Sabotage intervista, luglio 2021

Intervista esclusiva ai Sabotage, gruppo fiorentino che incarna perfettamente lo spirito heavy metal vecchia scuola

Qualora siate alla ricerca di un gruppo che incarni perfettamente lo spirito heavy metal vecchia scuola, allora i Sabotage sono la realtà che fa al caso vostro. Lo storico gruppo guidato dai fratelli Caroli, autore di capolavori della scena nazionale e internazionale del genere in questione come “Ruomore nel Vento” e “Behind the Lines”, è giunta al suo quarantesimo anno di attività: una carriera basata sui sani principi del Rock’n’Roll, dell’Heavy Metal e del gusto sfacciatamente fiorentino del sapersi prendere in giro senza però mai scadere nel ridicolo. Ho avuto il piacere di parlare con Henry e Dario Caroli di questo e molto altro.

40 anni dalla data di fondazione dei Sabotage e 35 anni dal vostro debutto discografico “Behind the Lines”. Quale tipo di mentalità, al tempo come allora, ha reso possibile una carriera così longeva, anche senza forzatamente essere costretti a rilasciare dischi per rimanere rilevanti?

Dario: per farla molto semplice abbiamo sempre dato tanta importanza al fare          musica insieme e a vivere la nostra musica e il Metal in generale. Non siamo mai stati dei “promoter” o persone che hanno speso molto tempo nella promozione in sé della musica che facciamo, ma fin dall’inizio siamo stati dediti fino in fondo a continuare a suonare insieme e a buttarla sul casino, come famiglia e come amici ancor prima che come gruppo.

Parlando del vostro primo progetto di sole cover dal nome “Blind Demon”, quanto è stato importante mantenere il vostro stile e le vostre influenze “classiche” dei vostri inizi? E nel caso specifico di “Demon Ariser” quali cambiamenti stavano avvenendo nella vostra musica e intorno a voi come gruppo?

Dario & Henry: “Demon Ariser” è un disco più figlio di un altro periodo storico, rispetto a quella che è stata la nostra produzione “classica”, e un disco decisamente più influenzato dal Thrash Metal. Per quanto riguarda il progetto iniziale “Blind Demon” si trattava di un gruppo, col quale registrammo anche un demo nei primi ’80,  di sole cover, fra cui “Motorcycle Man” dei Saxon, “Killers” e “Purgatory” degli Iron Maiden, quindi la passione per quel tipo di Heavy Metal era già chiara fin dall’inizio. Fu Pino Scotto poi a indirizzarci al comporre pezzi nostri: questa decisione ci portò in collisione con i vecchi membri del progetto, più legati alle cover, portando allo scioglimento dei Blind Demon e alla fondazione del primo nucleo originale dei Sabotage.

Quale è stato il processo che ha portato all’arrivo di del nuovo chitarrista dei Sabotage e quale sfide si sono poste davanti nell’andare a ri-registrare il capolavoro seminale della band “Behind The Lines” nel 2009?

Dario: Danilo Bacherini è entrato a far parte dei Sabotage dopo la reunion del 2006. La formazione al tempo era composta da me, mio fratello Henry al basso, Morby alla voce, Leonardo Milani e Andy Fois alla chitarra: tuttavia, seppur in momenti diversi, sia Leonardo che Andy decisero di non poter più seguire il gruppo per impegni e problematiche personali, dato anche il gran numero di date dal vivo che ci vennero proposte alla notizia del nostro ritorno in attività. Fu così che Danilo subentrò a Leonardo e successivamente Popi (già chitarrista della band thash metal toscana Sofisticator n.d.r.) al posto di Fois, formando così l’attivo del gruppo che persiste tuttora. Per quanto riguarda l’edizione del 2009 di “Behind The Lines” volevamo dare nuovo lustro a questo lavoro, anche se il risultato finale, a parere nostro, pecca in fase di mixaggio nei confronti dell’originale.

In riferimento a quello che è stato il vostro mancato accordo con Metal Blade, potete dirmi come si arrivò a quell’occasione e come venne posto il problema del cambio di nome proposto dall’etichetta?

Dario & Henry: L’accordo con Metal Blade giunse in un momento a noi sfavorevole, dato da un accavallarsi di impegni personali e familiari. Avevamo già contattato diverse etichette estere tramite la collaborazione col nostro manager Elio Ferlaino, ma nessuna sembrava realmente interessata. D’altro canto Metal Blade fu realmente interessata ai Sabotage, ed è vero che il contratto che ci venne proposto includeva il dover cambiare nome per differenziarsi dai Savatage, motivo per il quale sul disco “Hoka Hey” il gruppo compare con il nome “Acts of Sabotage”. Alla fine le trattative non andarono in porto, per quanto le etichette estere stessero già reclutando diversi gruppi italiani in ambito metal in quegli anni.

Avete in programma di registrare nuovo materiale, oppure (per adesso o definitivamente) non si tratta di una vostra priorità?

Dario: Vedremo come andranno le cose e come si svilupperà la nostra musica con la formazione attuale: per adesso però non ci sono dischi in programma, solo magari qualche idea qua e là. In quanto “vecchi” dell’ambiente, lo sprone che ci portò a comporre il primo disco fu quello dell’essere immersi nel periodo storico in cui vivevamo. L’evoluzione del Rock ‘n’ Roll e dell’Heavy Metal del tempo come musica e come movimento sociale, per come ci colpì ai tempi, fu il motivo che ci ispirò a scrivere e registrare musica nostra. Adesso fatichiamo a trovare quello sprone e quella motivazione cercando per una nuova scintilla guardandoci intorno nel Metal odierno. Di certo abbiamo sempre voglia di suonare e continueremo ad essere attivi sotto quel punto di vista, fieri della nostra musica e di quello che siamo.

I Sabotage suoneranno live a Firenze venerdì 16 luglio al FIGò.

Articolo di Lorenzo Bini

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