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Bruce Cockburn live Castelfranco di Sotto

Una delle poche date italiane di questo suo tour europeo solista

No, non c’è nessun errore nel titolo dell’articolo. Esiste davvero un gruppo di pazzi geniali e fissati come noi con la musica di qualità, che da qualche anno, pandemie varie a parte, hanno deciso di organizzare un festival che unisce musica, libri, cinema e i tanti appassionati di queste arti nella provincia di Pisa, precisamente a Castelfranco di Sotto, un paesino di poche migliaia di anime dove in vita mia sono andato solo perché quando facevo il rappresentante lì avevo un paio di clienti.

Il festival si chiama “Backdoor”, e dopo aver avuto fra i propri ospiti negli anni passati dei giganti come Simon Finn e Sarah Davachi, quest’anno ha stupito un po’ tutti riuscendo a portare nella zona del cuoio nientemeno che Bruce Cockburn, in una delle poche date italiane di questo suo tour europeo solista.

Ed ecco che l’8 marzo, mentre un po’ ovunque si festeggiava la festa della donna, oltre cento persone si sono date appuntamento alla Casa del Popolo, nella stanza sul retro che dà il nome al festival, dove sembrava di essere ad un ritrovo di amici da tutta la Toscana, per assistere a uno di quegli eventi memorabili che continueremo a ricordare anche quando avremo passato i novant’anni.

Bruce Cockburn dicevamo. Uno che di dischi non dico brutti, ma almeno interlocutori, non mi sembra che ne abbia fatto nessuno; uno di quegli artisti che ‘perde’ quasi tre ore ad effettuare il soundcheck perché anche dopo oltre cinquanta anni di carriera e senza più niente da dover dimostrare PRETENDE che chi paga il biglietto per ascoltarlo se ne vada soddisfatto; uno di quegli artisti che sarà pure invecchiato e deve camminare con l’aiuto di due bastoni, ma che sale sul palco con il sorriso di un ragazzino e si concede totalmente al pubblico; uno di quegli artisti come Dylan, come Cohen, come McCartney: sei a pochi metri da lui e respiri la storia che ha alle spalle, vivi la sua leggenda, ti aggrappi alle sue note e stai bene per oltre un’ora e mezzo.

Sul palco con lui un charango (o qualcosa di simile), una dobro e una chitarra acustica. Il concerto parte con “The Blues got the world” e con una cover di Blind Willie Johnson, per poi cominciare a spaziare in tutta la produzione più o meno recente del cantautore canadese.

Dalla poesia pura di “The whole night sky” (A volte arriva un vento dal nulla che ti fa cadere a terra / Guarda le mie lacrime, riempiono l’intero cielo notturno) fino allo scatenato fingerpicking della strumentale “Pibroch the wind in the valley”, dalla gioiosa “Wondering where the lions are” alla splendida “If a tree falls” (Se un albero cade nella foresta, qualcuno lo sente? / Qualcuno sente la foresta cadere?) al capolavoro “Lovers in a dangerous times”, il pubblico segue in un silenzio quasi religioso, per poi esplodere in interminabili applausi alla fine di ogni singola canzone.

Con Cockburn che sorride, quasi imbarazzato da tanto calore e da tanto entusiasmo. Esce dietro le quinte, rientra per altri tre brani, uno dei quali è un altro strumentale tutto giocato col pedale del delay, ringrazia dicendo sommessamente You are very nice and gentle people e con i suoi due bastoni rientra nel backstage. È finita una serata magica, di cui ogni spettatore parlerà ancora per tanto tanto tempo. Una serata che dimostra che se quattro pazzi amanti della musica si mettono in testa di fare qualcosa di impossibile, state sicuri che ci riusciranno. Il Backdoor è questo, e continueremo a seguirlo con entusiasmo.

Articolo e foto di Michele Faliani

Setlist Bruce Cockburn live Castelfranco di Sotto, 8 marzo 2024

  1. The Blues Got the World…
  2. Soul of a Man (Blind Willie Johnson cover)
  3. The Whole Night Sky
  4. How I Spent My Fall Vacation
  5. On a Roll
  6. Strange Waters
  7. All the Diamonds in the World
  8. Push Comes to Shove
  9. Pibroch the Wind in the Valley (Instrumental)
  10. Cafe Society
  11. Lord of the Starfields
  12. Bone in My Ear
  13. Lovers in a Dangerous Time
  14. States I’m In
  15. Wondering Where the Lions Are
  16. If a Tree Falls
  17. Burn
  18. The End of All Rivers (Instrumental)
  19. Us All
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