Ivan Francesco Ballerini intervista

Intervista esclusiva a Ivan Francesco Ballerini, cantautore che va controcorrente, in occasione dell’uscita del suo disco solista

“Ancora libero” è l’album uscito quest’anno per la Radici Music Records che porta la firma di Ivan Francesco Ballerini con gli arrangiamenti di Alberto Checcacci, oltre alla collaborazione di altri artisti (qui la nostra recensione). Un secondo progetto di un artista che ha fatto del tempo un suo alleato e dell’esperienza musicale un trampolino per creare brani che sfuggono alla semplificazione della composizione e ai testi casuali, per raccogliere l’eredità della canzone cantautoriale italiana che a volte sembra svanire tra i trend del momento. Abbiamo voluto sapere qualcosa di più di questo cantautore che va controcorrente.

Sono passati un po’ di mesi dall’uscita dell’album “Ancora libero”, il 22 marzo di quest’anno, eppure l’interesse del panorama musicale italiano per questo progetto è ancora molto vivo, perciò, dopo la recensione, non poteva mancare anche la nostra intervista. Partiamo intanto da come è nato il vostro sodalizio, dato che questo non è il primo progetto in cui gli arrangiamenti sono curati da Checcacci.

Bella domanda. Ho conosciuto Alberto nel febbraio del 2019. Avevo da poco ultimato la scrittura del brano “Cavallo Pazzo”, da cui poi è nato il mio primo disco, e stavo appunto cercando qualcuno in zona che mi aiutasse ad arrangiare questi primi brani che avevo in mano. Parlai con un amico chitarrista che si chiama Tomas Molinacci ed è stato lui a consigliarmi di contattare Alberto. Quello che è successo dopo ormai è storia.

Ivan, tu hai una lunghissima esperienza di studio dei più grandi cantautori italiani e internazionali e di live in cui hai riproposto dei grandi successi per continuare a farli conoscere al pubblico e non farne perdere la memoria. Con il tempo, parallelamente, hai anche creato dei tuoi progetti in un’età in cui molti credono che i percorsi siano già segnati e non si possa diventare degli emergenti. Vorremmo sapere cosa ti ha spinto a sfidare le aspettative e come questi stimoli siano confluiti in “Ancora libero”.

Hai ragione, ho suonato dal vivo fino allo sfinimento. Io poi ho deciso di rallentare con le serate in quanto suonare cose di altri autori mi ha veramente stancato e poi non faccio il musicista per lavoro. Sono un chimico nella vita, con una grandissima passione per la letteratura Italiana. In “Ancora libero” ho voluto raccontare alcune storie, apparentemente scollegate tra loro, avevo il desiderio di non vincolarmi ad un argomento preciso, in modo da poter spaziare coi racconti su più argomenti e di “volare libero” con la mia fantasia, e così è stato. A mio avviso, non esiste una età anagrafica per poter iniziare un’attività. In questo caso si tratta di un’attività cantautorale e artistica. Io ho potuto soltanto adesso dedicarmi alla scrittura delle mie canzoni, perché fino a pochi anni fa ero assorbito da altre problematiche e impegni che non mi lasciavano abbastanza tempo per questo bellissimo sogno.

Il titolo dell’album è, ovviamente, molto evocativo e suscita molti ricordi, emozioni, desideri: cosa vuole dire per te essere “ancora libero” nella vita e nella musica?

Questa è una domanda bellissima; per me essere liberi vuol dire avere piena libertà di espressione, senza nessuno che voglia impormi cosa dire o come arrangiare un dato brano. Non mi interessa fare “cassetta”, mi interessa scrivere cose belle sono troppo grande per avere chi mi dica cosa fare. Fortunatamente Alberto Checcacci capisce pienamente i miei stati d’animo e mi segue nei progetti con grande entusiasmo. Il nostro ormai è un sodalizio consolidato.

Sappiamo che per un o una musicista qualsiasi creazione è importante, tuttavia crediamo che ci sia sempre un brano, una traccia che sia legata a momenti o sensazioni particolari, oppure anche ad aneddoti. Tra i vari brani dei tuoi progetti, qual è quello a cui ti senti particolarmente legato?

Rispondo da autore. In “Ancora Libero” vi sono due brani a cui sono particolarmente legato: “Volare libero”, che è la mia espressione di libertà, e “Per me sempre sarai”, nata da una poesia di mio babbo. Li ritengo due brani di alta letteratura musicale. In Cavallo Pazzo invece i brani a cui sono più legato sono “Cavallo pazzo” che ha dato poi il titolo all’intero lavoro e “Il canto di mia figlia”, dedicato a mia figlia Eleonora, anche se “Penne d’airone” e “Non piangetemi mai” per me rimangono sempre emotivamente coinvolgenti.

Insieme a voi hanno collaborato anche Alessandro Golini al violino, Alessandro Melani alla batteria e Monica Barghini come voce solista di “Non sono una stella” e cori che hanno dato un tocco di ulteriore intensità e raffinatezza ad alcuni brani. La loro partecipazione è nata insieme all’idea del progetto, oppure si è evoluta nel tempo?

È tutto nato da un lavoro di squadra, in cui abbiamo parlato a lungo, confrontandoci con Alberto, su cosa, a nostro avviso, poteva “impreziosire” il disco. Da questi confronti, ognuno ha cercato di coinvolgere gli amici musicisti più idonei allo svolgimento di questo nostro progetto e sono felice di dire che hanno confermato le aspettative: sono tutti professionisti, di una grandissima bravura e sensibilità. Li abbiamo lasciati liberi di esprimersi come volevano e sono stati davvero bravissimi.

L’ultima domanda è, ovviamente, la domanda della testata giornalistica curiosa: quali altri progetti aspettano te come artista e noi come pubblico nel futuro? Questi progetti ti vedranno collaborare ancora con Alberto Checcacci?

In questo momento con Alberto stiamo lavorando a quello che sarà il mio terzo disco. In questo mese saremo insieme ad Alberto e all’amico fotografo Nedo Baglioni, in un posto veramente suggestivo, sulle pendici del monte Amiata, in una bellissima rocca, Rocca Silvana, a girare il video di un brano che porta il titolo di “Angoli dimenticati nelle vie del mondo”. A questo nuovo progetto, oltre al bravissimo violinista Alessandro Golini, al batterista Alessandro Melani, si sono aggiunti altri amici: la cantautrice Silvia Conti, il polistrumentista Silvio Trotta e la bravissima cantante Lisa Buralli. Insomma una famiglia che cresce con mia grande, grandissima gioia.

Articolo di Alma Marlia

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