Esterina, il concerto che “s’ha da fare”

Esterina è una band di Massarosa, in provincia di Lucca, attiva da oltre un decennio, quattro album in studio e uno live. Praticamente da sempre, organizzano ogni 25 dicembre un concerto in qualche posto a Lucca o lì intorno. L’anno scorso avevano annunciato che sarebbe stata l’ultima volta, e che per l’undicesimo anno, il concerto non si sarebbe svolto.

Alla fine invece, nonostante l’incertezza che ha regnato negli ultimi mesi del 2019, le cose sono andate come dovevano andare e le persone accorse la notte di Natale sono state oltre trecento perché non c’è verso, il concerto di Natale di esterina si deve fare.

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Il concerto di Natale è un luogo che non esiste, un concerto ideale che noi vorremmo suonare sempre, ogni volta. Un luogo impossibile, imprevedibile, un tema, un filo rosso da seguire che metta le cose in chiaro: siamo qui per una serie di motivi, la musica senza tanti discorsi, qualcosa per riscaldarsi, farsi gli auguri e essere felici.

Il palco è posto proprio in fondo al capannone, con le luci collocate dietro alla pedana proiettate verso gli spettatori; una scelta che risulta un po’ difficile all’inizio per chi assiste, ma l’occhio si abitua presto a quel controluce e alle sagome in chiaroscuro che si disegnano non appena gli esterina iniziano a suonare. Forse è un modo per dire che è la musica a dover parlare, a farsi vedere al posto dei musicisti, che altro non sono che il mezzo con cui ella si rovescia sui presenti.

E così è.

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La scaletta regala subito una graditissima sorpresa, un nuovo pezzo eseguito per la prima volta dal vivo, “Le cose che da tempo ti dovevo”, presentato in veste acustica, chitarra, voce e tastiera. Non è ancora nella sua versione definitiva, e un po’ si sente, ma Fabio spiega e dice che volevano comunque suonarlo, perché gli piaceva semplicemente farlo, perciò il pubblico ne apprezza la sincerità e il coraggio, due qualità che questi ragazzi hanno da vendere.

Il trittico seguente proviene dritto dal loro ultimo e bellissimo lavoro “Canzoni per esseri umani” e sono nell’ordine “Più di me”, “Chiamarsi” e la magnifica “Cometa”, uno dei miei pezzi preferiti del loro intero repertorio. La sua coda finale strumentale è un punto nel quale il brano sembra concludersi per lasciare invece spazio allo sfogo e a una dose di improvvisazione e istinto da parte degli esecutori, cifra che ricorre spesso anche in altri brani e che caratterizza da sempre il loro modo di suonare live. I pezzi non risultano mai del tutto uguali a se stessi e ogni volta li ascolti un po’ diversi, con sorpresa.

“Dio ti salvi” la title track del loro terzo e fortunatissimo disco, segue subito dopo e lascia posto a un brano estratto da “Come satura”, secondo lavoro della band, “Il vuoto intorno”, che viene proposto con un inedito arrangiamento psichedelico/noise, a conferma di quanto detto. L’utilizzo dei synth e della parte elettronica a cura di Massimiliano Grasso e Luca Giometti riveste un ruolo molto incisivo, impreziosendo un pezzo che ha ormai quasi dieci anni, anche se non si avverte affatto.

È poi la volta di “Stanno tutti bene”, un brano pazzesco, specialmente nella seconda e ultima parte, dove lo special recita con ossessività alcuni versi di rara pregnanza semantica. Il suo finale rabbioso è tutto da godere.

Si torna al presente con “Santo amore degli abissi” cui segue “Meraviglia normale”, del quale è uscito da pochissimi giorni un video registrato proprio al concerto di Natale dello scorso anno, tenutosi in una chiesa abbandonata nel cuore di Lucca.

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C’è spazio per buttare ancora un occhio al passato e s’intuisce subito che sarà il turno di “Both of us” appena si alza Giovanni Bianchini, avanzando da dietro le pelli con una grancassa a tracolla. Furioso e tormentato, il basso martellante di Daniele Pacini cerca e ottiene tutto lo sfogo che chiede sul finale del pezzo. “Pantaloni Corti” precede di nuovo il brano con cui tutto è iniziato, stavolta proposto in full set elettrico, e i cinque musicisti tornano a farci riascoltare “Le cose che da tempo ti dovevo”, versione in cui il brano appare molto più a fuoco.

Come spesso accade, il momento del congedo è affidato a “Salutarti”, il cui titolo pare messo lì apposta per chiudere l’intera serata di Natale, ma non prima che Fabio Angeli abbia ringraziato tutti quelli che hanno organizzato, aiutato, promosso e partecipato, ancora una volta, a questo evento incredibile.

Set list

Le cose che da tempo ti dovevo (acustica)

Più di me

Chiamarsi

Cometa

Dio ti salvi

Il vuoto intorno

Stanno tutti bene

Santo Amore degli abissi

Meraviglia Normale

Both of us

Pantaloni Corti

Le cose che da tempo ti dovevo (elettrica)

Salutarti

Line up

Fabio Angeli – Voce, chitarra

Massimiliano Grasso – Piano rhodes, tastiere, elettronica, chitarra, cori

Daniele Pacini – Basso, Synth

Luca Giometti – Chitarra, elettronica, tastiere

Giovanni Bianchini – Batteria

 

Articolo e foto di Alessio Pagnini