The Bastard Sons Of Dioniso + Caterina intervista

Un tour insieme per lo Stivale, quello di Caterina e The Bastard Sons Of Dioniso, un connubio allo stesso tempo imprevedibile ma naturale

Un tour insieme per lo Stivale, quello di Caterina e The Bastard Sons Of Dioniso, un connubio allo stesso tempo imprevedibile ma naturale. Perché? Ne parliamo con Jacopo, bassista della band, e con la giovanissima cantautrice, in una di quelle video-chiamate a distanza che rendono possibile chiacchierare in modo informale e schietto con gli artisti.  Jacopo prepara il caffè anche per noi, ovvero prepara tre tazzine, così da farci sentire davvero vicini, un piccolo gesto di grande valore.

Foto di Lia Baccelli

Concerto insieme, non per caso: le cose che condividete sono molte: essere passati da X Factor senza farvi stritolare e farvi portare via l’anima, provenire dalla stessa terra, il Trentino, avere la stessa casa discografica e management …

Jacopo: dal nostro punto di vista l’esperienza a X Factor non ci ha “spolpato” perché eravamo già solidi come band, con dischi pubblicati, e sapevamo con certezza che strada volevamo percorrere, ma la trasmissione ci ha permesso di uscire dalla nostra regione; all’epoca la promozione web e social era solo agli albori. Noi poi non siamo mai riusciti a puntare sui social per promuovere la nostra musica, quello che abbiamo da dire e raccontare lo mettiamo tutto nella musica, non queste piattaforme sulle quali bisogna essere costanti, proprio non ci teniamo. Suonare ci fa sentire liberi, fare festa con il pubblico ci fa sentire liberi, non promuoverci online.

Caterina: per me il percorso è stato diverso, perché mi sono presentata da sola nel mondo della musica, e in un periodo molto successivo. Quando sono andata a X Factor in verità non sapevo ancora chi fossi, ho iniziato solo dopo a scrivere le mie canzoni, a far uscire la mia vera voce. Piero Fiabane della Fiabamusic ha creduto subito in me, mi ha sostenuto e incoraggiato, ha visto il mio potenziale. Quando ero adolescente i TBSOD erano esplosi e io pensavo da grande voglio fare come loro, e quando vennero a suonare vicino a casa mia e i miei genitori non mi lasciarono andare, ero tristissima. Ora invece il cerchio si chiude, con questa tournée mi rimetto in pari!

Jacopo: Caterina è uscita l’anno scorso con il suo primo album ed è bellissimo, le sue canzoni fanno sorridere e ti portano nel suo mondo, quindi averla con noi in tour e prestarsi alla sua musica e ai bellissimi arrangiamenti di Clemente Ferrati ci gratifica molto!

Suonare in acustico come usa nei concerti in tempi pandemici per voi non è e non è masi stato un problema …

Jacopo: sì, per noi non è affatto un problema, ma per fortuna noi siamo solo tre e possiamo suonare anche in elettrico, fare Rock’n’Roll di questi tempi è fondamentale per dare buonumore, anche se il pubblico deve stare seduto e controllato. He, la bolgia ci manca tanto! Il Rock’n’Roll è festa, è incontrarsi, e non vediamo l’ora si torni all’energia condivisa tra palco e gente.

Stare insieme in tre per così tanto tempo, tanti dischi, significa essere affiatati anche come persone oltre che come musicisti?

Jacopo: è così, infatti a ogni tua domanda potrei risponderti dicendoti che cosa pensa ciascuno di noi, di qualsiasi cosa ci riguardi in verità. Non si litiga mai, si discute semmai, quello sì.

Foto di Adriano Barioli

Vi accumunano anche le stesse passioni musicali?

Jacopo: Federico ha portato i Beatles dentro la band, Jonathan Hultén anche, come armonie vocali, io sono più sul Rock classico, e anche sull’elettronica, mentre Michele va più verso il Punk Rock. Ognuno porta le sue influenze che diventano poi il nostro gusto personale, ci piace molto armonizzare, andare sulle cose fetish dell’armonia.

Caterina: io invece ho sempre ascoltato Black, Blues, Soul, però la mia anima è di tipo indie pop. Amo Aretha Franklin, Jo Stone, Nora Jones, ma non ho una vera e propria voce di riferimento in verità.

Prossime uscite discografiche?

Jacopo: stare al passo con la velocità del mondo della musica è difficile, e per noi fare un disco senza poi poterlo suonare dal vivo è impensabile, sarebbe un disco fatto a metà. Le nostre canzoni prima di essere fatte per essere ascoltate sono fatte per essere suonate, quindi un album uscirà soltanto se potremo fare un tour nei club al chiuso, che è dove ci piace suonare. Farlo uscire così perché è pronto non ha senso – abbiamo rilasciato due singoli e forse ne rilasceremo un terzo – noi aspettiamo di poter suonarlo live. Comunque un disco non è mai davvero pronto finché non è uscito, fino all’ultimo momento in studio non si sa cosa può succedere! Piero di Fiabamusic ci ha sempre dato tantissimo come manager, ci ha dato la massima libertà, collaborazione per i testi, ma soprattutto fiducia piena. Fare parte di questa squadra ci dà tanto orgoglio. Prima eravamo con la Sony Music e non eravamo liberi, con Piero lo siamo.

Caterina: anche per me è così! Io e Piero decidiamo le cose insieme, e ho sempre il suo massimo sostegno. Senza la sua fiducia non sarei diventata quello che sono, soprattutto in un mondo, quello musicale, dove tutto si brucia velocemente. Lui crede nei suoi artisti, li segue, ci investe tutto.

Grazie e a presto dunque!

Articolo di Francesco Cecconi

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