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Being As An Ocean live Milano

Nel bill di questa esplosiva serata anche i Senna e i Of Virtue

Settembre: mese di ritorno a scuola e lavoro dopo le vacanze estive, per molti di noi. Il popolo del Legend Club di Milano è sempre stato numeroso anche in piena estate, ma oggi 14 settembre lo si ritrova in piena forma e numerosità.  Dopo alcune settimane di latitanza, è bello ritornare alla familiare transenna del Legend, pronta a farmici spalmare, vista la tipologia della serata, ma vi dirò che mi era anche mancato il tornare a casa con qualche segno di guerra addosso.

Senna

Il palco è già pronto per la prima band, gli unici rappresentanti europei di stasera sono i teutonici Senna, che entrano in un trionfo di fumo, croce e disperazione dei fotografi presenti. Originari di Mannheim, prendono il loro nome da un termine arabo che significa ” splendore”.

Senna

Nati come un progetto in studio, grazie alla loro abilità artistica e al loro Hard Rock tagliente, che incontra uno stile post hardcore, questi cinque ragazzi hanno rapidamente attirato l’attenzione della SharpTone Records, che ha pubblicato l’album di debutto, “A Moment Of Quiet”, uscito il 15 giugno 2022 e che verrà proposto in scaletta durante la loro esibizione.

Senna

“Jade”, il singolo principale, è un brano che si concentra sulla lotta per diventare qualcuno di cui essere orgogliosi e scalda gli animi dei presenti con i suoi ritornelli accattivanti. Questo album di debutto è, a mio avviso, molto maturo per una band così giovane, sia per età dei componenti che per formazione, e dimostra come i Senna possano avere un futuro interessante all’orizzonte, un probabile must per i fan del moderno Metalcore.

Senna

Il frontman Simon Masdjedi urla a squarciagola il dolore e la disperazione per la maggior parte del live, offrendo performance appassionate ed emotive, particolarmente elevate in “Rosehip”, dal testo impegnativo e toccante.

Senna

Molto dinamici e attivi sul palco, è stato bello vedere come in particolar modo il bassista sentisse la musica, chiudendo gli occhi, mimando i testi e vorticando mentre le canzoni procedevano. Il cantante non è stato timido nel parlare col pubblico, che in buona parte non li conosceva, dimostrando il suo apprezzamento ogni volta che le persone applaudivano e mostravano di gradire la musica. I Senna hanno fornito una buona introduzione alla serata, seppur in un Legend non ancora a piena capacità, ma era chiaro che la band era semplicemente felice di essere lì a vivere il momento con chi c’era.

Of Virtue

Dopo queste giovani promesse, è il turno degli americani Of Virtue. La primissima cosa che posso dirvi di loro è che chi li conosce ne è innamorato, e chi non li conosce se ne innamora: come artisti sicuramente, ma anche per il rapporto che hanno con il pubblico, per come dimostrano il loro affetto ancor prima di iniziare l’esibizione. Mentre il palco viene preparato per loro, ecco apparire Damon Tate, chitarrista e clean voice: possente nei suoi muscoli, si china a salutare e a stringere la mano a tutta la prima fila, e intendo letteralmente tutta, me compresa. Si presenta a ognuno di noi e a ciascuno chiede il nome, come stiamo, chiacchiera del più e del meno; io non me l’aspettavo e balbetto malamente qualche parola che lo fa sorridere.

Of Virtue

Originari del Michigan e formatisi nel 2008, gli Of Virtue si sono catapultati nella scena metalcore con l’ep di debutto “To Breathe Again” del 2009, consolidandosi quasi all’istante come un punto fermo, combinando elementi hardcore melodici e metalcore, per l’appunto, in un mix energico e attira pogo. Anche nel contesto della pandemia di covid-19, poco dopo il rilascio del loro terzo album “What Defines You”, che vede incorporare Hard Rock nel loro audace Metalcore, questi artisti esperti hanno continuato a fiorire in tutto il mondo, raccogliendo migliaia di nuovi ascoltatori in un momento in cui i live erano impossibili.

Of Virtue

Partendo umilmente, dall’apertura di concerti locali fino al raggiungimento di importanti posizioni nella classifica Current Hard Music di Billboard, esibendosi in oltre 30 paesi in tre continenti, con un nuovo album, “Omen”, in uscita il 29 settembre 2023 per Arising Empire e accumulando l’incredibile cifra di oltre 6 milioni di stream solo su Spotify, la crescita degli Of Virtue è a dir poco sbalorditiva.

Of Virtue

Salgono sul palco, accompagnati dall’onnipresente e abbondante fumo, acclamatissimi e festeggiati da un pubblico che nel frattempo è più che raddoppiato e carico a mille: diamine, anche le luci impazziscono, quando il vocalist Tyler Ennis mette mano e voce sul microfono, schizzando qua e là per il palco, in una dinamica che ha davvero intensificato l’esperienza delle canzoni. Non sapevi mai chi guardare, chi inquadrare, e quando la voce grintosa di Tyler colpisce, colpisce forte, perfettamente incapsulata dalla voce morbida e limpida di Damon, che fino a qualche minuto prima era lì a stringerci le mani.

Of Virtue

Tyler, col suo immenso carisma da frontman, letteralmente possiede il palco su cui cammina; fiducioso, interagisce costantemente con il pubblico che alle mie spalle si lancia in pogo talmente estremi da sembrare più degli incontri di capoeira: ed ecco che il mantra speriamo di uscire viva di qui  inizia a farsi strada nella mia mente. Nel mentre, il frontman continua a scherzare e ad aizzare la sala: If you’re having a good time , say “Fuck yeah” … are you having a good time? Inutile dire che tutto il Legend rimbomba con il Fuck yeah! del pubblico, deliziato.

Of Virtue

In scaletta troviamo molti brani energici, spaccaossa, anche in anteprima del nuovo album, per esempio “Cut Me Open”, ” Sinner”, ” A.N.X.I.E.T.Y.”, dai testi tragici e attuali che parlano di depressione  e gesti estremi, specialmente e purtroppo frequenti anche tra i più giovani,  intervallati da dialoghi di Tyler e Damon, ricchi di messaggi positivi che trasmettono con rara efficacia:  Remember you’re not alone, you all have a purpose,  and our purpose is to be here with you tonight, so thank you guys for being here. Gli applausi e le urla acclamanti sembrano non finire mai.

Of Virtue

Questa band sa rendere importante il suo pubblico e ha costantemente gesti d’affetto per loro, non dando nulla e nessuno per scontato. La performance si conclude con “Cannibals”, nuovo singolo del 22 marzo 2023, ispirato a un periodo difficile della vita del frontman, e che ricorda a noi tutti che il passato non si può cambiare, possiamo solo imparare dai nostri errori senza che questi ci facciano cadere in una visione negativa di noi stessi: ancora una volta, testi impegnativi urlati con disperazione da Tyler , che ce la presenta scendendo dal palco  tra i fan deliranti, e sottolineati dalla voce incantevole di Damon. Sarebbe davvero fantastico vedere presto gli Of Virtue come headliner. Ancora, mentre la band smonta la sua attrezzatura, Damon carico di cavi passa a stringere mani, così come Tyler, che non finisce più di ringraziare un pubblico innamorato e dagli occhi lucidi: toccante, davvero.

Being As An Ocean

Mentre i fan vanno ora a rilassarsi in vista degli headliner, la preparazione del palco è abbastanza semplice, poiché viene sgombrato da qualunque accessorio non necessario, lasciandolo semivuoto. Il perché lo si capirà durante il concerto dei Being As An Ocean, band post – hardcore californiana nata nel 2011 ad Alpine. Il loro stile musicale è una miscela unica di Hardcore melodico e Post- Rock, con la voce appassionata e spesso parlata del frontman Joel Quartuccio che costituisce un elemento distintivo del loro suono.

Being As An Ocean

Conosciuti per le loro performance intense ed emotivamente cariche, e i testi profondamente personali che spesso toccano temi di fede, lotta personale e amore, hanno all’ attivo cinque album in studio.
Per chi fosse curioso di conoscere l’origine del loro nome, esso deriva da una citazione di Gandhi: Non bisogna perdere fiducia nell’umanità. L’umanità è come un oceano; se alcune gocce dell’oceano sono sporche, l’oceano non si sporca.

Being As An Ocean

Il loro ingresso si annuncia, oltre che con l’immancabile fumo, da una luce fredda che si accende in un angolo del palco creando un’ambiente quasi epico. La sala è ormai gremita di fan che spingono, si urtano, impazienti mentre sperano di sentire i loro brani del cuore.

Being As An Ocean

I Being As An Ocean entrano praticamente nel buio, con un’atmosfera diversa rispetto le due band precedenti. C’è qualcosa di diverso in questi ragazzi, più lunatici, più oscuri. Il frontman Joel Quartuccio, che prima del live era nel parco a gironzolare come un normale spettatore, attacca con ” Little Richie”, e dopo un paio di minuti appena sale sulla transenna e salta giù, in mezzo alla folla che lo accoglie tra urla e telefonini impazziti. Questo non è stato per me uno shock particolare; quello che non mi aspettavo era che Joel sparisse completamente tra la folla già a partire dalla prima canzone, ed è qualcosa che farà molto spesso durante la sua esibizione.

Being As An Ocean

In tempo zero, mi ritrovo spalmata (di nuovo) in transenna e annaffiata da capo a piedi dalla birra lanciata dai bicchieri dei fan che non si aspettavano di aver Joel subito tra loro. Anche se la band non ha scambiato molte parole col pubblico, se non quando il frontman ha parlato a un fan particolarmente animato, era ovvio che fosse perché volevano che fosse la musica a parlare.

Being As An Ocean

Joel si muoveva tra la folla, saltava e pogava con loro, stabilendo contatti visivi con tutti coloro che cantavano le parole insieme a lui. Nessun bodyguard interviene, tutti possono accarezzarlo, toccarlo, alcuni fan accanto a me dicono di potersi sentire male dall’emozione. Uno spettacolo vietatissimo a chi ha bisogno di uno spazio personale molto ampio: il Legend si presenta nella sua natura più cruda, più brutale, dove si sta pelle a pelle con tutti, si condividono respiri e sensazioni e si mettono a nudo gli istinti più ancestrali.

Being As An Ocean

La scaletta spazia tra i più grandi successi, che  toccano le corde più profonde di persone venute da tutta Italia, che si emozionano fin quasi alle lacrime quando Joel attacca con “Dear G – D”, una ballata dolorosamente struggente così come lo era dieci anni fa: I’m living for the sake of living, loving for the sake of loving , e che colpisce ancora più duramente dopo gli anni di tumulto globale che abbiamo vissuto e le difficoltà che continuiamo a vivere.

Being As An Ocean

Questi brani sono immediati, viscerali, devastanti, e contemporaneamente poesia in movimento; il tour guitarist David Baqi si contorce e suona la sua chitarra con estrema passione, da qualunque angolo, in qualunque posizione, in piedi sulla batteria e arrampicandosi su alcuni sgabelli traballanti tra il palco e il pubblico, mantenuto in equilibrio con l’aiuto di tutti. “L’Exquisite Doleur” e “This Loneliness Won’t Be The Death Of Me” portano tutti nuovamente ad accalcarsi in transenna urlando, mentre io per la millesima volta cerco di salvare la mia macchina fotografica, inzuppata di birra. I nuovi fan si divertono molto con brani del quinto album , più soft, “Waiting For The Morning To Come” del 2017,  come “Glow” e “Dissolve”, dove la clean voice di Michael McGough brilla particolarmente, portando un diverso tipo di energia alla serata.

Being As An Ocean

Uno dei momenti clou è stato “The Hardest Part Is Forgetting Those You Swore You Would Never Forget”, uno dei loro maggiori hit con 9,9 milioni di riproduzioni su Spotify, che ha catturato il pubblico e persino la band si è arresa all’emozione del momento: i fan creavano uno stretto cerchio attorno a Joel, nascosto alla mia vista, e chi lo accarezzava, chi cantava con lui, chi si abbracciava in lacrime. Questo concerto ha significato moltissimo per i fan, e considerato il contenuto delle canzoni dei Being As An Ocean, non mi sorprende il perché. La band ha creato un’esperienza catartica per il pubblico stasera, che uscendo diceva essere stata la loro “migliore serata da secoli”.

Being As An Ocean

L’energia straordinaria dei Being As An Ocean ci accompagnerà per tutta la nottata, anche a concerto finito, quando tutti erano ancora riluttanti a lasciare la transenna, come a non volersi svegliare da un bellissimo sogno.

Articolo e foto di Simona Isonni

Set List Being As An Ocean Milano 14 settembre 2023

  1. Little Richie
  2. L’Exquisite Douleur
  3. Death’s Great Black Wing Scrapes The Air
  4. Find Our Way
  5. Humble Servant, Am I
  6. Death Can Wait
  7. Lost
  8. Glow
  9. Thorns
  10. Swallowed By The Earth
  11. The Hardest Part Is Forgetting Those You Swore You Would Never Forget
  12. Dear G-D
  13. Dissolve
  14. This Loneliness Won’t Be The Death Of Me
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