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Elisa live Firenze

“An intimate night” è il suo nuovo tour teatrale, accompagnata da Dardast

Il 24 gennaio a Firenze per Elisa la prima delle due date di recupero (la seconda l’8 febbraio) dei concerti che si dovevano tenere a Firenze a dicembre – spostati per un’infezione virale. Riposo forzato per un’artista sempre più attiva, piena di idee, energie, creatività. Si era appena concluso, con straordinario successo di pubblico, il suo “Back To The Future Live Tour” (la nostra recensione), che Elisa è tornata nella dimensione del teatro. Un’atmosfera intima per uno spettacolo che ha intitolato “An intimate night”, ovunque tutto esaurito nonostante anche le doppie date in due città, la sua Trieste e Firenze.

In questo tour cambio di scenario, cambio di setlist, cambio di scenografia, cambio di formazione, con special guest Dardast al pianoforte, che ha prodotto gli arrangiamenti per questo tour speciale, chitarra acustica e quintetto d’archi.  Prevedibili certezze: la voce incredibile di Elisa, il suo costante sorriso, la sua capacità di coinvolgere il pubblico.

Partiamo dal fondo, il pubblico. Il Teatro Verdi è tutto esaurito, fino all’ultimo posto in galleria. Rimarrà seduto composto fino alla fine, ma smaniando sulle poltrone, alzando braccia, cantando moltissimo, su richiesta dell’artista, ma non ai cori, come spesso accade: Elisa riesce a far partecipare i suoi fan come nessuno, il concerto è un costante dialogo musicale, una conversazione in note tra intimi. È un’esperienza bellissima assistervi.

Come va, come va, come state? Vi sta piacendo questa cosa un po’ diversa? Un’ovazione appena sale sul palco, con un abito fiorito e sinuoso un po’ da Venere di Botticelli, con sandali rossi dal tacco altissimo.

Il sorriso sul palco è la sua cifra umana più evidente, trasmette presenza, nel senso di essere sempre presente nel momento, nella consapevolezza di quel coinvolgimento empatico di cui sopra. Ti fa stare bene, ti fa essere felice di essere lì, è potentemente contagioso.

La voce di Elisa, beh, non c’è niente di nuovo da scoprire, è una delle più belle che la musica leggera italiana abbia finora avuto. Lei la usa come uno strumento al quale può chiedere ciò che desidera, facendogli cambiare registro a seconda delle necessità. Stasera ci presenta una scaletta con alcuni dei suoi brani imprescindibili, “Labyrinth”, “Stay”, “Together” su tutti, ma anche brani non eseguiti da tempo, come “Un filo di seta negli abissi”, per due ore di musica. Ogni brano è presentato, gli viene dato un significato, a volte profondo, a volte ironico:

Ora ci buttiamo un po’ a ballare, si fa per dire, he, con due figli adolescenti il sabato il fuoco, foho, fohissimo – prova a dire alla fiorentina – è quello dei fornelli! Però, però adesso possiamo rimediare, mi aiuterete vero? – ride a crepapelle, per presentare “Seta”

Il concerto dura complessivamente circa 2 ore e 40 minuti, con una pausa di 20, un po’ incomprensibile (non ci sono cambi palco o di vestiti, nemmeno spostamenti di strumentazione), e un interludio di altri 20 di pianoforte, dove Dardast è protagonista, e archi. Dardast presenta quattro brani dal suo album doppio “Duality” che porterà presto in tour in Italia e in giro per l’Europa; ci invita tutti allo spettacolo più vicino, che sarà il 10 marzo a Prato. Il tutto è accolto calorosamente, l’atmosfera è ottima e questi momenti non spezzano il ritmo della serata.

Oltre Dardast, gli altri musicisti che accompagnano Elisa le fanno da quinta insieme al magnifico gioco di luci – unico vezzo scenografico del concerto – ; sono l’imprescindibile – dal 1996 – Andrea Rigonat alla chitarra, motore ritmico della serata; Caterina Coco al primo violino; Alessio Gavalazzi al secondo violino; Matteo Lipari alla viola; Valentina Sgarbossa al violoncello; Simone Giorgini al contrabbasso.

Elisa inizia il concerto seduta, ma presto inizia a calcare il palco senza sosta, sempre mantenendo il contatto visivo con il suo pubblico. Il finale è di una delicatezza infinita: per “A modo tuo” Elisa si affianca al piano, scherzando con pose mimiche e battendo alcuni tasti, per poi tornare al centro del palco per suonare brevemente il flauto traverso, e infine spostarsi verso un piccolo antico grammofono che cela dietro un Theremin per voce, con il quale ci lascia accompagnandoci da vocalizzi eterei.

Articolo e foto di Francesca Cecconi

  1. Come te nessuno mai
  2. Silent Song
  3. Promettimi
  4. Anche fragile
  5. Una poesia anche per te
  6. Labyrinth
  7. Un filo di seta negli abissi
  8. No Hero
  9. L’anima vola
  10. Qualcosa che non c’è
  11. Seta
  12. Palla al centro
  13. Ancora qui
  14. Eppure sentire (un senso di te)
  15. Strings Interlude
  16. O forse sei tu
  17. Se piovesse il tuo nome
  18. Luce (tramonti a nord est)
  19. Gli ostacoli del cuore
  20. Stay
  21. Together
  22. A modo tuo
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