17 ottobre, riparte la stagione del SNR di Colle Val D’Elsa, uno dei migliori locali del centro Italia, per qualità sonora, accoglienza e programmazione. E si parte davvero bene: sul palco arrivano da Mantova gli a/lpaca, preceduti da Vicky Le Roy. Due proposte musicali apparentemente molto distanti tra loro per genere, ma che in verità hanno ricevuto la stessa risposta dal pubblico: coinvolgimento. Questo accade quando si intercettano i gusti e le tendenze di chi va ai concerti per ascoltare musica di qualità e originale, anche se lo sforzo per non vendersi ai tributi, insomma per far facile cassetta, è immenso.
Vicky Le Roy

Vicky Le Roy si autodefinisce “Techno queen della Val d’Elsa. Pilotessa di sequenziatori. Domatrice di laser. Ossessione dei raver.”. E già per questo siamo qui.


Già presente in band della zona che hanno calcato anche palchi importanti, quali il Live Rock Festival, sotto questo moniker vuole proporre un diverso approccio, solista, della sua visione musicale. Il suo breve set fonde elettronica e cantautorato, attraverso l’uso di sintetizzatori, sequencer, loop-station, campionamenti e voce, il tutto accompagnato da testi ironici e immaginifici.


Con il suo Dream-Techno Pop mescolato a una voce dolce e sognante racconta storie semplici, quelle di tutti, e il suo set coinvolge da subito i presenti, accorsi numerosi sotto palco. I brani sono suoi, musica e testi, e questo fa di lei una cantautrice techno originale, da seguire, sperando presto in un’uscita discografica.


a/lpaca


Ci si prepara ad accogliere sul palco gli headliner della serata: gli a/lpaca. Senza troppi fronzoli, la band mantovana si sistema sul palco, attacca gli strumenti e inizia subito a suonare. Il cambio di set è evidente non soltanto nei suoni, ma anche nell’atmosfera: le luci si fanno più cupe e virano verso colori acidi, a rimarcare anche visivamente le coordinate sonore del gruppo. Un mix di Post-Punk, Krautrock e sfumature noise, anche se risulta difficile collocare con precisione una formazione che fa della contaminazione uno dei suoi punti di forza.


Nel corso degli anni, gli a/lpaca hanno saputo conquistare una solida reputazione all’interno della scena indipendente italiana, portando avanti un progetto coerente e personale, capace di sfuggire con coraggio alle logiche del mainstream. Si apre con “Evil Pawn”, brano tratto dall’ultimo album “Laughter” (la nostra recensione), per poi attraversare anche il disco d’esordio “Make It Better” (la nostra recensione), da cui viene proposta, tra le altre, “Active Clever”.


Il loro modo di stare sul palco è naturale e disinvolto, complice anche la notevole esperienza live maturata nel corso degli anni. Ne scaturisce un set che non si perde in chiacchiere, ma procede attraverso un flusso quasi ininterrotto di musica.


Il suono è compatto e avvolgente, sostenuto dalle linee ritmiche di Andrea Verrastro e Andrea Sordi, rispettivamente al basso e alla batteria, che si intrecciano efficacemente con le trame elettroniche dei synth di Andrea Fantuzzi. Ne nasce una miscela in cui sonorità elettroniche e componenti organiche si fondono senza soluzione di continuità, mentre la chitarra e la voce di Christian Bindelli completano l’architettura sonora del gruppo.


Gli a/lpaca non hanno bisogno di particolari artifici per catturare l’attenzione: lasciano che siano i suoni a parlare e, attraverso una scaletta di undici brani, trascinano il pubblico nel loro universo sonoro. Il concerto si chiude con “Chameleon”, senza siparietti né finti finali: la band mantovana rimane fedele al proprio stile, saluta il pubblico e stacca gli strumenti, con la stessa essenzialità che ha caratterizzato l’intera esibizione.


Articolo e foto a/lpaca di Daniele Bianchini
Articolo e foto Vicky Le Roy di Francesca Cecconi
