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Dying Fetus live Milano

Precisione tecnica, brutalità, ferocia e la voglia di conquistare ancora il mondo

Quando il gioco si fa duro, la musica si fa aggressiva, il Legend Club di Milano abbassa le luci, io spolvero la mia macchina fotografica, e i Dying Fetus vanno in scena. Tutto questo succede in una calda giornata estiva milanese, il 27 luglio, quando stiamo tutti nella nostra pozza d’ombra fino all’ultimo minuto. All’avvicinarsi del momento dell’apertura delle porte, del gran movimento ci indica che gli headliner di oggi sono appena arrivati, proprio all’ora in cui tutto dovrebbe essere pronto, quindi l’ingresso tarda di una mezz’oretta circa: viaggiare, in questo periodo, è veramente ostico.

Karmian

A causa di questo ritardo, i due opener dovranno eseguire il loro live senza perdere troppo tempo in presentazioni e rituali foto con il pubblico, ma ovviamente daranno tutto il loro meglio. Partono i Karmian, band death metal modenese attiva dal 2005.

Karmian

La loro scaletta è quasi del tutto concentrata sul loro primo full lenght, “Surgere et Cadere” uscito nel 2018. L’album, molto particolare, è un concept sulla storia dei Boii, tribù celtica che invase il nord Italia nel 390 a.C.: un ottimo inizio per una band esordiente, con feroci percussioni, voci da puro Death Metal svedese e riff da capogiro.

The Modern Age Slavery

Rapido il cambio set per la band a seguire, i The Modern Age Slavery: gruppo death metal emiliano, formato nel 2007, da allora hanno intrapreso numerosi tour europei sia come supporto che come headliner.

The Modern Age Slavery

Non si esce molto sani da un’esperienza con loro: riff pesanti, brutalità selvaggia e atmosfere cupe e buie, amplificate dal buio quasi dominante del locale, danno la sensazione che qualcuno possa spezzarti il collo da un momento all’altro.

Dying Fetus

Cambio palco ancora più veloce del precedente, tutto deve essere perfetto per i Dying Fetus che stanno per entrare. Il locale è quasi completamente pieno, quasi completamente buio, il caldo ormai è alle stelle. Questo gruppo death metal è originario del Maryland, dove si è formato nel 1991 durante l’esplosione di questo genere musicale, ma emergeranno dalla massa grazie alla loro particolare mistura di elementi death combinati con strutture catchy.

Dying Fetus

Nonostante le due band di apertura abbiano fatto un ottimo lavoro, non è difficile capire chi sia l’attrazione principale, mentre i grandi padri del Death Metal Dying Fetus salgono sul palco accompagnati da una perfetta intro track, ” Boys Are Back In Town” dei Thin Lizzy . Una veloce aggiustatina agli strumenti e si aprono le danze con “One Shot, One Kill”: luci rosso sangue accompagnano la set list, eseguita con assoluta precisione dal trio composto dal frontman, vocalist e chitarrista John Gallagher, dal bassista Sean Beasley e da Trey Williams, seminascosto dietro un’imponente batteria.

Dying Fetus

Questo set è stato creato per mantenere alto il livello di energia, sebbene i tre artisti non siano eccessivamente in movimento sul palco, mantenendo sempre la loro posizione dietro i loro strumenti.
Abbiamo i classici come ” Subjected To A Beating ” e ” In The Trenches”, grandi punti fermi del loro catalogo, con la folla adorante che si avvicina quasi a uno stato di ipnosi. Vedere questa band e questo pubblico è bellissimo, niente barriere o sicurezza in ogni angolo, ma solo un gruppo animatissimo di fan che danno tutta l’energia che hanno, e la band gliela restituisce!

Dying Fetus

Stasera si suona ogni sfumatura dei Dying Fetus, e mentre li ascolto mi chiedo come tre soli uomini possano concepire tanto baccano (nel senso buono, ovviamente), bilanciando magnificamente brutalità e tecnica. John Gallagher alla chitarra è a dir poco virtuoso; il basso di Beasley decide di confrontarsi con la chitarra solista, creando un caleidoscopio di note oscure.

Dying Fetus

Ogni traccia sembra un po’ più penetrante ed estrema della precedente, in un crescendo di ferocia musicale e di contenuto lirico. Mentre li si guarda e li si ascolta, è ovvio capire il perché di tanto successo, delle loro impressionanti vendite, lo stato di trance del pubblico, che mi aspettavo di veder volare da una parte all’altra, mentre solo un fan si esibirà in una mini passeggiata sul palco.

Dying Fetus

Sono impeccabili, la musicalità in mostra stasera è stupenda, sarà sì rozza, sì pesante, ma prodotta da tre esperti musicisti eccezionalmente abili. Death Metal non è solo growl, ringhi, infinite esplosioni di batteria: il buon Death Metal va realizzato con cura e già, i Dying Fetus sono ottimi artigiani. Il set si chiude con “Wrong One To Fuck With” e “Kill Your Mother, Rape Your Dog” ed è sempre un piacere stare ai lati del pit ad osservare i fan che cantano, alzano mani e braccia incitati da Gallagher, ed i più vivaci che si distruggono a vicenda.

Dying Fetus

Stasera questa grande band di avere , dopo oltre trent’anni, tutto quello che serve: precisione tecnica, brutalità, ferocia e la voglia di conquistare ancora il mondo, mentre il batterista si fionda giù dal palco per saltare e farsi selfie con il pubblico festante.
Long live Dying Fetus!

Articolo e foto di Simona Isonni

Dying Fetus

Set list Dying Fetus Milano 27 luglio 2023

  1. One Shot,One Kill
  2. Subjectet To a Beating
  3. We Are Your Enemy
  4. Unbridled Fury
  5. In The Trenches
  6. Grotesque Impalement
  7. Compulsion For Cruelty
  8. Praise The Lord (Opium Of The Masses)
  9. Your Treachery Will Die With You
  10. From Womb To Waste
  11. Wrong One To Fuck With
  12. Kill Your Mother, Rape Your Dog
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