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The Struts intervista

La band ci anticipa i contenuti del nuovo album “Pretty Vicious”, fuori il 3 novembre

Abbiamo incontrato la band inglese nel backstage del Beat Festival e abbiamo parlato del nuovo album, di canzoni e esperienze Gli Struts hanno annunciato l’uscita del loro quarto album “Pretty Vicious” per il 3 novembre. Abbiamo avuto l’opportunità di ascoltare in anteprima l’album e di intervistarli il 26 agosto, nell’occasione del Beat Festival ad Empoli (il nostro report del concerto). Non lo nego, essendo la mia prima intervista la tensione era tanta, eppure Luke Spiller (cantante), Adam Slack (chitarrista), Jed Elliott (bassista) e Gethin Davies (batteria) sono riusciti a mettermi più che a mio agio. Più che un’intervista, è stata una chiacchierata tra musicisti. 

Per prima cosa: come state? Siete felici di essere in Italia?

Jed: L’Italia è uno dei nostri posti preferiti da visitare e in cui esibirci. Abbiamo girato il mondo in posti diversi, dove forse alla quarta o quinta volta che tornavamo iniziavamo a sentirci pienamente accolti. In Italia è diverso, ieri sera abbiamo suonato a Milano. Abbiamo suonato lì prima della pandemia ed è stato fantastico, c’erano tre o quattromila persone. Abbiamo suonato lì anche ieri sera e ha superato le nostre aspettative.

Ho ascoltato il tuo nuovo album “Pretty Vicious”, canzoni come “Hands on me” sono un po’ diverse dalle vostre canzoni più famose. Mi stavo chiedevo cosa avesse influito su questo cambiamento.

Luke: La maggior parte delle canzoni sono basate su eventi reali, persone reali, probabilmente più dei dischi precedenti. Penso che fossimo tutti consapevoli che non volevamo ripeterci. “Hands on me”, ad esempio, è ovviamente una ballata, ma quando arriva all’assolo di chitarra è ancora davvero “impetuoso”, è ancora grande ed epico. Penso che sia davvero fantastico. Cosa ti è piaciuto?

È un album diverso ma possiamo ancora sentire l’energia che caratterizza il vostro genere. Penso che sia un album pieno di vita.

Luke: Questo è stato fatto di proposito rispetto al nostro album precedente. Nei primi due dischi registravamo direttamente sulle demo. Tuttavia, con questo album abbiamo avuto come punti di riferimento le demo solo per arrangiamenti e tonalità. Quando stavamo registrando avevamo con noi altri grandi musicisti, un altro chitarrista e un pianista, e sperimentavamo con il tempo e affrontavamo le canzoni in un modo completamente diverso. Abbiamo registrato le performance fatte in studio, scelto i take migliori e costruito su quelli. Penso che questo sia il motivo per cui questo album possa essere emotivamente percepito di più. 

Gethin: Era una sorta di esperimento. Abbiamo costruito alcune demo per poi andare in una direzione completamente diversa e scrivere canzoni differenti da come le avevamo inizialmente pensate. Fondamentalmente abbiamo preso le parti migliori da tutte le canzoni, l’abbiamo sperimentate e le abbiamo arricchite in studio. Questo è il motivo per cui ci sono molti “sapori” nell’album.

Questo è il vostro primo album dal 2020, sentite un po’ di pressione su come reagirà il pubblico?

Adam Slack: Penso che l’abbiamo sentita prima di andare in studio, sapevamo che dovevamo pubblicare qualcosa di grandioso. Ora che abbiamo realizzato l’album e ne siamo così orgogliosi, pensiamo tutti che questo sia il nostro miglior album finora.

Sono d’accordo!

Adam: Tutti gli altri che hanno ascoltato l’album erano d’accordo. Rimarrò molto sorpreso se il pubblico non apprezzerà il nostro lavoro.

Jed: E se non lo fanno, sti cazzi.
Luke: Secondo me, penso che abbiamo sentito molta pressione perché abbiamo iniziato a lavorare con una nuova etichetta discografica. Con il nostro ultimo album sono girate molte voci, anche tra di noi. Abbiamo iniziato a pensare che forse avevamo spinto la band il più lontano possibile e che forse avevamo perso l’opportunità di esprimere veramente noi stessi. C’era molta pressione per realizzare un album davvero forte per compensare il terzo e gli anni del lockdown. Ciò ha portato a registrare e scrivere molte demo per quasi due anni. Questo è qualcosa che non facevamo dagli anni debutto, ecco perché penso che questo album sia così forte, forse più forte del nostro primo album. 

Jed: Il processo è stato creativamente liberatorio, più di ogni altro album, e penso che ogni componente è d’accordo. Penso ci sia stata un po’ pressione ma non credo abbia ucciso la creatività, era una sana dose di pressione. Tuttavia non abbiamo sentito la pressione dai fans.

Luke: Mhm, non sono d’accordo, ho sentito la pressione dei fan. Li ascoltiamo, leggiamo giornali e guardiamo quello che viene detto su di noi. Il nuovo album è una risposta alle persone che dicevano che non riuscivamo a creare una solida identità, perché spesso sperimentiamo con generi diversi. Con questo album vogliamo dimostrare che siamo una vera e propria rock band, la migliore in circolazione. Non abbiamo fatto né featurings né remix, abbiamo solamente scritto undici grandi canzoni.

Avete una canzone preferita dell’album?

Gethin: Per me cambia. Ogni volta che ascolto il nuovo album trovo sempre qualcosa che credevo di aver dimenticato e ne sono molto soddisfatto. In questo momento direi “I Won’t Run”, l’abbiamo suonata l’altro giorno in versione acustica e ho realizzato quanto fosse bella. Il nostro set ha bisogno di questa canzone dal vivo. Adoro “Remeber the Name, cattura il nostro spirito e la nostra energia.

Luke: Adoro la title track. La versione demo è diventata virale su Tik-Tok nel 2019, era una figata ancor prima che venisse registrata la versione definitiva. Penso spesso ad altri gruppi, non per diventare troppo competitivo, ma quando ascolto una nuova canzone di Greta, una nuova canzone dei Maneskin o qualsiasi canzone rock alternativa, penso a cosa penseranno quando ascolteranno “Pretty Vicious”. È così bella senza sforzarsi, si basa su un fantastico crescendo e diventa più veloce verso la fine. Penso che dimostri quanto siamo fantastici, non puoi negarlo. Adoro anche la cover alla fine, “Somebody Someday”.

Adam: Probabilmente “Gimme Some Blood”. Dal punto di vista della composizione della canzone ha una strofa, un pre-ritornello, un ritornello, un grande assolo di chitarra e un’outro. La canzone inizia tranquilla ma poi continua con un grande ritornello trascinante, ha tutto. Sono molto orgoglioso della canzone, penso che sia davvero bella.

Jed: Direi “I Won’t Run” e “Hands On Me”. Tuttavia, devo dire che durante le sessioni eravamo un po’ stufi di quelle canzoni perché l’idea era in circolazione da secoli. Adoro “Better Love”, ho avuto l’idea per la linea di basso proprio all’inizio del processo di scrittura. Eppure, in quel momento non pensavo che avrebbe avuto la possibilità di sopravvivere e di arrivare nell’album. Sono molto orgoglioso di tutte le canzoni ma quando ascolto “Better Love” mi viene da ridere. Non penso che sia la miglior canzone dell’album, tuttavia è quella che mi rende più felice.

Luke: Torno anch’io a quella canzone perché un po’ come “Pretty Vicious”, entrambe le canzoni sono un po’ diverse. Stranamente, dal mio punto di vista, queste due sono le nostre canzoni più originali. 

Jed: Sai perché? Perché quando ho scritto la canzone [“Better Love”] avevo in mente qualcosa che suonasse un po’ come una pubblicità e quei due ragazzi [indica Adam e Gethin] hanno scritto una canzone completamente diversa con un ritmo completamente diverso. La canzone è stata realizzata nell’arco di un anno combinando due idee. Secondo me questo è il motivo per cui la canzone è davvero unica.

Luke: Dal punto di vista dei testi la canzone racconta una bella storia, contiene ottimi pezzi di immaginario e, so che suonerà strano, mi ricorda in qualche modo i Fleetwood Mac. Mi ricorda Daisy Jones [una serie TV uscita nel 2023 che sembra riprendere la storia dei Fleetwood Mac]…

Adam: E gli Steely Dan.
Gethin: [ride] Steely Dan?
Luke: Sì, mi piace quello e l’assolo di sax alla fine.

L’album “Strange Days” è uscito subito dopo la pandemia. Come ha influenzato la vostra vita di musicisti?

Luke: Non abbiamo potuto fare tournée per diciotto mesi ed è stato molto difficile, ma devo dire che a me ha comunque fatto molto bene. Siamo stati incessantemente in viaggio per così tanto tempo, è stato bello prenderci una piccola pausa e riallinearci con amici e con la famiglia. Penso che tutto accada per una ragione. Te lo garantisco, se non avessimo realizzato “Strange Days” nel modo in cui l’abbiamo fatto, non credo che saremmo stati così sicuri delle nostre capacità come lo siamo ora. Sapevamo che avremmo potuto fare meglio quando abbiamo deciso di realizzare il nostro quarto disco.

Jed: Penso che tutti abbiamo imparato qualcosa quando siamo scesi dalla giostra della vita in tour. Abbiamo avuto molto tempo per noi stessi, ci sono stati aspetti positivi e negativi che ne sono derivati. Tuttavia, siamo stati in grado di identificare ciò che era veramente importante per noi, questo ci ha portato fiducia non solo come band ma anche come individui. Durante quei diciotto mesi abbiamo capito cosa ci rendeva felici, così quando ci siamo riuniti abbiamo capito cosa volevamo veramente.

Luke: Prima della pandemia sentivamo che il rapporto con la nostra casa discografica stava volgendo al termine, sapevamo che dovevamo effettuare un cambiamento. È stato bello, dopo la pandemia, raccogliere i pensieri di tutti e fare la scelta giusta. Prima della pandemia roteavamo costantemente tra tour, scrittura, album, tour, scrittura, album… La pandemia ci ha fatto capire che tipo di disco volevamo fare, un disco sperimentale ma autentico.

Qual è la vostra canzone preferita da eseguire dal vivo?

Luke: Mi piace ancora “Where Did She Go” perché la canto da quando avevo sedici anni. Quest’anno siamo stati davvero fortunati, abbiamo fatto dei concerti davvero fantastici. Ogni volta che durante il tour mi sento un po’ frustrato è davvero bello suonare quella canzone e vedere che la gente ancora la canta, mi ricorda da dove sono partito. 

Jed: Direi “One Night Only”, dal punto di vista della performance mi piace la configurazione del palco. Luke va in fondo al palco e mi sento….

Luke: [ride] Come un frontman?

Jed: Sì, per tre minuti! [ride]. L’energia sul palco cambia e durante quella canzone ognuno di noi ha ruoli diversi, il che porta molta unione durante la performance. Luke è nato per stare sul palco, tuttavia per me e Adam è diverso, sai? Entrambi abbiamo acquisito maggiore sicurezza trovandoci di fronte a un vasto pubblico e coinvolgendo le persone. Durante “One Night Only”, quando Luke va in fondo al palco a suonare il piano, non voglio che l’energia diminuisca e questo dipende da noi.

Adam: Mi piace “Pretty Vicious” perché alla fine posso fare un assolo e improvvisare. Mi piace improvvisare ed essere libero sul palco.

Gethin: Penso che ogni canzone che apre il set sia la mia preferita.

Citate spesso come vostre influenze band come Queen, Oasis, The Rolling Stones e così via. Avete altre influenze oltre alla musica rock?

Luke: Come band ascoltiamo molto altro. Se devo essere sincero, non ascolto più molta musica rock. Sono il paroliere della band e mi piace ascoltare altri cantautori. Adoro Lana Del Rey, Adele, Scott Walker, Nick Drake, Linda Ronstadt… Molte donne in realtà. Penso che le cantautrici siano più stimolanti di molti cantautori.

Adam: Sono d’accordo.
Luke: Tuttavia, ho avuto un’ossessione con Bob Dylan, Nick Cave, Leonard Cohen… Ma quelli sono gli unici uomini che ascolto. Penso che le donne portino molta più profondità ed emozioni.

Gethin: Per me Tom James e i Megadeth. Tuttavia, in fondo sono un ragazzo indie… mi piace scoprire nuova musica.

Adam: Ad essere onesti, ascolto ancora molta musica rock. Recentemente ho iniziato ad ascoltare Ozzy, il che è fantastico. Ho sempre amato i Black Sabbath, ma mi sono sempre di più interessato al materiale di Ozzy e ho capito che preferisco la sua carriera da solista. Adoro la musica pop, brani come “Crazy Train” o “Mama I’m Coming Come” sono solo canzoni pop con una chitarra elettrica. Torno ancora ai classici.

Jed: Sto ascoltando un sacco di roba ambient. Mi sono reso conto che come musicista non ascolto abbastanza musica ma penso che preferisco ascoltare musica che non suonerei. Mi piace ascoltare jazz e la musica ambient, sono piuttosto cinematografici e rendono le esperienze della vita piuttosto emozionanti perché donano loro una diversa dimensione. Ascolto anche cantautrici e artiste per gli stessi motivi indicati da Luke, ma poiché sono un fanatico degli arrangiamenti in realtà ascolto qualsiasi cosa.

Se doveste andare su un’isola deserta e poteste portare con voi un solo album da ascoltare per il resto della vostra vita, quale sarebbe?

Jed: Te ne darò uno facile, “Hot Fuss” di Killer.

Gethin: Ti dico, solo perché è un album eclettico, “London Calling” dei Clash.

Luke: Io opterei per “Bat Out Of Hell” dei Meat Loaf. C’è un po’ di Opera Rock lì dentro, due ballate davvero fantastiche, testi fantastici, titoli fantastici, grande cantante, grandi interpreti, grandi produttori…

Adam: Penso “American Idiot” dei Green Day. Voglio dire, “Dookie” significa molto per me, tuttavia “American Idiot” ha canzoni iconiche. Quei due album mi hanno fatto avvicinare alla musica quando avevo tredici anni

Jed Elliot: E il tuo?

Ambra: Il mio? Mhm… so che è comune ma “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”. Grazie a mio padre sono cresciuta ascoltando i Beatles, sono il mio gruppo preferito.

Luke Spiller: è una bella scelta, ma non è il mio album preferito dei Beatles. Il mio preferito è “Abbey Road”.

Ambra: Sì, ma è il più sopravvalutato. Purtroppo ha delle canzoni che ormai sono troppo famose, sentite e risentite.

Luke: “Sgt. Pepper’s” non lo è?

Ambra: Hai ragione, ma meno di “Abbey Road”, dai.

Adam: Ok, iniziamo un dibattito sui Beatles.

Gethin: Direi che ci sono più canzoni popolari in “Abbey Road” che in “Sgt. Pepper”. “Pepper” va ascoltato come un album intero.

Luke: “Abbey Road” è un disco a due facce. Hai dei singoli fantastici sul primo lato mentre sul secondo ci sono canzoni strane e sperimentali.

Ambra: Mhm è vero.

[Ci salutiamo mentre Adam e Luke cantano “The Benefit Of Mr. Kite”].

The Struts interview

First thing first: how are you doing? Are you happy to be in Italy?

Jed: Italy is one of our favorite places to visit and to perform. We toured around the world in many places where maybe by the fourth or fifth time we visited, we could feel how great the energy was. However in Italy it is different, we played in Milan last night. We played there pre-pandemic and it was amazing, there was three or four thousand people. We played there last night as well and exceeded our expectations. 

I listened to your new album “Pretty Vicious”, songs like “Hands on me” are kind of different from your most famous songs. I was wondering what affected this change. 

Luke: More of the songs are based on real events, real people, probably more so than previous records. I think we were all conscious that we did not want to repeat ourselves. “Hands on me”, for instance, is obviously a ballad  but yet by the time it gets to the guitar solo it’s still really “Strutsy”, it’s still big and epic. I think it’s really cool. What did you like about it?

Ambra: It is a different album but we can still feel the energy that characterizes your genre. I think it is an album full of life. 

Luke: That was purposely done compared to our previous album. In the first two records we would track over the demos we recorded. However, with this album we had demos as our reference points just for arrangements and keys. When we were recording we had many other great musicians with us, another guitarist and a piano player, and we would experiment with the tempo and approach the songs in a completely different way. We captured the performances in the studio, choose the best takes and build on that. I think this is why you can feel it more. 

Gethin: It was a sort of experiment. We built some demos, then went in a completely different direction and write entirely different songs. We basically took the best part from all of the songs, experiment with it and fleshed them out in the studio. This is why there are a lot of “flavors” on the album. 

This is your first album since 2020, do you feel a little bit of pressure on how the public will react to it? 

Adam: I think we felt it before we went to the studio, we knew that we had to release something great. Now that we have done the album we are so proud of it, we are all thinking this is our best album yet. 

Ambra: I agree! 

Adam: Everyone else who listened to the album agreed. I’m going to be very surprised if the public will not appreciate our work. 

Jed: And if they don’t, sti cazzi. 

Luke: In my opinion, I think there was a lot of pressure because we worked with a new record label. With our last album, because it was released during Covid, there were a lot of whispers even among ourselves. We thought that maybe we pushed the band as far as we could and maybe missed the change to truly express ourselves. There was a lot of pressure to deliver a really strong record to make up for the third one and lockdown. That led to recording and writing a lot of demos for almost two years. This is something we had not done since the debut, this is why I think this album is as strong, or maybe stronger, than the debut album. 

Jed: The process was so creatively liberating, more than any other album, and I think that every member would agree. I think there was some pressure but I don’t think that it killed the creativity. It was a healthy amount of pressure. However, we did not felt the pressure by the fans. 

Luke: Mhm, I don’t agree, I felt the pressure by the fans. We listen to them, we read press and watch things that get said about us. The new album is a response to the people that said that we couldn’t get our minds up because we often experiment with different genres . With this album we wanted to show that we are an actual legit rock band, the best out there. We did no features, no remixes and wrote eleven great songs. 

Do you have a favorite song from the album?

Gethin: It changes for me. Every time I listen back I always find something that I forgot about and I’m very pleased with it. Right now I would say “I Won’t Run”, we played it the other day as an acoustic set and I realized how good it was. Our set needs this live as well. I also love “Remember the Name”, it captures our spirit and energy. 

Luke: I love the title track. The demo version went viral on Tik-Tok a few years ago, we lived with the demo since 2019 and it was still exiting right until we recorded the ultimate version. In the back of my mind I’m thinking about other groups, not to get too competitive about it but when I hear a new Greta song, a new Maneskin song, or any alternative rock song, I’m thinking what they will think when they will listen to “Pretty Vicious”. The song is so effortlessly cool but yet it builds to this great crescendo and gets quicker towards the end. I think it proves how fucking great we are and you can’t deny it. I also love the cover at the end, “Somebody Someday”.

Adam: Probably “Gimme Some Blood”. From a song writing perspective it has got a verse, a pre-chorus, a chorus, a great guitar solo and an outro. The song starts quiet but then continues with a big hooky chorus, it has everything. I am very proud of the song, I think it is really good. 

Jed: I would probably say “I Won’t Run” and “Hands On Me”. However, even in the sessions we were kinda sick of those songs because the idea had been around for ages. I like “Better Love”, I had the idea for the bass line at the very start of the songwriting process. However, at the time, I did not think that it was going to have a chance to survive and make it to the record. I’m very proud of all the songs but when I hear “Better Love” it just makes me laugh. I don’t think it is the best song on the album, however it is the one that makes me the happiest. 

Luke: I go back to that song as well because, a bit like “Pretty Vicious”, both songs are a bit different. Weirdly enough, those two are our most original songs from my perspective. 

Jed: Do you know why? Because when I wrote the song [“Better Love”] I had in mind something that sounded a bit like a commercial and those two guys [he points at Adam and Gethin] wrote a completely different song with a completely different tempo. The song was done in the span of a year combining two different ideas. In my opinion, this is why the song is very unique. 

Luke: Lyrically the song tells a good story, has good bits of imaginary in it and, I know it will sound weird, it reminds me of Fleetwood Mac in some sort of way. It reminds me of Daisy Jones [a TV serie that came out in 2023 treading the path of Fleetwood Mac]…

Adam: And Steely Dan.

Gethin: [laughs] Steely Dan? 

Luke: Yeah, I like that and the sax solo at the end.

The album “Strange Days” came out right after the pandemic. How did it affect your lives as musicians? 

Luke: We could not tour for eighteen months and it was very difficult. However, for me, it did a lot of good. We have been so relentlessly on the road for such a while, it was good to take a little break and realign ourselves with friends and family. I think that everything happens for a reason. I guarantee you, if we had not made “Strange Days” in the way that we did, I don’t think we would have been as confident as we are now with our abilities. We knew we could do better when it came to our fourth record. 

Jed: I think we all learnt something from being able to get off the carousel of touring life. We had a lot of time for ourselves, there was good and bad that came with that. However, we were able to identify what was really important to us, this brought not only confidence as a band but also as individuals. During those eighteen months we realized what made us happy, so when we reunited we realized what we really wanted. 

Luke: Before the pandemic we were feeling that the relationship with our previous record was coming to an end, we knew that we wanted to make a change. It was nice to regather everyone’s thought after the pandemic and make the right choice. Before the pandemic we were constantly in the rotation of tour, writing, album, tour, writing, album… The pandemic made us realize what kind of record we wanted to do, an experimental but authentic record. 

What is your favorite song to perform live?

Luke: I still like “Where Did She Go” because I’ve been singing that since I was sixteen. We’ve been really lucky this year to do some really great shows, whenever I get a little bit frustrated on tour it’s really cool to play that song and see people still singing to it. It’s a really humbling reminder of how far I’ve got. 

Jed: I would say “One Night Only”, from a performance point of view I like the stage configuration. Luke goes back and I feel….

Luke: [laughs] Like a frontman?

Jed: Yeah, for three minutes! [laughs]. The energy on stage shifts and during that song everyone has different roles, that brings a lot of comradery to the performance. Luke was born to be on stage, however Adam and I being upfront is different, you know? We both grown in our confidence being in front of a big audience and getting people engaged. During “One Night Only” when Luke goes back to play the piano, I don’t want the energy to drop and that’s on us. 

Adam: I like “Pretty Vicious” because I get to do a solo at the end and I get to improvise. I like improvising and be free on stage. 

Gethin: I think that every song that opens the set is my favorite. 

You often cite as your influences bands such as Queen, Oasis, The Rolling Stones and so on. Do you have any other influences besides rock music?

Luke: As a band we listen to so much more than rock. If I’m completely honest I don’t really listen to a ton of rock music anymore. I’m the lyricist of the band and I enjoy listening to other songwriters as well. I really love Lana Del Rey, Adele, Scott Walker, Nick Drake, Linda Ronstadt… A lot of females actually. I think female songwriters are more inspiring than a lot of guys. 

Adam: I agree with that. 

Luke: However, I’ve been quite obsessive with Bob Dylan, Nick Cave, Leonard Cohen… But those ones are the only guys that I listen to. I think females bring way more depth and emotions. 

Gethin: Tom James and Megadeth. However, I’m an indie boy at heart… I like to discover new music. 

Adam: I still listen to a lot of rock music to be fair. I’ve been listening to Ozzy recently, which is cool. I always loved Black Sabbath but I’ve been getting into more Ozzy’s stuff and I realized that I enjoy much more his solo career. I love melody and pop music, when you listen to “Crazy Train” or “Mama I’m Coming Come”, they are just pop songs with electric guitar, you know? I still get back to the classics. 

Jed: I’ve been listening to a lot of ambient stuff. I realized that as a musician I don’t listen to enough music and I think that I like listening to music that I would not play on stage. I like listening to jazz and ambient music, they are quite cinematic and make experiences in life quite exiting because they give them a different dimension. I also listen to songwriters and female artists for the same reasons Luke gave but because I’m a sucker for arrangements, I listen to anything. 

If you had to go on a desert island and you could bring just one album to listen for the rest of your lives, what would it be? 

Jed: I will give you an easy one, Killer’s “Hot Fuss”.

Gethin: I’ll go, just because it’s an eclectic album, with the The Clash’s “London Calling”. 

Luke: I would go with Meat Loaf’s “Bat Out Of Hell”. There’s some opera rock, two really great ballads, great lyrics, amazing titles, great singer, great players, great producers…

Adam: I think it would be “American Idiot” by Green Day. I mean, “Dookie” means a lot to me, however “American Idiot” has iconic songs. Those two albums got me into music when I was thirteen. 

Jed: What about you? 

Ambra: Mine? Mhm… I know it’s a common one but “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”. Thanks to my father I grew up listening to the Beatles, it is my favorite band.

Luke: It’s a good one actually, but it’s not my favorite Beatles’ album. My favorite is “Abbey Road”. 

Ambra: Yeah but it is so overplayed. 

Luke: But “Sgt. Pepper’s” isn’t? 

Ambra: You’re right, but less than “Abbey Road”, come on.

Adam Slack: Okay, let’s start a Beatles debate. 

Gethin: I would say that there are more popular songs on “Abbey Road” than on “Sgt. Pepper’s”. “Sgt. Pepper’s” has to be listened as a whole album. 

Luke: “Abbey Road” is a two sided record. You have amazing singles on the first side, however on the second side there are weird and experimental songs.

Ambra: Mhm that’s true. 

[We say goodbye while Adam and Luke sing “The Benefit Of Mr. Kite”]. 

Articolo di Ambra Nardi

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