Finalisti Firenze Suona Music Contest

Intervista ai quattro finalisti del Firenze Suona Music Contest

Domenica 27 giugno all’Ultravox Firenze si è svolta la finale del Firenze Suona Music Contest, organizzata dall’Associazione Culturale Firenze Suona, in collaborazione con Koan Studio, Comune di Firenze e Le Nozze Di Figaro e con il contributo della Fondazione CR Firenze.

Abbiamo intervistato i finalisti: i vincitori Mookids, trio  che fa dell’elettronica il suo marchio di fabbrica, i secondi classificati Strawman & The Jackdaws, band indie/folk italo-irlandese, e al terzo posto a pari merito i Duoende, duo folk, e i 35 Zebras, giovane rock band.

Mookids

Fateci conoscere la band: da dove venite, da quanto tempo suonate insieme, quali sono le vostre influenze musicali?

Veniamo tutti dai dintorni di Pisa, abitiamo in tre piccoli paesi ai piedi dei monti pisani. Suoniamo insieme praticamente da sempre, da quando eravamo ragazzi. Allora avevamo però un altro gruppo, facevamo una specie di alternative rock italiano. Dopo qualche anno il progetto si è sciolto e per un periodo ci siamo fermati ma senza mai smettere di frequentarci al di fuori della musica. Fino a che, nel 2014, ci siamo ritrovati in uno stanzino dell’appartamento sopra la casa della nonna di Daniele (bassista), muniti di un computer, una tastiera midi, un pad ed un microfono, volevamo ricominciare a fare musica insieme.  Abbiamo iniziato a scoprire un mondo a noi meno conosciuto, quello della musica elettronica. Anche se allora non avevamo questo nome e non sapevamo precisamente in che direzione andare, il progetto dei Mookids è nato così.

L’elettronica, l’indie rock e il post rock sono i generi che ci influenzano maggiormente. In generale amiamo gli artisti che sperimentano cercando nuove sonorità ma che, allo stesso tempo, riescono in qualche modo ad essere “pop” o comunque accessibili ai più (James Blake, Caribou, NIN, Trentemoller). Questa è un po’ la filosofia alla base del nostro progetto. Se dovessimo comunque scegliere un gruppo di riferimento i Radiohead sono la band che più ci accomuna: hanno influito profondamente sul nostro modo di creare e produrre musica.

Andiamo un po’ dentro al vostro modo di comporre: nasce da jam sessions dalle quali poi estrapolate idee alle quali date forma e struttura, oppure è frutto del lavoro di qualcuno di voi che porta già una bozza di pezzo in sala prove?

Partiamo dal presupposto che purtroppo (o per fortuna) non abbiamo un metodo standard per creare i nostri brani. La maggior parte vengono comunque fuori da sessioni in sala prove: cerchiamo suoni, accordi e beat ritmici che possano piacerci. Se l’atmosfera del pezzo poi ci ispira, o se riusciamo a sviluppare qualche idea interessante, a quel punto ci concentriamo sulla struttura del brano. Tutto quello che avviene dopo è un lento e meticoloso lavoro di arrangiamento e arricchimento.

Raccontateci la vostra esperienza al Firenze Suona Music Contest, una gara musicale che ha visto la partecipazione iniziale di un centinaio tra solisti e band: un bel percorso essere arrivati in finale …

Il Firenze Suona Music Contest è stato una piccola sfida con noi stessi, per vedere se eravamo pronti e capaci di uscire dalle mura del nostro studio. La serata della finale è stata la nostra prima vera esibizione dal vivo: è stata una grandissima soddisfazione vedere l’apprezzamento per quello che facciamo da parte di giudici e persone completamente esterne alla nostra cerchia di conoscenze. Ci ha dato più confidenza e voglia di farci conoscere.

Progetti presenti e futuri?

L’obbiettivo adesso è quello di comporre nuova musica per arrivare a pubblicare entro l’estate del prossimo anno il nostro primo album con Shunu Records. Abbiamo molte idee in cantiere e non vediamo l’ora di realizzarle: nei prossimi mesi ci immergeremo totalmente nella composizione e nella produzione. Il nostro sogno sarebbe quello di riuscire a ritagliarci uno spazio all’interno del panorama musicale odierno, per quanto difficile possa essere.

Strawman & The Jackdaws

Fateci conoscere la band: da dove venite, da quanto tempo suonate insieme, quali sono le vostre influenze musicali?

Jacopo: Strawman & the Jackdaws è un progetto che inizia nel settembre del 2017, quando io, Riccardo e Michael ci siamo trasferiti a Dublino per frequentare la British and Irish Modern Music Institute, università di Dublino. Durante una festa universitaria ci siamo conosciuti e dopo una Guinness di troppo abbiamo deciso di dar vita al gruppo. Dopo diversi cambi di Line up, siamo riusciti a trovare un equilibrio con il sassofonista Rory Fleming, nativo irlandese. Abbiamo rilasciato il nostro EP di debutto a gennaio 2021, dopo aver concluso un tour irlandese, uno italiano e avendo in cantiere un tour in Russia e diverse date in Europa. La nostra musica è il frutto di un insieme di generi musicali, talvolta distanti tra loro ma che permettono di raggiungere un suono inconfondibile, dal folk al rock, dal post punk alla musica classica.

Andiamo un po’ dentro al vostro modo di comporre: nasce da jam sessions dalle quali poi estrapolate idee alle quali date forma e struttura, oppure è frutto del lavoro di qualcuno di voi che porta già una bozza di pezzo in sala prove?

Riccardo: Non abbiamo un modo specifico di comporre, dipende spesso dal luogo e dalle situazioni in cui ci troviamo. Generalmente lo scheletro delle canzoni nasce da delle idee di testo e melodia scritte da me sulla chitarra acustica. Una volta in sala prove le idee vengono elaborate e plasmate con il resto della band. Questo ci permette di avere sempre molto varietà di stili e generi nei brani.

Raccontateci la vostra esperienza al Firenze Suona Music Contest, una gara musicale che ha visto la partecipazione iniziale di un centinaio tra solisti e band: un bel percorso essere arrivati in finale …

Michael: è stata decisamente una sorpresa arrivare in finale, vista la preparazione degli altri artisti che vi partecipavano oltre ad aver svolto la prima selezione da remoto. Infatti essendoci stato il lockdown in Irlanda, abbiamo dovuto registrare la nostra performance in versione acustica nella nostra cucina.

Di sicuro questa iniziativa ci ha permesso di tornare dal vivo su un vero palco… e che palco! Vogliamo ringraziare ancora enormemente tutti gli organizzatori e lo staff che hanno permesso tutto ciò, oltre alla gentilezza e cordialità dateci all’arrivo a Firenze in entrambe le fasi. Ci hanno colpiti anche le persone che pur di sentirci dal vivo sono arrivate da diverse zone d’Italia per supportarci nella finale.

Progetti presenti e futuri?

Riccardo: Abbiamo appena annunciato un pò di date Italia e stiamo aspettando la conferma per poterne annunciare altre. Il 7 Agosto parteciperemo al ECC 2021 del Montelago Celtic Festival. Suonare su questo palco è per noi un sogno che si avvera.

Michael: Inoltre a Dicembre abbiamo avuto la fortuna di collaborare con Marc Carolan (Muse, Cesare Cremonini) nella registrazione di un singolo che speriamo di rilasciare al più presto.

Jacopo: E magari seguito da un tour in full band in giro per l’Europa… sicuramente Firenze sarà inclusa nelle tappe Italiane.

Duoende

Fateci conoscere la band: da dove venite, da quanto tempo suonate insieme, quali sono le vostre influenze musicali?

Il nostro progetto, Duoende, nasce a Roma nel 2016 a partire dalla reciproca voglia di sperimentare e mescolare insieme le tradizioni musicali, i suoni ed i timbri dei nostri due strumenti, ossia il pianoforte e l’organetto. Due strumenti che appartengono apparentemente a due mondi diversi: la musica classica, che vede nel pianoforte uno dei suoi strumenti più rappresentativi, e la musica tradizionale rappresentata nel nostro caso dall’organetto, strumento popolare di tradizione contadina. Proprio questi due orizzonti sonori sono stati la base su cui abbiamo iniziato a creare il nostro repertorio. Il nostro primo disco, intitolato Rosa&Dmitri e pubblicato dalla RadiciMusic Records, già nel titolo vuole mettere in luce le nostre influenze musicali: Rosa rinvia a Rosa Balistreri, cantautrice popolare siciliana, Dmitri rinvia invece a Dmitri Shostakovich, compositore classico di origine russa, che noi abbiamo fatto incontrare e danzare insieme nel brano “Cu ti lu dissi”.

Andiamo un po’ dentro al vostro modo di comporre: nasce da jam sessions dalle quali poi estrapolate idee alle quali date forma e struttura, oppure è frutto del lavoro di qualcuno di voi che porta già una bozza di pezzo in sala prove?

Utilizziamo entrambe le modalità. Una parte fondamentale del nostro lavoro di composizione è sicuramente l’improvvisazione, sia strumentale sia vocale, da cui sorgono idee spontanee che poi man mano vengono decodificate ed organizzate. Anche nei nostri brani “strutturati” lasciamo spesso delle cellule aperte destinate all’improvvisazione e a ciò che sentiamo nel momento stesso in cui stiamo suonando. L’improvvisazione la utilizziamo anche nel processo creativo a partire dalle proposte di temi o melodie che possono arrivare da entrambi.

Nel caso del repertorio di ispirazione più classica, invece, dietro c’è la mano di Giulia Grassi che arrangia i brani attingendo a temi e ad idee prese da autori classici diversi fra di loro e che forniscono la base per un ulteriore dialogo fra noi e i Maestri del passato. Infatti nei nostri brani compaiono spesso citazioni musicali tratte sia da compositori classici sia da musiche tradizionali. Esse per noi rappresentano come degli omaggi che intendiamo fare a grandi compositori che, per certi versi, ci indicano una traccia da seguire.

Raccontateci la vostra esperienza al Firenze Suona Music Contest, una gara musicale che ha visto la partecipazione iniziale di un centinaio tra solisti e band: un bel percorso essere arrivati in finale!

Il Firenze Suona Music Contest è stato per noi un bellissimo compagno di viaggio in questi mesi di lockdown fornendoci spunti per comporre brani nuovi e misurarci con altri artisti. Siamo stati molto felici dell’attenzione e dell’interesse che abbiamo suscitato nella giuria e soprattutto è stato un modo per conoscere realtà come il Koan Studio di Firenze e l’Associazione Firenze Suona, oltre che una bella opportunità per conoscere artisti e musicisti di spessore.

Progetti presenti e futuri?

Al momento stiamo lavorando ad un nuovo spettacolo che si chiamerà In-Coscienza. Sarà uno spettacolo molto particolare che vedrà la collaborazione di più arti insieme: teatro, musica e danza. La regia di questo nostro nuovo progetto è affidata ad una nostra cara amica e bravissima regista: Anna Ida Cortese. Stiamo lavorando da questo inverno alla realizzazione del progetto e speriamo di potervelo presentare molto presto! Inoltre in questo periodo sono nate collaborazioni con meravigliosi musicisti e musiciste e ci auguriamo quindi di poter creare sempre nuova musica e di cimentarci in avventure musicali sempre affascinanti.

35 Zebras

Fateci conoscere la band: da dove venite, da quanto tempo suonate insieme, quali sono le vostre influenze musicali?

La band nasce nel 2015 a Prato, fra i banchi di scuola e tramite conoscenze di amici in comune. Veniamo tutti da Prato e dintorni. Le nostre influenze musicali sono principalmente alternative/ indie rock e post rock, genere che ascoltiamo e amiamo tutti.

Andiamo un po’ dentro al vostro modo di comporre: nasce da jam sessions dalle quali poi estrapolate idee alle quali date forma e struttura, oppure è frutto del lavoro di qualcuno di voi che porta già una bozza di pezzo in sala prove?

Le nostre composizioni nascono da uno di noi che porta una bozza di pezzo in sala prove, poi tutti insieme aggiungiamo delle idee per andare a modellare e comporre la canzone. Non partiamo sempre da un riff oppure da un testo, è una cosa che varia sempre di volta in volta in base a chi ha una buona idea.

Raccontateci la vostra esperienza al Firenze Suona Music Contest, una gara musicale che ha visto la partecipazione iniziale di un centinaio tra solisti e band: un bel percorso essere arrivati in finale …

Quella del Firenze Suona è stata un’esperienza fantastica, non ci aspettavamo assolutamente di arrivare in Finale ed è stato bellissimo poter ritornare a suonare davanti ad un pubblico su un palco del genere. Questo contest ci ha dato la possibilità di conoscere tante persone ed artisti fantastici con i quali abbiamo preso contatti.

Progetti presenti e futuri?

Al momento siamo impegnati fra la sala prove, dove stiamo scrivendo nuovi pezzi per un futuro EP, ed alcuni festival nazionali. A Settembre parteciperemo ad un altro contest, questa volta a livello europeo e siamo molto emozionati e felici di poter tornare a suonare dopo quasi due anni.

Articolo di Francesca Cecconi

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