report della ricerca che avrà una dignità accademica oltre che di ricerca e sviluppo tecnologico. IL 2 OTTOBRE OSPITI DELLA DIGITAL WEEK.

I Dead Poets Club saranno affiancati nei prossimi passi dall’avv. Giorgio Tramancere giurista esperto in materia di diritto d’autore che approfondirà i conseguenti aspetti legali del fenomeno AI nella produzione Musicale e da Renato Caruso, musicista, musicologo ed informatico che contribuirà all’analisi dell’impatto dell’evoluzione tecnologica nei prossimi anni. La collaborazione con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca ha l’obiettivo di individuare e analizzare possibili sviluppi tecnologici che possano favorire un utilizzo etico dell’intelligenza artificiale nella produzione musicale professionale. Il coordinamento dello sviluppo delle tecnologie sarà affidato a Whattadata, spin-off dell’Università Bicocca.

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